Fare Cose. Alfredo Pirri
Alfredo Pirri, progetto "In faccia al cielo" (Fortino 2), 2008, stampa fine art su carta e pastelli
Dal 19 Aprile 2026 al 30 Settembre 2026
Catania | Visualizza tutte le mostre a Catania
Luogo: Fondazione Brodbeck
Indirizzo: Via Gramignani 95
Orari: giovedì, venerdì e sabato, dalle ore 17 alle 20 (ultimo ingresso ore 19.30. Visite di gruppo e in altri giorni e orari solo su prenotazione
Curatori: Cesare Biasini Selvaggi, Gianluca Collica
E-Mail info: info@fondazionebrodbeck.it
Dal 19 aprile e fino al 30 settembre 2026, la Fondazione Brodbeck di Catania ospita la mostra FARE COSE di Alfredo Pirri, curata da Cesare Biasini Selvaggi e Gianluca Collica.
Un progetto che segna il compimento di un dialogo intellettuale iniziato diciotto anni fa: la realizzazione di un progetto espositivo specificamente concepito per gli spazi post-industriali della Fondazione Brodbeck (un’ex fabbrica di liquirizia nello storico quartiere di San Cristoforo a Catania) che trova oggi una sua forma compiuta, imprevista e imprevedibile.
Il percorso espositivo si configura come un organismo vivente dove la dimensione retrospettiva e quella inedita site-specific si fondono in un allestimento dalle proporzioni monumentali all’insegna di un’immersione totalizzante.
Accanto a lavori storici che hanno segnato la ricerca di Pirri dagli anni Ottanta – tra cui la riattivazione di Cure, originariamente concepito in occasione di Aperto ’88, sezione giovani della Biennale di Venezia ideata da Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann, – compaiono opere delle ricerche più recenti e ancora inedite, come L’archivio. Non si tratta di una semplice antologia, ma di un dialogo senza precedenti tra opere (installazioni, dipinti, sculture, disegni, progetti) che rilegge il passato alla luce del senso di Pirri per il presente, trasformando le tappe del percorso creativo dell’artista in capitoli di una narrazione diffusa, tappe di uno spazio di sperimentazione esistenziale.
Fulcro generatore dell’intero progetto espositivo è l’indagine sul rapporto tra arte e architettura, intesa da Pirri come una tensione poetica tra materia, luce e ambiente. L’artista trasforma lo spazio in un “dispositivo percettivo” in cui l’opera non è un oggetto da osservare, ma un campo di risonanza da percorrere. Con il ricorso a materiali radicati nel territorio siciliano, a partire dal tufo di Lentini, Pirri attiva nuove stratificazioni di significato, invitando il visitatore a compiere un’esperienza di attraversamento dove la memoria fisica si fa architettura umana del possibile.
Inaugurazione domenica 19 aprile, ore 10.
Un progetto che segna il compimento di un dialogo intellettuale iniziato diciotto anni fa: la realizzazione di un progetto espositivo specificamente concepito per gli spazi post-industriali della Fondazione Brodbeck (un’ex fabbrica di liquirizia nello storico quartiere di San Cristoforo a Catania) che trova oggi una sua forma compiuta, imprevista e imprevedibile.
Il percorso espositivo si configura come un organismo vivente dove la dimensione retrospettiva e quella inedita site-specific si fondono in un allestimento dalle proporzioni monumentali all’insegna di un’immersione totalizzante.
Accanto a lavori storici che hanno segnato la ricerca di Pirri dagli anni Ottanta – tra cui la riattivazione di Cure, originariamente concepito in occasione di Aperto ’88, sezione giovani della Biennale di Venezia ideata da Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann, – compaiono opere delle ricerche più recenti e ancora inedite, come L’archivio. Non si tratta di una semplice antologia, ma di un dialogo senza precedenti tra opere (installazioni, dipinti, sculture, disegni, progetti) che rilegge il passato alla luce del senso di Pirri per il presente, trasformando le tappe del percorso creativo dell’artista in capitoli di una narrazione diffusa, tappe di uno spazio di sperimentazione esistenziale.
Fulcro generatore dell’intero progetto espositivo è l’indagine sul rapporto tra arte e architettura, intesa da Pirri come una tensione poetica tra materia, luce e ambiente. L’artista trasforma lo spazio in un “dispositivo percettivo” in cui l’opera non è un oggetto da osservare, ma un campo di risonanza da percorrere. Con il ricorso a materiali radicati nel territorio siciliano, a partire dal tufo di Lentini, Pirri attiva nuove stratificazioni di significato, invitando il visitatore a compiere un’esperienza di attraversamento dove la memoria fisica si fa architettura umana del possibile.
Inaugurazione domenica 19 aprile, ore 10.
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