Jean-Marie Appriou. Canto Infinito
Jean-Marie Appriou. Canto Infinito, Palazzo Strozzi, Firenze I Ph. Ela Bialkowska OKNO studio
Dal 22 Maggio 2026 al 23 Agosto 2026
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Palazzo Strozzi
Indirizzo: Piazza degli Strozzi
Curatori: Arturo Galansino
Enti promotori:
- Fondazione Palazzo Strozzi
Telefono per informazioni: +39 055 2645155
Sito ufficiale: http://www.palazzostrozzi.org
La Fondazione Palazzo Strozzi presenta CANTO INFINITO, mostra personale di Jean-Marie Appriou per il Project Space di Palazzo Strozzi. A cura di Arturo Galansino, il progetto espositivo riunisce un gruppo di nuove opere dell’artista francese, proponendo un ampio sguardo sul suo lavoro, che oggi si pone come una delle voci più originali nella ridefinizione dell’idea di scultura nell’arte contemporanea.
Il lavoro di Jean-Marie Appriou è caratterizzato da un approccio sperimentale nell’utilizzo di materiali, come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera. Attraverso una pratica fortemente tattile, l’artista modella figure che si inseriscono in un territorio ambiguo tra l’umano, l’animale e il vegetale. I riferimenti iconografici attingono alle mitologie arcaiche, alla fantascienza e alla cultura contemporanea: cavalli, serpenti, creature marine ed esseri ibridi popolano un universo simbolico, in cui le forme sembrano sospese tra terra e acqua, oscurità e luce, permanenza e mutamento.
Il titolo della mostra per il Project Space di Palazzo Strozzi, CANTO INFINITO, evoca l’idea di un flusso continuo senza inizio né fine, suggerendo una dimensione in cui tempo, materia e immaginazione sono in costante trasformazione. Concepite come tappe di un percorso, le opere in mostra richiamano l’eredità della Divina Commedia come orizzonte culturale e simbolico. Il lavoro di Appriou dialoga inoltre con una più ampia costellazione di fonti letterarie e mitologiche, che emergono non come riferimenti fissi, ma come presenze incarnate nella materia scultorea e integrate in una sequenza spaziale. Le sue figure non illustrano storie, ma suggeriscono momenti di passaggio e transizione.
Offrendo un’esperienza immersiva, CANTO INFINITO si sviluppa come una sequenza di incontri in cui la scultura diventa uno spazio che conserva i segni del proprio processo creativo e il suo significato rimane aperto all’interpretazione. Senza imporre un’unica chiave di lettura, il progetto invita i visitatori ad attraversare un mondo in cui elementi opposti tra loro, come corpo e spirito, passato e futuro, visibile e invisibile, si uniscono in una tensione dinamica, creando un’esperienza al tempo stesso sensoriale e contemplativa.
«Con CANTO INFINITO, Jean-Marie Appriou trasforma il Project Space di Palazzo Strozzi in un luogo di immaginazione e riflessione, dove materia, mito e visione si intrecciano in un dialogo aperto con il presente» afferma Arturo Galansino, Direttore Generale Fondazione Palazzo Strozzi. «Siamo particolarmente felici di presentare a Firenze il lavoro di un artista tra i più originali della scena contemporanea internazionale, capace di coniugare riferimenti archetipici e una straordinaria sensibilità formale. Questo progetto conferma l’impegno della Fondazione Palazzo Strozzi nel sostenere la ricerca artistica contemporanea attraverso produzioni e collaborazioni che favoriscano nuove prospettive di incontro tra gli artisti, il pubblico e i nostri spazi».
Jean-Marie Appriou è nato nel 1986 a Brest, in Francia. Vive e lavora a Parigi. Si è diplomato all’École régionale des beaux-arts de Rennes nel 2010. Le sue mostre personali includono: TANK Museum, Shanghai, RPC (2025); La cinquième essence, MO.CO. - La Panacée, Montpellier, FR (2025); Whale Song, Now + There, Boston, USA (2024); Jean-Marie Appriou and Exonaut Horizon, Perrotin, Parigi, FR (2024); La Constellation du Louvre, Musée du Louvre, Parigi, FR (2023); The Traveler, Langhe, Neviglie, IT (2023); Gemini, Galerie Eva Presenhuber, Vienna, AT (2023); MASSIMODECARLO, Hong Kong (2023); MASSIMODECARLO, Londra, UK; Villa Medici, Roma, IT (2022); The Horses, organizzata dal Public Art Fund, Doris C. Freedman Plaza, New York, NY, USA (2019–2020); Seabed, Le Consortium, Digione, FR (2019–2020); e Open Space #1, Fondation Louis Vuitton, Parigi, FR (2018). Appriou ha partecipato a Là où les eaux se mêlent, Biennale de Lyon, Lione, FR (2019) con una grande installazione intitolata Roncier. Le sue mostre collettive istituzionali includono: Amsterdam Sculpture Biennale, Amsterdam, NL (2025); The Air is Subtle Yeti t Moves, AMA House, Atene, GR (2025); Last Night I Dreamt of Manderley, Alison Jacques Gallery, Londra, UK (2025); I Sought My Soul, St. Elisabeth Kirche, Berlino, DE (2025); A Drawing A Day, MASSIMODECARLO Seoul Studio, Seul, ROK (2024); Van Gogh and The Stars, Fondation Vincent van Gogh Arles, Arles, FR (2024); Eccentric. The Aesthetics of Freedom, Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera, DE (2024); White Sea Olive Groves, Malta Biennial, Valletta, MT (2024); CAB Opening Public Programs, Chicago Architecture Biennial, Chicago (2023); Jing’an Sculpture Park, Shanghai (2023); Childhood, Centre Pompidou-Metz (2022); Another banana for the dream-fish, Palais de Tokyo, Parigi, FR (2018); Neuer Norden Zürich, KiöR Kunst im öffentlichen Raum, Zurigo, CH (2018); Deux sens du décoratif, Centre d’art Contemporain, Brest, FR (2018); Voyage d’Hiver, Château de Versailles, Versailles, FR (2017); Robots. Work. Our Future, Vienna Biennale, Vienna, AT (2017); MEDUSA, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, FR (2017); L’Usage des Formes, Palais de Tokyo, Parigi, FR (2015); e La solitude, Astrup Fearnley Museum of Modern Art, Oslo, NO (2014).
Il lavoro di Jean-Marie Appriou è caratterizzato da un approccio sperimentale nell’utilizzo di materiali, come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera. Attraverso una pratica fortemente tattile, l’artista modella figure che si inseriscono in un territorio ambiguo tra l’umano, l’animale e il vegetale. I riferimenti iconografici attingono alle mitologie arcaiche, alla fantascienza e alla cultura contemporanea: cavalli, serpenti, creature marine ed esseri ibridi popolano un universo simbolico, in cui le forme sembrano sospese tra terra e acqua, oscurità e luce, permanenza e mutamento.
Il titolo della mostra per il Project Space di Palazzo Strozzi, CANTO INFINITO, evoca l’idea di un flusso continuo senza inizio né fine, suggerendo una dimensione in cui tempo, materia e immaginazione sono in costante trasformazione. Concepite come tappe di un percorso, le opere in mostra richiamano l’eredità della Divina Commedia come orizzonte culturale e simbolico. Il lavoro di Appriou dialoga inoltre con una più ampia costellazione di fonti letterarie e mitologiche, che emergono non come riferimenti fissi, ma come presenze incarnate nella materia scultorea e integrate in una sequenza spaziale. Le sue figure non illustrano storie, ma suggeriscono momenti di passaggio e transizione.
Offrendo un’esperienza immersiva, CANTO INFINITO si sviluppa come una sequenza di incontri in cui la scultura diventa uno spazio che conserva i segni del proprio processo creativo e il suo significato rimane aperto all’interpretazione. Senza imporre un’unica chiave di lettura, il progetto invita i visitatori ad attraversare un mondo in cui elementi opposti tra loro, come corpo e spirito, passato e futuro, visibile e invisibile, si uniscono in una tensione dinamica, creando un’esperienza al tempo stesso sensoriale e contemplativa.
«Con CANTO INFINITO, Jean-Marie Appriou trasforma il Project Space di Palazzo Strozzi in un luogo di immaginazione e riflessione, dove materia, mito e visione si intrecciano in un dialogo aperto con il presente» afferma Arturo Galansino, Direttore Generale Fondazione Palazzo Strozzi. «Siamo particolarmente felici di presentare a Firenze il lavoro di un artista tra i più originali della scena contemporanea internazionale, capace di coniugare riferimenti archetipici e una straordinaria sensibilità formale. Questo progetto conferma l’impegno della Fondazione Palazzo Strozzi nel sostenere la ricerca artistica contemporanea attraverso produzioni e collaborazioni che favoriscano nuove prospettive di incontro tra gli artisti, il pubblico e i nostri spazi».
Jean-Marie Appriou è nato nel 1986 a Brest, in Francia. Vive e lavora a Parigi. Si è diplomato all’École régionale des beaux-arts de Rennes nel 2010. Le sue mostre personali includono: TANK Museum, Shanghai, RPC (2025); La cinquième essence, MO.CO. - La Panacée, Montpellier, FR (2025); Whale Song, Now + There, Boston, USA (2024); Jean-Marie Appriou and Exonaut Horizon, Perrotin, Parigi, FR (2024); La Constellation du Louvre, Musée du Louvre, Parigi, FR (2023); The Traveler, Langhe, Neviglie, IT (2023); Gemini, Galerie Eva Presenhuber, Vienna, AT (2023); MASSIMODECARLO, Hong Kong (2023); MASSIMODECARLO, Londra, UK; Villa Medici, Roma, IT (2022); The Horses, organizzata dal Public Art Fund, Doris C. Freedman Plaza, New York, NY, USA (2019–2020); Seabed, Le Consortium, Digione, FR (2019–2020); e Open Space #1, Fondation Louis Vuitton, Parigi, FR (2018). Appriou ha partecipato a Là où les eaux se mêlent, Biennale de Lyon, Lione, FR (2019) con una grande installazione intitolata Roncier. Le sue mostre collettive istituzionali includono: Amsterdam Sculpture Biennale, Amsterdam, NL (2025); The Air is Subtle Yeti t Moves, AMA House, Atene, GR (2025); Last Night I Dreamt of Manderley, Alison Jacques Gallery, Londra, UK (2025); I Sought My Soul, St. Elisabeth Kirche, Berlino, DE (2025); A Drawing A Day, MASSIMODECARLO Seoul Studio, Seul, ROK (2024); Van Gogh and The Stars, Fondation Vincent van Gogh Arles, Arles, FR (2024); Eccentric. The Aesthetics of Freedom, Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera, DE (2024); White Sea Olive Groves, Malta Biennial, Valletta, MT (2024); CAB Opening Public Programs, Chicago Architecture Biennial, Chicago (2023); Jing’an Sculpture Park, Shanghai (2023); Childhood, Centre Pompidou-Metz (2022); Another banana for the dream-fish, Palais de Tokyo, Parigi, FR (2018); Neuer Norden Zürich, KiöR Kunst im öffentlichen Raum, Zurigo, CH (2018); Deux sens du décoratif, Centre d’art Contemporain, Brest, FR (2018); Voyage d’Hiver, Château de Versailles, Versailles, FR (2017); Robots. Work. Our Future, Vienna Biennale, Vienna, AT (2017); MEDUSA, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, FR (2017); L’Usage des Formes, Palais de Tokyo, Parigi, FR (2015); e La solitude, Astrup Fearnley Museum of Modern Art, Oslo, NO (2014).
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