Rainer Gorb. Simultaneità & Sistema
Rainer Gorb. Simultaneità & Sistema, Galleria Immaginaria, Firenze
Dal 24 Gennaio 2014 al 24 Febbraio 2014
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Galleria Immaginaria
Indirizzo: via Guelfa 22/a
Orari: da lunedì a sabato 9.30 - 13/ 15.30 - 19.30; domenica 16-19.30
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 055 2654093
E-Mail info: galleriaimmaginaria@libero.it
Sito ufficiale: http://www.galleriaimmaginaria.com
L’atmosfera è esplosiva, nessun telegiornale senza attentati. Ogni caos porta in sé dei sistemi, che sono coordinati simultaneamente e in tempo reale. Il mondo impazzisce nel gioco della corsa alla crescita. Mentre afferriamo dimensioni sempre più nuove, dal nanocosmo alle galassie, e le tecnologie di pari passo diventano sempre più complesse, vacillano i sistemi semplici della vita di tutti i giorni. Quale dettaglio sistemico commestibile c’è qua sul piatto, sul tavolo che si trova davanti al telegiornale? “Bio-immagini ” su porcellana?
Uno stimolo per il titolo della mostra viene dal libro del futurista Ardengo Soffici, uscito nel 1915. Nel 1966 sono state distrutte tante delle poche (300) copie: quando straripava l’Arno, un grande sistema fluviale ha afferrato gli sciami fluttuanti della tipografia futurista. La storia ha raggiunto sé stessa.
1914-2014: l’inizio della prima guerra mondiale come un’esplosione dell’epoca moderna, un viaggio sulla luna attraverso paesaggi craterici, che continua fino al postmodernismo. Il volano futuristico da viaggio esiste, al più tardi, fin dai sistemi, profondamente inseriti l’uno nell’altro, del progresso di una dinamica propria e delle esplosive questioni sistemiche sociali.
Cioè che oggi è attuale, ieri era futurismo.
Spostamenti di dimensioni, esplosioni, implosioni, piccole idee diventano più grandi e assumono misure monumentali, grandi idee diventano estremamente piccole e emigrano nell’utopia. Crisi sistemiche – sistema – rilevanza. Nell’odierna inflazione di informazione ben poco rimane oscuro, invece tutto si somma a costituire una black box. Oggi Dada è la lingua parlamentare e il surrealismo costituisce il sistema sociale.
E l’arte? Paradossalmente può forse leggere strutture e tracce, dislocando le dimensioni all’interno della percezione e può anche fungere da empatia civettuola relativamente alla simultaneità e alle questioni sistemiche. Il materiale del mio libero lavoro sull’immagine ricicla in maniera espressiva gli influssi dell’Informale tedesco con citazioni che provengono da mondi di immagine storici e contemporanei: Modelli di simultaneità della processualità, della cosmologia, della cartografia, ricerca di sciami e correnti, strutture, organigrammi, sociogrammi, immagini di interconnessioni, rizomi, ecc.
La realizzazione: La carta è paziente, viene piegata e dispiegata, schizzata d’inchiostro e letta con denominazioni, le pitture su vetro vengono esposte ai graffiti. Le ‘Bio-immagini’ vengono allevate, raccolte e preparate.
Collezioni – “simulate”- dal contesto: Dalla fine degli anni ottanta lavoro nella Germania dell’Est con collezioni di quadri che formano spazi d’immagini di gruppi tematici intrecciati e collegati. I quadri formano uno spazio libero ideale, piani mediali all’interno dell’installazione dello spazio per le immagini, come foto ed elaborazioni digitali, alludono al piano della realtà retrostante. Accennano anche a lavori artistici di genere documentaristico, ad esempio nell’ambito video. A Berlino gestiamo un museo ‘underground’ – un progetto artistico indipendente relativo a storie del futuro. Rainer Görß, nato nel 1960, ha fatto parte dell’ultimo corso di diploma istituito nella DDR dall’Accademia d’arte di Dresda. (Vive e lavora a Berlino. Mostre, arte pubblica, video documentari).
Uno stimolo per il titolo della mostra viene dal libro del futurista Ardengo Soffici, uscito nel 1915. Nel 1966 sono state distrutte tante delle poche (300) copie: quando straripava l’Arno, un grande sistema fluviale ha afferrato gli sciami fluttuanti della tipografia futurista. La storia ha raggiunto sé stessa.
1914-2014: l’inizio della prima guerra mondiale come un’esplosione dell’epoca moderna, un viaggio sulla luna attraverso paesaggi craterici, che continua fino al postmodernismo. Il volano futuristico da viaggio esiste, al più tardi, fin dai sistemi, profondamente inseriti l’uno nell’altro, del progresso di una dinamica propria e delle esplosive questioni sistemiche sociali.
Cioè che oggi è attuale, ieri era futurismo.
Spostamenti di dimensioni, esplosioni, implosioni, piccole idee diventano più grandi e assumono misure monumentali, grandi idee diventano estremamente piccole e emigrano nell’utopia. Crisi sistemiche – sistema – rilevanza. Nell’odierna inflazione di informazione ben poco rimane oscuro, invece tutto si somma a costituire una black box. Oggi Dada è la lingua parlamentare e il surrealismo costituisce il sistema sociale.
E l’arte? Paradossalmente può forse leggere strutture e tracce, dislocando le dimensioni all’interno della percezione e può anche fungere da empatia civettuola relativamente alla simultaneità e alle questioni sistemiche. Il materiale del mio libero lavoro sull’immagine ricicla in maniera espressiva gli influssi dell’Informale tedesco con citazioni che provengono da mondi di immagine storici e contemporanei: Modelli di simultaneità della processualità, della cosmologia, della cartografia, ricerca di sciami e correnti, strutture, organigrammi, sociogrammi, immagini di interconnessioni, rizomi, ecc.
La realizzazione: La carta è paziente, viene piegata e dispiegata, schizzata d’inchiostro e letta con denominazioni, le pitture su vetro vengono esposte ai graffiti. Le ‘Bio-immagini’ vengono allevate, raccolte e preparate.
Collezioni – “simulate”- dal contesto: Dalla fine degli anni ottanta lavoro nella Germania dell’Est con collezioni di quadri che formano spazi d’immagini di gruppi tematici intrecciati e collegati. I quadri formano uno spazio libero ideale, piani mediali all’interno dell’installazione dello spazio per le immagini, come foto ed elaborazioni digitali, alludono al piano della realtà retrostante. Accennano anche a lavori artistici di genere documentaristico, ad esempio nell’ambito video. A Berlino gestiamo un museo ‘underground’ – un progetto artistico indipendente relativo a storie del futuro. Rainer Görß, nato nel 1960, ha fatto parte dell’ultimo corso di diploma istituito nella DDR dall’Accademia d’arte di Dresda. (Vive e lavora a Berlino. Mostre, arte pubblica, video documentari).
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