Sandro Cabrini. Archetipi del sogno: la danza
Sandro Cabrini Dance, 2013, ferro arrugginito, cm 51x10x23
Dal 8 Ottobre 2015 al 8 Novembre 2015
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Museo Marcello Tommasi già Atelier di Benvenuto Cellini
Indirizzo: via della Pergola 57
Orari: martedì - sabato dalle 15 alle 19
Telefono per informazioni: +39 055 3860357
E-Mail info: info@etraeventsfirenze.it
Un percorso tra reale e onirico, raccontato da sagome umanizzate - figure emblematiche dell’espressione artistica di Sandro Cabrini - è la mostra antologica “Archetipi del sogno: la danza”, aperta al pubblico dall’8 ottobre all’8 novembre al “Museo Marcello Tommasi già Atelier di Benvenuto Cellini”.
L’esposizione, che si snoda nelle sale interne e nel giardino antistante il Museo, presenta un corpus di 40 opere, realizzate dal 1970 ad oggi, fra cui sculture, installazioni, opere su carta, su tela, video e numerosiinediti.
Il file rouge che lega questi lavori è la rappresentazione stilizzata dell’uomo, dai tratti semplici e lineari, una presenza costante resa con l’utilizzo di diverse tecniche e materiali: da sculture in ferro o legno, a opere in carta o su tela.
Le sculture Dance e Dance in the ballroom del 2013 realizzate in ferro arrugginito, sottolineano il tema della mostra legato alla danza, attraverso figure che evocano un movimento armonico in uno spazio indefinito. Scenari analoghi vengono riproposti nei collage su carta di cotone indiana Moon e Garden del 2012, dove le numerose sagome ondeggianti e dalle tinte primarie, si stagliano sul foglio, creando un forte impatto visivo e riconducendo ad una dimensione ovattata, legata al sogno.
Di estrema delicatezza e forza sono le opere realizzate nel 2015, bassorilievi in carta, Masquerade, Chorus, Backstage, che nuovamente vedono protagonisti soggetti stilizzati che danno vita a dinamiche coreografie.
L’originalità del lavoro di Sandro Cabrini emerge nel trasmettere una molteplicità di significati e di riflessioni, partendo dalla ripetizione di una forma - sola o in gruppo, statica o danzante -, che assume un aspetto poetico, misterioso, rassicurante e ironico.
Un’espressione di estrema semplicità, che racchiude al contempo, riflessioni sull’uomo, sul rapporto con il mondo circostante, sulla società umana e sugli stati d’animo.
La poetica dell’artista è chiaramente sintetizzata nel testo critico di Maurizio Vanni che afferma: “Cabrini non si preoccupa di interpretare le proprie lucide visioni surreali, ma cerca nella totale libertà espressiva quei flussi di energia cerebrale che, unite alla fantasia e a un personale humour, coinvolgono lo spettatore in un processo consapevole di conoscenza e auto-conoscenza. Di fronte alle sue strutture in bassorilievo e alle sue istallazioni, è possibile perdere il senso del quotidiano ritrovandosi a fantasticare in mondi assurdamente possibili”.
Accompagna la mostra un catalogo con testi critici e opere che ripercorrono la carriera artistica di Sandro Cabrini.
Sandro Cabrini nasce a Milano nel 1948, si diploma al Liceo Artistico di Brera e nel 1975 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Dal 1968 si dedica alla pittura e alla creazione di una particolare forma di espressione simbolica. Tra il 1995 e il 2000 compie diversi viaggi di studio negli Stati Uniti e in Inghilterra, e nello stesso periodo è invitato a svolgere un’attività didattica presso l’Università IULM di Milano, in cui approfondisce i temi della scrittura alfabetica e dei simboli. Nel 2009 viene invitato a San Pietroburgo a svolgere un Master Class sulla sua attività pittorica. Nel corso della sua carriera artistica espone con mostre personali e collettive in Italia (Milano, Torino, Orvieto, Lucca, Genova, Grosseto, Pordenone) e all’estero (Chicago, Houston, San Pietroburgo, Ginevra, New York, Miami, Seoul, Hong Kong, Shanghai).
Alcune sue opere sono esposte in permanenza presso: la Civica Raccolta del disegno di Salò, Ospedale di Circolo Macchi di Varese, il Parco delle Sculture dell’Idroscalo di Milano con una scultura realizzata per Expo, il Yeoung Museum of Contemporary Art - Gwang-Ju di Seoul - Sud Corea e il Chang Lian a Shanghai - Cina. www.sandrocabrini.com
L’esposizione, che si snoda nelle sale interne e nel giardino antistante il Museo, presenta un corpus di 40 opere, realizzate dal 1970 ad oggi, fra cui sculture, installazioni, opere su carta, su tela, video e numerosiinediti.
Il file rouge che lega questi lavori è la rappresentazione stilizzata dell’uomo, dai tratti semplici e lineari, una presenza costante resa con l’utilizzo di diverse tecniche e materiali: da sculture in ferro o legno, a opere in carta o su tela.
Le sculture Dance e Dance in the ballroom del 2013 realizzate in ferro arrugginito, sottolineano il tema della mostra legato alla danza, attraverso figure che evocano un movimento armonico in uno spazio indefinito. Scenari analoghi vengono riproposti nei collage su carta di cotone indiana Moon e Garden del 2012, dove le numerose sagome ondeggianti e dalle tinte primarie, si stagliano sul foglio, creando un forte impatto visivo e riconducendo ad una dimensione ovattata, legata al sogno.
Di estrema delicatezza e forza sono le opere realizzate nel 2015, bassorilievi in carta, Masquerade, Chorus, Backstage, che nuovamente vedono protagonisti soggetti stilizzati che danno vita a dinamiche coreografie.
L’originalità del lavoro di Sandro Cabrini emerge nel trasmettere una molteplicità di significati e di riflessioni, partendo dalla ripetizione di una forma - sola o in gruppo, statica o danzante -, che assume un aspetto poetico, misterioso, rassicurante e ironico.
Un’espressione di estrema semplicità, che racchiude al contempo, riflessioni sull’uomo, sul rapporto con il mondo circostante, sulla società umana e sugli stati d’animo.
La poetica dell’artista è chiaramente sintetizzata nel testo critico di Maurizio Vanni che afferma: “Cabrini non si preoccupa di interpretare le proprie lucide visioni surreali, ma cerca nella totale libertà espressiva quei flussi di energia cerebrale che, unite alla fantasia e a un personale humour, coinvolgono lo spettatore in un processo consapevole di conoscenza e auto-conoscenza. Di fronte alle sue strutture in bassorilievo e alle sue istallazioni, è possibile perdere il senso del quotidiano ritrovandosi a fantasticare in mondi assurdamente possibili”.
Accompagna la mostra un catalogo con testi critici e opere che ripercorrono la carriera artistica di Sandro Cabrini.
Sandro Cabrini nasce a Milano nel 1948, si diploma al Liceo Artistico di Brera e nel 1975 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Dal 1968 si dedica alla pittura e alla creazione di una particolare forma di espressione simbolica. Tra il 1995 e il 2000 compie diversi viaggi di studio negli Stati Uniti e in Inghilterra, e nello stesso periodo è invitato a svolgere un’attività didattica presso l’Università IULM di Milano, in cui approfondisce i temi della scrittura alfabetica e dei simboli. Nel 2009 viene invitato a San Pietroburgo a svolgere un Master Class sulla sua attività pittorica. Nel corso della sua carriera artistica espone con mostre personali e collettive in Italia (Milano, Torino, Orvieto, Lucca, Genova, Grosseto, Pordenone) e all’estero (Chicago, Houston, San Pietroburgo, Ginevra, New York, Miami, Seoul, Hong Kong, Shanghai).
Alcune sue opere sono esposte in permanenza presso: la Civica Raccolta del disegno di Salò, Ospedale di Circolo Macchi di Varese, il Parco delle Sculture dell’Idroscalo di Milano con una scultura realizzata per Expo, il Yeoung Museum of Contemporary Art - Gwang-Ju di Seoul - Sud Corea e il Chang Lian a Shanghai - Cina. www.sandrocabrini.com
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