Renzo Bellanca. Urban Skin

Renzo Bellanca. Urban Skin

 

Dal 29 Aprile 2017 al 02 Luglio 2017

Arpino | Frosinone

Luogo: Fondazione Umberto Mastroianni

Curatori: Loredana Rea

Enti promotori:

  • Fondazione Umberto Mastroianni
  • Honos Art Contemporary Art Gallery
  • Provincia di Frosinone
  • Città di Frosinone

E-Mail info: eventi@honosart.com


Comunicato Stampa:
Sabato 29 aprile 2016 ore 18.00 presso il Castello di Ladislao di Arpino, sede della Fondazione Umberto Mastroianni, che accoglie la più ricca e rappresentativa eredità di uno dei più eclettici e geniali scultori del ‘900 e la memoria di un’intera famiglia di artisti, i Mastroianni, apre al pubblico Renzo Bellanca. Urban Skin. 

La mostra curata da Loredana Rea, direttore artistico della Fondazione, nasce dalla collaborazione tra la Galleria Honos Art di Roma e l’istituzione arpinate, nell’intenzione di dare vita a un’inedita sinergia nella promozione della ricerca contemporanea.
Urban Skin, rappresenta la concretizzazione di una filosofia di operatività, che vede la galleria romana volta a cercare differenti spazi espositivi e il museo di Arpino impegnato a scegliere partner per la produzione di progetti culturali di alto spessore.
Il percorso espositivo, aperto al pubblico fino al 2 luglio, presenta una serie di lavori recenti di Renzo Bellanca, di grande fascino e di forte impatto visivo, che contaminano linguaggi ed esperienze differenti per natura ed esiti formali. Attraverso calibrate stratificazione di segni e immagini, l’artista, siciliano di origine ma romano di adozione, trasforma luoghi della geografia in spazi immaginati, vissuti in una dimensione esclusivamente interiore, che si compongono e ricompongono frammento dopo frammento.

Tele di grandi dimensioni si affiancano a opere piccolissime a suggerire, come tasselli di un puzzle,  l’articolazione di un viaggio: approdi momentanei, partenze e arrivi, raccontano storie di percorsi da leggere come antiche mappe per nuovi possibili  itinerari. Sono cartografie, giocate su una raffinata calibratura della materia pittorica, intessuta di velature e vedute aeree, che suggeriscono la necessità dell’erranza, metafora delle contaminazioni quotidiane tra i luoghi e le esperienze a essi legate.
Il progetto, costruito sulla centralità di una pittura raffinata e rarefatta, ha letteralmente preso possesso del museo: partendo dalla grande sala destinata alle esposizioni temporanee, infatti, ha invaso gli spazi della collezione permanente, per creare continui rimandi con le opere di Umberto Mastroianni e disegnare mappe di un viaggio visivo capace di ammaliare.
 
 

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