Aldo Mondino. Opere dal 1960 al 2000
Aldo Mondino, Alber, tecnica mista, cm. 80x80
Dal 2 March 2024 al 30 March 2024
Genova
Luogo: SATURA Palazzo Stella
Indirizzo: Piazza Stella 5/1
Orari: da martedì a venerdì 9:30–13:00 / 15:00–19:00, sabato 15:00–19:00
Curatori: Mario Napoli
Telefono per informazioni: +39 010 2468284
E-Mail info: info@satura.it
Sito ufficiale: http://www.satura.it
SATURA, con il progetto “La Galleria”, dedica una mostra ad una delle più eclettiche personalità dell’arte del Novecento, Aldo Mondino. La mostra, a cura di Mario Napoli, inaugura sabato 2 marzo dalle ore 17:00 presso le prestigiose sale di Palazzo Stella.
Torinese di nascita, Aldo Mondino (Torino, 1938 – 2005) si trasferisce a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, dove frequenta l’atelier dell’incisore William Heyter, l’École du Louvre e un corso di mosaico all’Accademia di Belle Arti con gli artisti Gino Severini e Riccardo Licata. Il rientro in Italia nei primi anni Sessanta segna l’avvio della sua proficua attività espositiva, con gli incontri presso la Galleria L’Immagine di Torino (1961) e la Galleria Alfa di Venezia (1962). Negli anni a seguire, per circa sette anni (dal 1973 al 1980), Mondino torna a Parigi per consolidare la sua attività artistica nell’attesa che la sua pittura venga rivalutata: l’impegno del pittore viene premiato con la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1993 – quest’ultima curata da Achille Bonito Oliva, per la quale Mondino presenta le grandi tele della serie dei Dervisci, Jugen stilo e opere realizzate con zollette di zucchero e tappeti.
Fin da subito, la sua attività di artista si rivela tanto multidisciplinare quanto polimaterica: Mondino si interessa al segno grafico, alla pittura, alla scultura, al mosaico, realizzando opere su tela, cartoncino, eraclite, linoleum e servendosi degli strumenti più diversi quali olio, matita, nastro adesivo, carboncino e cioccolatini – appositamente prodotti per la creazione di alcune opere. Diversamente da molte delle personalità che Mondino stesso frequenta, non si può incasellare il lavoro dell’artista torinese in un unico stile: la sua produzione ha guardato agli usi e costumi del mondo orientale – serie dei Dervisci, serie dei Tappeti – all’arte surrealista ma anche alla pop art, senza mai identificarsi in uno specifico gruppo o movimento.
Il suo percorso espositivo prosegue con diverse mostre presso gallerie nazionali e internazionali, da Roma a Parigi, Chicago, Ginevra, Londra, Istanbul, Bologna e la sua città natale, Torino. Nei primi anni Duemila, Mondino espone per la prima volta le sue sculture in vetro di Murano presso la Galleria Carlina di Torino; nel 2003 nella Loggetta lombardesca di Ravenna ha luogo la prima mostra antologica dedicata all’artista, “Aldologica”, nella quale è stato possibile visionare, per la prima volta esposti insieme, i lavori degli ultimi quarant’anni.
Tra le ultime mostre dedicate all’artista si ricordano “Mondino a colori. La pittura dagli esordi al linoleum” (CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, 2019) e “Aldo Mondino. Regole per l’inganno” (BUILDING, Milano, 2023).
Torinese di nascita, Aldo Mondino (Torino, 1938 – 2005) si trasferisce a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, dove frequenta l’atelier dell’incisore William Heyter, l’École du Louvre e un corso di mosaico all’Accademia di Belle Arti con gli artisti Gino Severini e Riccardo Licata. Il rientro in Italia nei primi anni Sessanta segna l’avvio della sua proficua attività espositiva, con gli incontri presso la Galleria L’Immagine di Torino (1961) e la Galleria Alfa di Venezia (1962). Negli anni a seguire, per circa sette anni (dal 1973 al 1980), Mondino torna a Parigi per consolidare la sua attività artistica nell’attesa che la sua pittura venga rivalutata: l’impegno del pittore viene premiato con la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1993 – quest’ultima curata da Achille Bonito Oliva, per la quale Mondino presenta le grandi tele della serie dei Dervisci, Jugen stilo e opere realizzate con zollette di zucchero e tappeti.
Fin da subito, la sua attività di artista si rivela tanto multidisciplinare quanto polimaterica: Mondino si interessa al segno grafico, alla pittura, alla scultura, al mosaico, realizzando opere su tela, cartoncino, eraclite, linoleum e servendosi degli strumenti più diversi quali olio, matita, nastro adesivo, carboncino e cioccolatini – appositamente prodotti per la creazione di alcune opere. Diversamente da molte delle personalità che Mondino stesso frequenta, non si può incasellare il lavoro dell’artista torinese in un unico stile: la sua produzione ha guardato agli usi e costumi del mondo orientale – serie dei Dervisci, serie dei Tappeti – all’arte surrealista ma anche alla pop art, senza mai identificarsi in uno specifico gruppo o movimento.
Il suo percorso espositivo prosegue con diverse mostre presso gallerie nazionali e internazionali, da Roma a Parigi, Chicago, Ginevra, Londra, Istanbul, Bologna e la sua città natale, Torino. Nei primi anni Duemila, Mondino espone per la prima volta le sue sculture in vetro di Murano presso la Galleria Carlina di Torino; nel 2003 nella Loggetta lombardesca di Ravenna ha luogo la prima mostra antologica dedicata all’artista, “Aldologica”, nella quale è stato possibile visionare, per la prima volta esposti insieme, i lavori degli ultimi quarant’anni.
Tra le ultime mostre dedicate all’artista si ricordano “Mondino a colori. La pittura dagli esordi al linoleum” (CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, 2019) e “Aldo Mondino. Regole per l’inganno” (BUILDING, Milano, 2023).
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