Beaubourg Genova-Parigi A/R. Le origini genovesi del Centre Pompidou - Convegno
Beaubourg Genova-Parigi A/R. Le origini genovesi del Centre Pompidou, Palazzo Ducale, Genova
Dal 22 Marzo 2023 al 22 Marzo 2023
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Palazzo Ducale
Indirizzo: Piazza Matteotti 9
Orari: ore 18
Mercoledì 22 marzo 2023, alle 18 la Sala del Maggior Consiglio ospiterà Beaubourg Genova-Parigi A/R. Le origini genovesi del Centre Pompidou, il convegno di presentazione della pubblicazione Live Centre of Information, Da Pompidou a Beaubourg, 1968-1971 di Boris Hamzeian, edita da Actar Publishers in collaborazione con il Centre Pompidou, la Fondazione Renzo Piano e Arup. L’incontro, promosso dalla Fondazione Ordine Architetti di Genova, sarà preceduto alle 17 da un’esposizione temporanea di alcuni documenti e modelli dell’archivio del progetto del Centre Pompidou, conservati dalla Fondazione Renzo Piano, che saranno illustrati da Boris Hamzeian. La conferenza, a ingresso libero e gratuita, sarà trasmessa anche in streaming.
Introdotti da Pierluigi Feltri, presidente della Fondazione Architetti di Genova, da Lia Piano, Fondazione Renzo Piano, Jennifer Greitschus, ARUP, interverranno: Boris Hamzeian, storico e architetto, dipartimento di Architettura, Centre Pompidou; Federico Bucci, prorettore e professore ordinario di storia dell’architettura, PoliMi; Giovanni Galli, professore associato di Composizione architettonica e urbana, DAD Unige; Gabriele del Mese, Ing. Strutture e ex-direttore di Arup Italia; e Shunji Ishida, architetto collaboratore e partner di Renzo Piano già da Piano + Rogers Architects.
In occasione della presentazione dell’opera a Palazzo Ducale, l’autore svelerà le origini genovesi del Centre Pompidou, scaturite dalla collaborazione tra Renzo Piano, Gianfranco Franchini, Richard Rogers e Ove Arup & Partners, e dalla messa a punto di ricerche e progetti sino a oggi inediti.
Quando il 19 luglio 1971 Jean Prouvé e Robert Bordaz presentano il progetto vincitore del concorso del Centre Beaubourg di Parigi, oggi noto come Centre national d’art et de culture Georges Pompidou, le reazioni dell’opinione pubblica sono durissime. Gli architetti del progetto, Renzo Piano, Richard Rogers e Gianfranco Franchini, sono considerati degli “sconosciuti”; i suoi promotori, gli ingegneri dello studio Ove Arup & Partners, sono semplicemente dimenticati; l’idea originale di un “Live Centre of Information” con la sua sequenze di piattaforme flessibili sospese su una piazza en plein air per la folla è travisata e ridotta all’immagine di una “ diga di metallo” atterrata nel cuore di Parigi; la scelta della giuria, dove figurano personaggi del calibro di Prouvé, Oscar Niemeyer e Willem Sandberg, è attribuita tanto a Prouvé quanto al carismatico Philip Johnson; il promotore del concorso, il presidente della Repubblica Francese Georges Pompidou, è dipinto come una figura ignara dei lavori dei giurati e obbligata a piegarsi controvoglia a una scelta non condivisa.
A cinquant’anni da quegli eventi, la monografia Live Centre of Information, Da Pompidou a Beaubourg, 1868-1971, edita da Actar Publishers in collaborazione con il Centre Pompidou, la Fondazione Renzo Piano e Arup, scardina queste false certezze e ripercorre la storia di questa opera celebre e ancora controversa: dall’idea originaria del presidente Pompidou di un “monumento alle Halles” per rinvigorire l’architettura francese nel dibattito internazionale, alla natura complessa di un progetto in cui convivono fragilmente le aspirazioni e gli impulsi d’avanguardia di architetti e ingegneri, sino alla ricostruzione delle trame politiche e delle visioni ideologiche celate nel processo di selezione della giuria.
Introdotti da Pierluigi Feltri, presidente della Fondazione Architetti di Genova, da Lia Piano, Fondazione Renzo Piano, Jennifer Greitschus, ARUP, interverranno: Boris Hamzeian, storico e architetto, dipartimento di Architettura, Centre Pompidou; Federico Bucci, prorettore e professore ordinario di storia dell’architettura, PoliMi; Giovanni Galli, professore associato di Composizione architettonica e urbana, DAD Unige; Gabriele del Mese, Ing. Strutture e ex-direttore di Arup Italia; e Shunji Ishida, architetto collaboratore e partner di Renzo Piano già da Piano + Rogers Architects.
In occasione della presentazione dell’opera a Palazzo Ducale, l’autore svelerà le origini genovesi del Centre Pompidou, scaturite dalla collaborazione tra Renzo Piano, Gianfranco Franchini, Richard Rogers e Ove Arup & Partners, e dalla messa a punto di ricerche e progetti sino a oggi inediti.
Quando il 19 luglio 1971 Jean Prouvé e Robert Bordaz presentano il progetto vincitore del concorso del Centre Beaubourg di Parigi, oggi noto come Centre national d’art et de culture Georges Pompidou, le reazioni dell’opinione pubblica sono durissime. Gli architetti del progetto, Renzo Piano, Richard Rogers e Gianfranco Franchini, sono considerati degli “sconosciuti”; i suoi promotori, gli ingegneri dello studio Ove Arup & Partners, sono semplicemente dimenticati; l’idea originale di un “Live Centre of Information” con la sua sequenze di piattaforme flessibili sospese su una piazza en plein air per la folla è travisata e ridotta all’immagine di una “ diga di metallo” atterrata nel cuore di Parigi; la scelta della giuria, dove figurano personaggi del calibro di Prouvé, Oscar Niemeyer e Willem Sandberg, è attribuita tanto a Prouvé quanto al carismatico Philip Johnson; il promotore del concorso, il presidente della Repubblica Francese Georges Pompidou, è dipinto come una figura ignara dei lavori dei giurati e obbligata a piegarsi controvoglia a una scelta non condivisa.
A cinquant’anni da quegli eventi, la monografia Live Centre of Information, Da Pompidou a Beaubourg, 1868-1971, edita da Actar Publishers in collaborazione con il Centre Pompidou, la Fondazione Renzo Piano e Arup, scardina queste false certezze e ripercorre la storia di questa opera celebre e ancora controversa: dall’idea originaria del presidente Pompidou di un “monumento alle Halles” per rinvigorire l’architettura francese nel dibattito internazionale, alla natura complessa di un progetto in cui convivono fragilmente le aspirazioni e gli impulsi d’avanguardia di architetti e ingegneri, sino alla ricostruzione delle trame politiche e delle visioni ideologiche celate nel processo di selezione della giuria.
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