Franco Dallegri. Armonie nascoste
© Franco Dallegri
Dal 11 Marzo 2017 al 22 Marzo 2017
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Satura art gallery
Indirizzo: piazza Stella 5/1
Orari: dal martedì al sabato 15 - 19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0102468284
E-Mail info: info@satura.it
Sito ufficiale: http://www.satura.it
Si inaugura sabato 11 marzo 2017 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale "Armonie nascoste" di Franco Dallegri a cura di Flavia Motolese.
La mostra resterà aperta fino al 22 marzo 2017 con orario 15-19 dal martedì al sabato.
Non si scoprirebbe mai niente se ci si considerasse soddisfatti di quello che si è scoperto (Seneca). Artista di ricchissima e fine cultura, Franco Dallegri fa dell'apparente semplicità di stile una cifra linguistica, una vocazione astratta che persegue l'obiettivo di risolvere formalmente la questione di come riprodurre la realtà. Superata una prima fase in cui predominava un'impostazione figurativa e l'immagine era determinata cromaticamente, la sua ricerca si è sviluppata attraverso la sperimentazione tecnica e, parallelamente, lo studio di linea, colore ed impianto compositivo, elementi fondanti di qualsiasi espressione, arrivando, infine, all'astrazione come dato linguistico cardine, declinato in variabili peculiari. Dallegri non si slega mai completamente dalla figurazione, sembra piuttosto sublimare l'esperienza di vita - la visione, la memoria - in una dimensione mentale traducendo in immagine quella folgorazione istantanea dell'apparire che la traduca in una dimensione concettuale. La grazia del suo lavoro consiste nella capacità di oltrepassare la tensione di confine tra astrazione e rappresentazione con soavità, evitando definizioni nette che turberebbero la quieta atmosfera compositiva. Affascinato dalla tecnica di Campigli, realizza questo nucleo di opere inedite con un procedimento simile all'affresco, in cui prima incide le linee su un fondo materico e poi interviene con il colore, rivelando l'importanza che ricopre la progettualità nel suo procedimento creativo. L'artista si muove nell'ambito dell'Astrattismo, ora attuando una scomposizione degli elementi in un'analisi delle parti fondanti della realtà fino alla totale astrazione, che scarnifichi e metta a nudo l'essenza delle cose, oppure, in maniera più mediata, realizzando una ricomposizione soggettiva con echi mimetici espliciti.
Si può scorgere quasi un richiamo al primitivismo nella stilizzazione delle figure, nella semplificazione formale, nell'esaltazione dei valori plastici e nell'assenza di prospettiva, intesa in senso rinascimentale. La profondità spaziale è resa come di consueto da una giustapposizione o intersecazione di piani che trascendono la proiezione di strutture oggettuali desunte dal vero in favore di una distorsione libera delle componenti spazio-temporali. Un ruolo centrale è rivestito dal colore, sia nella raffinatissima stesura che predilige sfumature e lievi scarti tonali, sia nella scelta di una gamma cromatica morbida e consistente. Scorgo nella scelta di preferire supporti materici non convenzionali, in cui la parte disegnativa ha una valenza di azione più fisico-gestuale, un desiderio di riconnettersi alla dimensione del reale che, se è superata dal punto di vista descrittivo e concettuale, rappresenta sempre il terreno di confronto con cui misurarsi, l'aspirazione ultima di dominio e indagine. A questo si può ricollegare anche l'inserimento di collage, che oltre a creare una molteplicità di piani prospettici, attiva una sequenza di memorie e suggestioni. Caratteristica basilare del suo lavoro è la ricerca di purezza ottenuta grazie a sintesi, armonia, partitura dello spazio pittorico e lirismo cromatico. Dal suo corpus artistico traspare un'estetica elegante e gioiosa, in cui una profonda coscienza spaziale si associa a schematizzazioni geometriche e alla levità con cui le forme si materializzano emanando un senso di ieratica serenità. Questi lavori sanciscono definitivamente il percorso seguito in questi anni, affermando come caratteristica della sua pittura, una sottile evocazione delle soluzioni formali delle Avanguardie del Novecento coniugata ad una modulazione personale di archetipi figurali colmi di rimandi visivi e semantici. Dallegri sonda e rende evidente la complessità dei nostri schemi di visione e percezione, la mente va oltre ciò che è in grado di vedere l'occhio ed, in questo risiede l'incomparabile capacità evocativa della pittura: nel riuscire a fermare un'intuizione che nasconde e conserva sollecitazioni potenzialmente inesauribili.
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