Bruno Conte al MUSMA

Bruno Conte, MUSMA - Museo della Scultura Contemporanea Matera

 

Dal 09 Febbraio 2013 al 08 Marzo 2013

Matera

Luogo: MUSMA - Museo della Scultura Contemporanea Matera

Indirizzo: via San Giacomo

Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.00 – 14.

Costo del biglietto: € 5 intero, € 3.50 ridotto

Telefono per informazioni: +39 0835 336439

E-Mail info: info@musma.it

Sito ufficiale: http://www.musma.it


In parallelo con il MART di Rovereto, dove all’insegna di “Le carte, i libri” e a cura di Giuseppe Appella, si inaugura la mostra di Bruno Conte, il MUSMA rende omaggio all’artista romano esponendo l’intero corpus della sua collezione formata da 27 opere datate 1970-2007, particolarmente significative per la serie completa dei monumentinimi donati nel 2007. 

La mostra della collezione del MUSMA, a partire da Pressanza del 1970, un legno esposto all’ingresso del quinti ipogeo, vuole essere il momento, per chi non avrà l’opportunità di recarsi a Rovereto, di ricomporre in sintesi il percorso di Conte, affidato a segni, costruzioni, oggetti che attraverso un linguaggio espressivo tanto originale e semplice quanto inquietante, riescono a coniugare la pittura con la scultura, l’architettura, la letteratura e la scienza. 

Le oltre settanta opere che compongono la mostra antologica del MART, portano titoli quali testo-immagine, scrittura-immagine, antolonginea, biverbio, verso diverso, tra scritto, tra verso, verbale – erbale, tra oltre, ideanimo, paginomenico, vegepagine, endomondo nei quali è possibile avvertire la necessità di tracciare un alfabeto che, giocando con la rielaborazione di registri diversissimi, schiuda i segreti della pagina e del libro. 

Ne vien fuori un autentico campo d’azione, fatto di presenze che si dividono tra la carta e il legno naturale sui quali, l’una alimentando l’altra, la pittura e il collage mimano sporgenze e la scultura predispone intagli, con una sempre più evidente capacità manuale e una autonoma oggettualizzazione formale originata da un viaggio interiore carico di stupori e di sorprese, prime fra tutte la capacità di intravedere in piccoli frammenti quanto vi è celato o imperscrutabile. 
Pressanza, 1970 

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