Domenico Marranchino. Fuga metropolitana

Domenico Marranchino. Fuga metropolitana

 

Dal 18 Ottobre 2018 al 25 Ottobre 2018

Milano

Luogo: Ex Studio di Piero Manzoni

Indirizzo: via Fiori Chiari 16

Orari: da lunedì a venerdì 15-18

Curatori: Gabriele Guglielmino

Telefono per informazioni: +39 02.48958934

Sito ufficiale: http://www.studiozecchillo.com


Comunicato Stampa:
Una mostra di una sola opera, nel cuore di Brera, presso il prestigioso ex studio Piero Manzoni, sarà inaugurata il 18 ottobre 2018 alle ore 17:30 con il titolo Fuga metropolitanadell’artista Domenico Marranchino.
Due condizioni, per la realizzazione di questo evento, si sono accordate armoniosamente: l’ex-studio del grande dissacratore dell’arte Piero Manzoni e un’unica opera di grande formato di un’artista contemporaneo conosciuto nella città meneghina come “l’inventore” delle pitture prospettiche metropolitane.
È possibile curare la mostra di una sola opera?
La risposta è affermativa, sempre che la fortuna assista nell’avere a disposizione il contenitore ideale e l’opera perfetta da inserirvi.
Lo spettatore avrà la possibilità di entrare nell’ex studio di Manzoni, carico di aspettativa riguardo a questo scrigno segreto colmo di misteri e trovarsi stupito, meravigliato, incantato dinnanzi alla tela gigante, esplosiva ed inclusiva allo stesso tempo di Domenico Marranchino al punto di sentire, all’interno di uno spazio oggettivamente contenuto, l’attrazione magnetica di essere letteralmente portato dentro l’opera tanto è forte la prospettiva centrale che la caratterizza.
Trecentoquattro x duecentodieci centimetri, è bene scriverlo a lettere, che quasi coprono l’intera parete-Manzoni, di pittura vissuta su una tela grezza di recupero perché, una delle prerogative dell’artista, è di dipingere sulle tracce del tempo recuperando, per l’appunto, materiali altrimenti destinati al loro fine vita o, comunque, ad una sorte molto diversa da quella artistica.
Forse è questo il trait d’ union tra Manzoni e Marranchino: il profondo rispetto per i materiali poveri, la consapevolezza che dalla quotidianità abbandonata, in questo caso una tela consumata, può iniziare un lento ritorno alla vita sino addirittura a dipingere una visione neo-futuristica di uno scorcio metropolitano di Milano.
Andata e ritorno. 
Il Futurismo all’inizio del secolo scorso e un grande esempio di Neo-Futurismo all’inizio del nuovo secolo.
La saggezza di Marranchino, nella scelta dei neri con punte di bianco, giusto per definire la luce, lo rende oggi una artista raffinatissimo che non ha minimamente perso la sua dirompente energia ma ha imparato nel tempo a controllarla, a dosarla per non bruciarla in un unico atto ma, al contrario, a rilasciarla lentamente secondo un processo autorinnovantesi ogni volta davanti allo spettatore.  
Un grazie di cuore a Graziano Zecchillo per aver concesso lo spazio espositivo e idealmente anche a suo padre, il famoso baritono Giuseppe Zecchillo, per aver reso questo possibile.  
 
Gabriele Guglielmino (docente e storico dell’arte)

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