Jannis Kounellis
Dal 28 April 2015 al 25 September 2015
Pero | Milano
Luogo: Galleria Christian Stein
Indirizzo: via Vincenzo Monti 46
Orari: maggio e giugno: dal martedì al sabato ore 12 - 19; luglio e settembre: dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 19; chiuso in agosto
Telefono per informazioni: +39 02 76393301
Christian Stein in collaborazione con Raussmüller Collection presenta l’opera di Jannis Kounellis nella galleria di corso Monforte a Milano e nei nuovi ampi spazi di Pero. Una selezione di alcuni lavori esemplari per porre l’accento sulle caratteristiche salienti di un’esperienza artistica che ha inciso profondamente e in modo originale sulla cultura visiva contemporanea.
Partigiano della cultura umanistica, Kounellis si è imposto sin dagli anni Sessanta con una lingua più densa e più ricca, fatta di presenze e assenze, di peso e leggerezza. Con lo sguardo spesso rivolto all’indietro, vagando tra le ombre della pittura rinascimentale e seicentesca di Masaccio, Piero della Francesca e Caravaggio, dei quali ammira la forza ideologica che diventa pittura, Kounellis ha elaborato il senso moderno del suo viaggio nell’arte. Da questo approdo in Italia nasce l’idea completamente nuova e insieme antichissima del quadro come struttura di pensiero che polarizza le tensioni culturali del proprio tempo.
Aperta all’incontro e allo scontro di reperti linguistici sempre reali, portatori di senso e di vita, l’opera di Kounellis non ha infatti mai indugiato nell’esposizione analitica e intellettualistica di un concetto o di una visione estetica e sentimentale. Aldilà della cornice, espandendosi nello spazio, immerse nella vita, come in un epos, le sue immagini accumulano e trascinano con sé tracce di altre vicende, lontane memorie e premonizioni.
Fuori dai confini intimisti delle pareti domestiche, tutto il mondo che si apre diventa la cornice dell’opera. Le cose con i lori volumi, odori, colori ne fanno la superficie, moltiplicandosi lungo una linea di proliferazione inarrestabile: ed è l’arte a portare ordine e misura, indicando una centralità della visione che dà sostegno e stabilità ma nessuna certezza. Il lavoro della pittura è in questo viaggio di ritorno che rifonda la centralità di ogni immagine nel teatro reale della comunità a cui apparteniamo insieme, artisti e spettatori. Dice Kounellis: “Bisogna incidere dentro la carne della pittura i problemi e i dolori, sussurrare all’orecchio della gente il canto antico che spinge a riconoscere nel nuovo estremo l’ultimo tratto di un millenario accumulo; e so anche che è puerile immaginare che si possa realizzare tutto questo nel silenzio di una stanza vuota”.
Kounellis è tra gli artisti italiani quello che ha esposto più frequentemente nei musei più importanti del mondo. Ha partecipato per sette edizioni alla Biennale di Venezia a partire dal 1972 (una sua opera sarà presentata al Padiglione Italiano nell’edizione di quest’anno) e a Documenta a Kassel nel 1972 e nel 1982. Tra le esposizioni più recenti, si ricordano quella al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1980, al Museum of Contemporary Art di Chicago, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1990, al Museo Nacional Centro Reina Sofia di Madrid nel 1996, al Ludwig Museum di Colonia nel 1997, al Museo Pecci di Prato nel 2002, al Museo Madre di Napoli nel 2006, al Neue National Galerie a Berlino nel 2007, al Museo Heart di Herning nel 2009, al Today Art Museum a Pechino nel 2011, al Museum of Cycladic Art di Atene nel 2012, al Musée d’art contemporain a Saint-Etienne nel 2014.
Partigiano della cultura umanistica, Kounellis si è imposto sin dagli anni Sessanta con una lingua più densa e più ricca, fatta di presenze e assenze, di peso e leggerezza. Con lo sguardo spesso rivolto all’indietro, vagando tra le ombre della pittura rinascimentale e seicentesca di Masaccio, Piero della Francesca e Caravaggio, dei quali ammira la forza ideologica che diventa pittura, Kounellis ha elaborato il senso moderno del suo viaggio nell’arte. Da questo approdo in Italia nasce l’idea completamente nuova e insieme antichissima del quadro come struttura di pensiero che polarizza le tensioni culturali del proprio tempo.
Aperta all’incontro e allo scontro di reperti linguistici sempre reali, portatori di senso e di vita, l’opera di Kounellis non ha infatti mai indugiato nell’esposizione analitica e intellettualistica di un concetto o di una visione estetica e sentimentale. Aldilà della cornice, espandendosi nello spazio, immerse nella vita, come in un epos, le sue immagini accumulano e trascinano con sé tracce di altre vicende, lontane memorie e premonizioni.
Fuori dai confini intimisti delle pareti domestiche, tutto il mondo che si apre diventa la cornice dell’opera. Le cose con i lori volumi, odori, colori ne fanno la superficie, moltiplicandosi lungo una linea di proliferazione inarrestabile: ed è l’arte a portare ordine e misura, indicando una centralità della visione che dà sostegno e stabilità ma nessuna certezza. Il lavoro della pittura è in questo viaggio di ritorno che rifonda la centralità di ogni immagine nel teatro reale della comunità a cui apparteniamo insieme, artisti e spettatori. Dice Kounellis: “Bisogna incidere dentro la carne della pittura i problemi e i dolori, sussurrare all’orecchio della gente il canto antico che spinge a riconoscere nel nuovo estremo l’ultimo tratto di un millenario accumulo; e so anche che è puerile immaginare che si possa realizzare tutto questo nel silenzio di una stanza vuota”.
Kounellis è tra gli artisti italiani quello che ha esposto più frequentemente nei musei più importanti del mondo. Ha partecipato per sette edizioni alla Biennale di Venezia a partire dal 1972 (una sua opera sarà presentata al Padiglione Italiano nell’edizione di quest’anno) e a Documenta a Kassel nel 1972 e nel 1982. Tra le esposizioni più recenti, si ricordano quella al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1980, al Museum of Contemporary Art di Chicago, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1990, al Museo Nacional Centro Reina Sofia di Madrid nel 1996, al Ludwig Museum di Colonia nel 1997, al Museo Pecci di Prato nel 2002, al Museo Madre di Napoli nel 2006, al Neue National Galerie a Berlino nel 2007, al Museo Heart di Herning nel 2009, al Today Art Museum a Pechino nel 2011, al Museum of Cycladic Art di Atene nel 2012, al Musée d’art contemporain a Saint-Etienne nel 2014.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
-
Dal 21 November 2026 al 11 April 2027
Londra | The National Gallery
Van Eyck: The Portraits
-
Dal 18 February 2026 al 19 July 2026
Parigi | Musée du Luxembourg
Leonora Carrington
-
Dal 17 March 2026 al 23 July 2026
Milano | Thaddaeus Ropac Milano | Palazzo Belgioioso
Dialogues are mostly fried snowballs
-
Dal 20 March 2026 al 19 July 2026
Genova | Palazzo Ducale
Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra
-
Dal 15 April 2026 al 20 July 2026
Parigi | Musée du Louvre
Michelangelo Rodin. Corpi viventi
-
Dal 14 March 2026 al 19 July 2026
Ferrara | Palazzo dei Diamanti
Andy Warhol. Ladies and Gentlemen