Nancy Goldin. The Ballad of Sexual Dependency

© Nan Goldin | Nan Goldin, Trixie on the cot, New York City, 1979

 

Dal 19 Settembre 2017 al 26 Novembre 2017

Milano

Luogo: Triennale di Milano

Indirizzo: viale Alemagna 6

Curatori: François Hébel

Enti promotori:

  • Museo di Fotografia Contemporanea

Telefono per informazioni: +39 02 724341

E-Mail info: info@triennale.org

Sito ufficiale: http://www.triennale.org/


Comunicato Stampa:
La prima mostra-evento promossa dal Museo di Fotografia Contemporanea presso La Triennale di Milano è The Ballad of Sexual Dependency della fotografa statunitense Nan Goldin, a cura di François Hébel: una delle pietre miliari della fotografia contemporanea. L'opera, dopo la recente tappa al MoMA di New York nei primi mesi del 2017 e la prima esposizione nel 1986 al Festival di Arles, approda per la prima volta in Italia alla Triennale di Milano, dal 19 settembre al 26 novembre 2017.

La “Ballad” è il lavoro più celebre e fortunato dell’artista statunitense Nan Goldin (Washington, 1953): un work in progress avviato agli inizi degli anni Ottanta e poi continuamente ampliato e aggiornato, che viene oggi ampiamente riconosciuto tra i capolavori della storia della fotografia. È un’opera immersiva, costituita da circa 700 immagini a colori montate in sequenza filmica, per una durata di 45 minuti, e accompagnate da una colonna sonora che spazia dal punk all’opera. Un diario visivo autobiografico e universale, intimo e corale sulla fragilità degli esseri umani, sulla tensione continua tra l’individualità e il bisogno di relazione. Un susseguirsi di immagini che raccontano di vita, sesso, trasgressione, droga, amicizia, solitudine.

Lo sguardo di Nan Goldin abbraccia ogni momento della propria quotidianità e del proprio vissuto. L’artista fotografa se stessa e le travagliate vicende dei suoi compagni, nella downtown di Boston, New York, Londra, Berlino, tra gli anni ’70 e ’80. La sua è una fotografia istintiva, incurante della bella forma, che va oltre l’apparenza, verso la profonda intensità delle situazioni, senza mediazione alcuna. Nella totale coincidenza del percorso artistico con le vicende di una biografia sofferta e affascinante Nan Goldin ha indubbiamente creato un genere: studiate, utilizzate e imitate in tutto il mondo, le sue immagini sono un modello rimasto intatto fino a oggi.

Tra biografia e ricerca artistica, si sviluppa anche il personaggio Nan Goldin, oggi tra le star indiscusse della fotografia mondiale. Il suo immaginario visivo conquista il mondo dell’arte e le case di moda, le sue immagini compaiono sulle copertine dei magazine più diffusi e nelle campagne realizzate per i grandi marchi di abbigliamento, profumi e accessori.

L’installazione è costituita da una scenografia ad anfiteatro che accoglie il pubblico e consente la visione dell’opera, un video che viene proiettato ogni ora. Completano l’esposizione materiali grafici e alcuni manifesti originali, utilizzati per le prime perfomance di Nan Goldin nei pub newyorkesi. 
Nancy Goldin nasce a Washington nel 1953 da genitori ebrei appartenenti alla classe media americana. Cresce a Boston, dove frequenta la School of the Museum of Fine Arts e dove inizia ad avvicinarsi al mondo underground dei club notturni.
Alla fine degli anni ’70 si trasferisce a New York per dedicarsi alla fotografia e alle sperimentazioni, che traggono ispirazione dalla sua vita e dalla sottocultura metropolitana dentro la quale è immersa, tra sesso, alcool e droga.
A partire dalla seconda metà degli anni ’80, dopo la morte di numerosi amici, Nan Goldin decide di dedicarsi completamente all’arte. Si sposta in Europa, vive a Berlino, lavora a Napoli, inizia a viaggiare molto tra Occidente e Oriente, Bangkok, Manila, Tokyo. Collabora con numerosi artisti affermati, pubblica diversi libri ed espone i suoi lavori nei principali musei del mondo.
Nel 1996 il Whitney Museum di New York le dedica la sua prima grande retrospettiva, I’ll Be Your Mirror, sul suo sguardo diretto, specchio della società.
Nan Goldin ha vinto numerosi premi, sia cinematografici che di fotografia, ha ottenuto importanti committenze, ad esempio dal Musée du Louvre. 

The Tiger Lillies in concerto Nuova voce a The Ballad of Sexual Dependency di Nan Goldin   Mercoledì 1 novembre, ore 21.00 – Triennale Teatro dell’Arte   Musica e fotografia si incontrano per dare vita a una performance unica, che è già leggenda. In occasione della mostra-evento della fotografa statunitense Nan GoldinThe Ballad of Sexual Dependency, a cura di François Hébel, il Museo di Fotografia Contemporanea presenta mercoledì 1 novembre alle 21.00, al Triennale Teatro dell’Arte di Milano, l’esclusivo concerto del trio britannico The Tiger Lillies.
La leggendaria band inglese composta da Martin JacquesAdrian Stout e Jonas Golland porterà in scena una serie di successi tratti dal proprio repertorio (45 minuti circa) e, in seguito, si esibirà in una straordinaria colonna sonora composta appositamente per la Ballad (45 minuti): un unico pezzo musicale che evolve in molteplici sonorità, sfiorando il dolore, la gioia, la tragedia e l’intimità delle relazioni raccontate dallo slide show di circa 700 immagini che compone l’opera. Un connubio artistico tra musica e fotografia, vibrante all’unisono, che non ha eguali nell’arte contemporanea e che Milano vive in assoluta esclusiva.   I Tiger Lillies - su invito della stessa Nan Goldin che li avvicina al termine di un concerto a New York nel 2009 - hanno dato vita a una narrazione musicale dalle atmosfere spettrali, nel perfetto stile noir cabaret che caratterizza la loro produzione. La voce profonda di Martin Jacques restituisce grandezza epica e potenzia la carica immersiva della Ballad di Nan Goldin, permettendo al visitatore di perdersi tra le vite e i ricordi che scorrono sullo schermo.  
 

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