Sougwen Chung. Body Machine (Meridians)
Sougwen Chung, Forest Biome, 2025
Dal 23 Aprile 2026 al 14 Luglio 2026
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Palazzo Citterio
Indirizzo: Via Brera 12
Orari: da martedì a domenica: dalle 8.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.00)
Curatori: Auronda Scalera e Alfredo Cramerotti
Sito ufficiale: http://palazzocitterio.org
Concepita per il LED wall di Palazzo Citterio, Body Machine (Meridians) riunisce dati di movimento tratti dal corpo stesso di Chung, registrazioni ambientali, sistemi di machine learning e un design sonoro immersivo in un ambiente di luce, movimento e trasformazione. Le forme generate sono biomimetiche, modellate non dalla pietra o dal metallo, ma dall’aria, dalla luce e dai dati. Appaiono, si trasformano e si dissolvono, comportandosi meno come oggetti e più come fenomeni atmosferici o correnti.
Al centro del lavoro si trova il concetto di meridiano che può designare una linea planetaria utilizzata per misurare la Terra, un percorso nel corpo umano attraverso cui scorre l’energia, oppure una connessione simbolica tra punti distanti. Intrecciando questi significati, Chung invita a riflettere sulle corrispondenze tra il corpo umano, i sistemi tecnologici e il pianeta. Non si tratta di dimensioni separate, ma di processi interconnessi in continuo scambio.
Un capitolo dell’installazione è dedicato all’acqua e ai ghiacciai. Per questo progetto, Chung ha intrapreso una spedizione artica, scansionando ghiacciai in scioglimento, registrando la luce del sole polare e immergendosi fisicamente in acque gelide. I dati di movimento plasmati dal freddo e dalla resistenza sono diventati parte del linguaggio digitale dell’installazione. Il ghiacciaio appare qui non soltanto come simbolo della crisi climatica, ma come sistema temporale, e incarna il concetto di durée di Henri Bergson, durata vissuta in modo continuo, in cui il cambiamento è graduale ma incessante.
Installata all’interno dell’architettura storica di Palazzo Citterio in collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte Digitale, l’opera introduce molteplici strati temporali in dialogo: il tempo architettonico, il tempo planetario, il tempo fisico e il tempo computazionale. La parete LED funziona più come una membrana attraverso cui circolano luce, suono e informazioni. L’installazione non travolge attraverso la spettacolarità ma invita a rallentare, a sintonizzarsi sui sottili mutamenti ritmici ed energetici.
L’orizzonte filosofico dell’opera attinge alla concezione di Gilbert Simondon della tecnologia come entità relazionale ed evolutiva, alla fenomenologia del corpo vissuto di Maurice Merleau-Ponty e al pensiero taoista, in cui l’acqua, adattiva, eterea, persistente, rappresenta il modello supremo dell’intelligenza. Body Machine (Meridians) propone uno spostamento dal controllo alla corrispondenza, dall’estrazione alla reciprocità, dall’automazione alla collaborazione. Suggerisce che immaginare nuovi futuri tecnologici non inizia da macchine più veloci, ma da un ascolto più profondo.
Sougwen Chung (1985) è unə artistə e ricercatorə sino-canadesə, ampiamente riconosciutə come pionierə nella collaborazione tra esseri umani e macchine. La sua opera MEMORY (Drawing Operations Unit: Generation_2) fa parte della collezione permanente del Victoria and Albert Museum ed è il primo modello di intelligenza artificiale acquisito da una grande istituzione culturale. La pratica multidisciplinare di Chung comprende installazione, disegno, performance e scultura, in dialogo con robotica, apprendimento automatico e biosensing. Attraverso l’unione di queste forme espressive, indaga la trasformazione delle relazioni tra il gesto della mano e quello della macchina. Il suo lavoro concepisce la collaborazione come un sistema estetico in continua evoluzione, in cui umano, macchina e ambiente co-producono coreografie aperte di percezione e significato.
Chung è statə inseritə tra le 100 persone più influenti nell’ambito dell’intelligenza artificiale secondo Time ed è statə insignitə del Global Impact Award. È statə riconosciutə come Cultural Leadər al World Economic Forum e premiatə per l’eccellenza nelle arti e nelle scienze come Woman of the Year a Monaco. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Lumen Prize for Art in Technology, il Japan Media Arts Excellence Award per Drawing Operations e una commissione di rilievo per Omnia per Omnia. Chung è inoltre fondatorə di SCILICET, uno studio sperimentale con sede a Londra.
Al centro del lavoro si trova il concetto di meridiano che può designare una linea planetaria utilizzata per misurare la Terra, un percorso nel corpo umano attraverso cui scorre l’energia, oppure una connessione simbolica tra punti distanti. Intrecciando questi significati, Chung invita a riflettere sulle corrispondenze tra il corpo umano, i sistemi tecnologici e il pianeta. Non si tratta di dimensioni separate, ma di processi interconnessi in continuo scambio.
Un capitolo dell’installazione è dedicato all’acqua e ai ghiacciai. Per questo progetto, Chung ha intrapreso una spedizione artica, scansionando ghiacciai in scioglimento, registrando la luce del sole polare e immergendosi fisicamente in acque gelide. I dati di movimento plasmati dal freddo e dalla resistenza sono diventati parte del linguaggio digitale dell’installazione. Il ghiacciaio appare qui non soltanto come simbolo della crisi climatica, ma come sistema temporale, e incarna il concetto di durée di Henri Bergson, durata vissuta in modo continuo, in cui il cambiamento è graduale ma incessante.
Installata all’interno dell’architettura storica di Palazzo Citterio in collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte Digitale, l’opera introduce molteplici strati temporali in dialogo: il tempo architettonico, il tempo planetario, il tempo fisico e il tempo computazionale. La parete LED funziona più come una membrana attraverso cui circolano luce, suono e informazioni. L’installazione non travolge attraverso la spettacolarità ma invita a rallentare, a sintonizzarsi sui sottili mutamenti ritmici ed energetici.
L’orizzonte filosofico dell’opera attinge alla concezione di Gilbert Simondon della tecnologia come entità relazionale ed evolutiva, alla fenomenologia del corpo vissuto di Maurice Merleau-Ponty e al pensiero taoista, in cui l’acqua, adattiva, eterea, persistente, rappresenta il modello supremo dell’intelligenza. Body Machine (Meridians) propone uno spostamento dal controllo alla corrispondenza, dall’estrazione alla reciprocità, dall’automazione alla collaborazione. Suggerisce che immaginare nuovi futuri tecnologici non inizia da macchine più veloci, ma da un ascolto più profondo.
Sougwen Chung (1985) è unə artistə e ricercatorə sino-canadesə, ampiamente riconosciutə come pionierə nella collaborazione tra esseri umani e macchine. La sua opera MEMORY (Drawing Operations Unit: Generation_2) fa parte della collezione permanente del Victoria and Albert Museum ed è il primo modello di intelligenza artificiale acquisito da una grande istituzione culturale. La pratica multidisciplinare di Chung comprende installazione, disegno, performance e scultura, in dialogo con robotica, apprendimento automatico e biosensing. Attraverso l’unione di queste forme espressive, indaga la trasformazione delle relazioni tra il gesto della mano e quello della macchina. Il suo lavoro concepisce la collaborazione come un sistema estetico in continua evoluzione, in cui umano, macchina e ambiente co-producono coreografie aperte di percezione e significato.
Chung è statə inseritə tra le 100 persone più influenti nell’ambito dell’intelligenza artificiale secondo Time ed è statə insignitə del Global Impact Award. È statə riconosciutə come Cultural Leadər al World Economic Forum e premiatə per l’eccellenza nelle arti e nelle scienze come Woman of the Year a Monaco. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Lumen Prize for Art in Technology, il Japan Media Arts Excellence Award per Drawing Operations e una commissione di rilievo per Omnia per Omnia. Chung è inoltre fondatorə di SCILICET, uno studio sperimentale con sede a Londra.
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