Tommaso Santucci. Il mio mare
Tommaso Santucci, Bella, ma pericolosa, 150 x 58 x 7 cm, Maggio 2015, Tecnica mista su tavola e carte collage
Dal 30 Settembre 2015 al 4 Novembre 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Studio Lombard DCA
Indirizzo: viale Premuda 46
Orari: su appuntamento
Curatori: Paola de Riva
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 335 6008189
E-Mail info: paola_deriva@fastwebnet.it
Il 30 settembre alle ore 19,00 lo Studio Lombard Dottori Commercialisti Associati di Viale Premuda 46 riapre la stagione di Modello Unico – Dichiarazione d’Artista, sempre sotto la direzione artistica di Marina Alessi, con l’inaugurazione di “Il mio mare” personale dell’artista pisano Tommaso Santucci, a cura di Paola de Riva.
Le opere in mostra sono per la maggior parte inedite e realizzate quasi esclusivamente per “Il mio mare” e per Modello Unico. Tommaso Santucci in occasione del vernissage realizzerà live opere su carta a narrazione e testimonianza della serata.
E’ un momento magico per Santucci, quest’anno è vincitore del premio Emilbanca a Bologna, riceve grande riconoscimento di pubblico anche a Bastia e a Lugano e prima ancora è apprezzato a New York. Ed ora torna a Milano per i suoi collezionisti meneghini con nuove opere che prendono forza sia da una visibile maturità espressiva e di composizione sia da uno slancio verso nuove contaminazioni e originali sperimentazioni di colore.
Il suo lavoro è un racconto personale, un io narrante che senza filtri dà voce ai suoi pensieri, alle sue sensazioni e alle sue emozioni. Parole, simboli, disegni, scarabocchi, appunti e annotazioni inondano la superficie di ogni opera e diventano sui quadri di Santucci le onde del suo mare.
“Cerco di essere onesto e di andare sempre alla ricerca della verità. Cerco di mettere la vita vera dentro i miei lavori, il sangue e lo stomaco, e credo che sia questo che arriva alla fine.”
Non usa pennelli, solo biro, pennarelli, scotch di carta e ovunque il suo timbro, il suo autografo, su materiali recuperati, collage e legno.
Dichiara che nessuno gli abbia mai insegnato a disegnare e di non aver avuto un ottimo rapporto con i professori di arte nella sua carriera scolastica, ma di muoversi all’interno di un alfabeto che si è creato da solo.
Non si definisce un artista, per lui sentirsi un artista vuol dire non esserlo. Tommaso Santucci fa l’artista.
Modello Unico Dichiarazione d’artista è un progetto dedicato al passaggio e agli incroci nato dai soci dello studio di commercialisti Lombard DCA in collaborazione con Marina Alessi, Enoclub e alcuni artisti. L’idea è di mischiare i propri mondi con la convinzione che dallo scambio e dalla bellezza, dagli incroci e dalla curiositànascano le possibilità.
Il vernissage vedrà il contributo di Enoclub, storica e illuminata enoteca milanese, anch’essa da sempre luogo di incontro e di scambio.
Santucci nasce nel 1981 a Pisa, dove vive e lavora. Ha conseguito la laurea in Cinema Musica e Teatro presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa.
“Scrivo e disegno principalmente con la penna bic nera, su pezzi di scotch carta preparati talvolta con una base acrilica. Una sorta di personale diario emozionale, scritto e disegnato, in composizioni con multimateriale e tele autocostruite. Prendo il mio vissuto e lo ripropongo alla mia maniera, non deve essere niente di elitario, di ermetico, alla fine si tratta di conflitto estetico, ti piace o non ti piace; ed è una cosa che parte da piccoli. Sono contento del fatto che ciò che realizzo non sia per qualcuno ma per chi vuole.”
Le opere in mostra sono per la maggior parte inedite e realizzate quasi esclusivamente per “Il mio mare” e per Modello Unico. Tommaso Santucci in occasione del vernissage realizzerà live opere su carta a narrazione e testimonianza della serata.
E’ un momento magico per Santucci, quest’anno è vincitore del premio Emilbanca a Bologna, riceve grande riconoscimento di pubblico anche a Bastia e a Lugano e prima ancora è apprezzato a New York. Ed ora torna a Milano per i suoi collezionisti meneghini con nuove opere che prendono forza sia da una visibile maturità espressiva e di composizione sia da uno slancio verso nuove contaminazioni e originali sperimentazioni di colore.
Il suo lavoro è un racconto personale, un io narrante che senza filtri dà voce ai suoi pensieri, alle sue sensazioni e alle sue emozioni. Parole, simboli, disegni, scarabocchi, appunti e annotazioni inondano la superficie di ogni opera e diventano sui quadri di Santucci le onde del suo mare.
“Cerco di essere onesto e di andare sempre alla ricerca della verità. Cerco di mettere la vita vera dentro i miei lavori, il sangue e lo stomaco, e credo che sia questo che arriva alla fine.”
Non usa pennelli, solo biro, pennarelli, scotch di carta e ovunque il suo timbro, il suo autografo, su materiali recuperati, collage e legno.
Dichiara che nessuno gli abbia mai insegnato a disegnare e di non aver avuto un ottimo rapporto con i professori di arte nella sua carriera scolastica, ma di muoversi all’interno di un alfabeto che si è creato da solo.
Non si definisce un artista, per lui sentirsi un artista vuol dire non esserlo. Tommaso Santucci fa l’artista.
Modello Unico Dichiarazione d’artista è un progetto dedicato al passaggio e agli incroci nato dai soci dello studio di commercialisti Lombard DCA in collaborazione con Marina Alessi, Enoclub e alcuni artisti. L’idea è di mischiare i propri mondi con la convinzione che dallo scambio e dalla bellezza, dagli incroci e dalla curiositànascano le possibilità.
Il vernissage vedrà il contributo di Enoclub, storica e illuminata enoteca milanese, anch’essa da sempre luogo di incontro e di scambio.
Santucci nasce nel 1981 a Pisa, dove vive e lavora. Ha conseguito la laurea in Cinema Musica e Teatro presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa.
“Scrivo e disegno principalmente con la penna bic nera, su pezzi di scotch carta preparati talvolta con una base acrilica. Una sorta di personale diario emozionale, scritto e disegnato, in composizioni con multimateriale e tele autocostruite. Prendo il mio vissuto e lo ripropongo alla mia maniera, non deve essere niente di elitario, di ermetico, alla fine si tratta di conflitto estetico, ti piace o non ti piace; ed è una cosa che parte da piccoli. Sono contento del fatto che ciò che realizzo non sia per qualcuno ma per chi vuole.”
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