Metamorphoses
Dal 6 Febbraio 2026 al 25 Maggio 2026
Amsterdam | Mondo | Visualizza tutte le mostre a Mondo
Luogo: Rijksmuseum
Indirizzo: Museumstraat 1
Orari: Lun - Dom 10.00 - 17.00
Enti promotori:
- Rijksmuseum
- Galleria Borghese
Costo del biglietto: € 25,00
Sito ufficiale: http://rijksmuseum.nl/en
Passione e desiderio, lussuria e gelosia, astuzia e inganno - pochi testi classici hanno acceso l’immaginazione degli artisti quanto le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone. Nell’omonima mostra, artisti come Gian Lorenzo Bernini, Tiziano, Correggio, Benvenuto Cellini, Caravaggio, Peter Paul Rubens, Auguste Rodin, Constantin Brancusi, René Magritte e Louise Bourgeois si confrontano con la forza immaginativa e la visione artistica di uno dei più grandi poeti dell’antichità. Oltre 80 capolavori provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo sono riuniti in un’unica esposizione. Questa mostra eccezionale nasce da una stretta collaborazione tra il Rijksmuseum di Amsterdam e la Galleria Borghese.
La mostra è in programma dal 6 febbraio al 25 maggio 2026 al Rijksmuseum. Sarà presentata - in una configurazione diversa - alla Galleria Borghese dal 22 giugno al 20 settembre 2026. Metamorphoses è resa possibile anche grazie al sostegno della Bennink Foundation, Blockbusterfonds, Rijksmuseum International Circle, Rijksmuseum Patrons e del Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza.
Metamorphoses riunisce oltre 80 opere di rilievo provenienti da collezioni internazionali. Tra queste: l’Ermafrodito dormiente di Bernini dal Musée du Louvre; la Danae di Tiziano, dipinta per Filippo II di Spagna; Minerva e Aracne di Tintoretto; il celebre Giove e Io di Correggio, insieme alla sua Danae, entrambi realizzati per il duca di Mantova; il Narciso di Caravaggio; il marmo Pigmalione e Galatea di Rodin, presentato accanto al dipinto sullo stesso soggetto di Gérôme. Saranno inoltre esposti tre volti composti e grotteschi di Arcimboldo. In mostra anche il Perseo con la testa di Medusa in bronzo a grandezza naturale, realizzato dall’artista olandese Hubert Gerhardt per il duca di Baviera, esposto per la prima volta insieme al suo modello, prototipo della celebre opera di Cellini.
L’esposizione presenta opere di epoche diverse e in molteplici tecniche: pittura, scultura, oreficeria e ceramica, accanto a fotografia contemporanea e videoarte.
Pochissimi testi dell’antichità hanno ispirato tanti artisti quanto le Metamorfosi del poeta romano Ovidio (43 a.C. - 17 d.C.). In questo poema monumentale, l’autore descrive un mondo attraversato da trasformazioni, in cui dèi e uomini si mutano in animali, piante o pietre. Non a caso, nel suo Schilder-boeck del 1604, Karel van Mander definì l’opera una “Bibbia per gli artisti”. Non si tratta di un’esagerazione: dopo la Bibbia, le Metamorfosi sono state per secoli una delle fonti più importanti e inesauribili per pittori, scultori, incisori, compositori, scrittori e poeti. La loro influenza arriva fino a oggi.
Metamorphoses
“Tutto si trasforma, nulla perisce” è il messaggio che Ovidio affida alle Metamorfosi, il suo poema narrativo in cui gli dèi diventano animali, le ninfe si trasformano in alberi, gli uomini in pietra e le pietre in esseri umani. Molti racconti esplorano il rapporto tra dèi e mortali, con l’amore in primo piano - non sempre consensuale. Violenza e inganno attraversano costantemente queste storie. La mostra mette in evidenza alcuni dei miti più celebri: dalla creazione del cosmo dal caos informe alla vicenda della tessitrice Aracne, trasformata dalla gelosa Minerva in un ragno destinato a tessere per l’eternità; fino agli amori di Giove, che assume molteplici forme - toro, cigno, nube o pioggia d’oro - per ingannare la moglie Giunone e le sue vittime.
La mostra è in programma dal 6 febbraio al 25 maggio 2026 al Rijksmuseum. Sarà presentata - in una configurazione diversa - alla Galleria Borghese dal 22 giugno al 20 settembre 2026. Metamorphoses è resa possibile anche grazie al sostegno della Bennink Foundation, Blockbusterfonds, Rijksmuseum International Circle, Rijksmuseum Patrons e del Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza.
Metamorphoses riunisce oltre 80 opere di rilievo provenienti da collezioni internazionali. Tra queste: l’Ermafrodito dormiente di Bernini dal Musée du Louvre; la Danae di Tiziano, dipinta per Filippo II di Spagna; Minerva e Aracne di Tintoretto; il celebre Giove e Io di Correggio, insieme alla sua Danae, entrambi realizzati per il duca di Mantova; il Narciso di Caravaggio; il marmo Pigmalione e Galatea di Rodin, presentato accanto al dipinto sullo stesso soggetto di Gérôme. Saranno inoltre esposti tre volti composti e grotteschi di Arcimboldo. In mostra anche il Perseo con la testa di Medusa in bronzo a grandezza naturale, realizzato dall’artista olandese Hubert Gerhardt per il duca di Baviera, esposto per la prima volta insieme al suo modello, prototipo della celebre opera di Cellini.
L’esposizione presenta opere di epoche diverse e in molteplici tecniche: pittura, scultura, oreficeria e ceramica, accanto a fotografia contemporanea e videoarte.
Pochissimi testi dell’antichità hanno ispirato tanti artisti quanto le Metamorfosi del poeta romano Ovidio (43 a.C. - 17 d.C.). In questo poema monumentale, l’autore descrive un mondo attraversato da trasformazioni, in cui dèi e uomini si mutano in animali, piante o pietre. Non a caso, nel suo Schilder-boeck del 1604, Karel van Mander definì l’opera una “Bibbia per gli artisti”. Non si tratta di un’esagerazione: dopo la Bibbia, le Metamorfosi sono state per secoli una delle fonti più importanti e inesauribili per pittori, scultori, incisori, compositori, scrittori e poeti. La loro influenza arriva fino a oggi.
Metamorphoses
“Tutto si trasforma, nulla perisce” è il messaggio che Ovidio affida alle Metamorfosi, il suo poema narrativo in cui gli dèi diventano animali, le ninfe si trasformano in alberi, gli uomini in pietra e le pietre in esseri umani. Molti racconti esplorano il rapporto tra dèi e mortali, con l’amore in primo piano - non sempre consensuale. Violenza e inganno attraversano costantemente queste storie. La mostra mette in evidenza alcuni dei miti più celebri: dalla creazione del cosmo dal caos informe alla vicenda della tessitrice Aracne, trasformata dalla gelosa Minerva in un ragno destinato a tessere per l’eternità; fino agli amori di Giove, che assume molteplici forme - toro, cigno, nube o pioggia d’oro - per ingannare la moglie Giunone e le sue vittime.
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