Le Città Capitale della Cultura. Dalla rigenerazione urbana alle politiche di innovazione sociale e culturale
San Domenico Maggiore, Napoli
Dal 31 Ottobre 2014 al 1 Novembre 2014
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Luogo: Convento di San Domenico Maggiore
Indirizzo: vico San Domenico Maggiore
Curatori: CIDAC – Associazione Città d’Arte e Cultura
Costo del biglietto: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Telefono per informazioni: +39 06 69923085
Sito ufficiale: http://www.cidac.eu/
Venerdì 31 ottobre e sabato 1 novembre, Napoli ospita il simposio delle Capitali Europee della Cultura, in un incontro aperto con urbanisti di fama internazionale, sindaci, project manager e un’importante testimonianza dal Medioriente. Sarà presente anche Paolo Verri, direttore di Matera 2019, appena designata Capitale Europea della Cultura.
Apartire dal 1985 l’Unione Europea ha istituito la competizione per assegnare ogni anno ad una città di uno Stato membro il titolo di Capitale Europea della Cultura. Nel 1996, con il Patrocinio dell’Unesco, anche i Paesi Arabi hanno istituito una analoga competizione. Quali sono le ricadute economiche, urbanistiche e sociali di tali iniziative? E cosa resta quando i riflettori si spostano altrove? Nel corso del convegno si discuterà dei casi passati e delle candidature attuali con l’obiettivo di individuarne gli effetti, in termini di rigenerazione urbana, sociale e culturale. L’iniziativa è organizzata da Cidac – Associazione Città d’Arte e Cultura, e prodotta dal Forum Universale delle culture.
Intervengono: Gaetano Daniele, (Assessore alla Cultura e al Turismo, Comune di Napoli); Daniele Pitteri(Commissario Fondazione Forum), Stefano Boeri (architetto e docente di urbanistica del Politecnico di Milano); Ledo Prato, (Segretario Generale CIDAC); Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Mauro Felicori, (Direttore Bologna 2000); Nadia Carboni (Project Manager Ravenna 2019); Enrica Puggioni, (Assessore alla Cultura di Cagliari, Cagliari-Sardegna 2019); Bruno Valentini (Sindaco di Siena, Siena 2019); Hayet Guettat-Guermazi (Direttore del Culture Sector ALECSO Arab League Educational, Cultural and Scientific Organization); Mireia Belil, Direttore Generale della Fondació Fòrum Universal de les Cultures, Barcellona; Beatriz Garcia, (Coordinatore della ricerca: Politica e impatto della cultura Istituto per la Capitale della Cultura, Liverpool); Maurizio Carta (architetto e docente di urbanistica dell’Università di Palermo); Carlos Martins, (Direttore Guimaraes 2012); Lucio Argano (Project Manager Perugia 2019); Paolo Verri (Direttore Matera 2019); Marina Vryonidou, (Paphos 2017); Hamad Almuhannadi, Capo dipartimento del Patrimonio, Ministero della Cultura del Qatar, Doha 2010; Paolo Perrone, (Sindaco di Lecce), Lecce 2019.
“Le Città che si sono aggiudicate il titolo di Capitale Europea della Cultura si sono collocate sulla frontiera dell’innovazione– spiega Ledo Prato, segretario generale CIDAC - anticipando e stimolando nuove visioni della dimensione urbana. Esse infatti hanno rinunciato a realizzare opere autoreferenziali sia in ambito culturale che nella riqualificazione urbana, grazie ad una regia unica ed una visione strategica. Così gli interventi realizzati in occasione del riconoscimento a Capitale Europea della Cultura sono stati progettati per assolvere a diverse necessità coniugando, in un dialogo con le comunità, bisogni e desideri. Il risultato: città più accoglienti e competitive. Rappresentano quindi un modello virtuoso per l’Europa”.
Apartire dal 1985 l’Unione Europea ha istituito la competizione per assegnare ogni anno ad una città di uno Stato membro il titolo di Capitale Europea della Cultura. Nel 1996, con il Patrocinio dell’Unesco, anche i Paesi Arabi hanno istituito una analoga competizione. Quali sono le ricadute economiche, urbanistiche e sociali di tali iniziative? E cosa resta quando i riflettori si spostano altrove? Nel corso del convegno si discuterà dei casi passati e delle candidature attuali con l’obiettivo di individuarne gli effetti, in termini di rigenerazione urbana, sociale e culturale. L’iniziativa è organizzata da Cidac – Associazione Città d’Arte e Cultura, e prodotta dal Forum Universale delle culture.
Intervengono: Gaetano Daniele, (Assessore alla Cultura e al Turismo, Comune di Napoli); Daniele Pitteri(Commissario Fondazione Forum), Stefano Boeri (architetto e docente di urbanistica del Politecnico di Milano); Ledo Prato, (Segretario Generale CIDAC); Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Mauro Felicori, (Direttore Bologna 2000); Nadia Carboni (Project Manager Ravenna 2019); Enrica Puggioni, (Assessore alla Cultura di Cagliari, Cagliari-Sardegna 2019); Bruno Valentini (Sindaco di Siena, Siena 2019); Hayet Guettat-Guermazi (Direttore del Culture Sector ALECSO Arab League Educational, Cultural and Scientific Organization); Mireia Belil, Direttore Generale della Fondació Fòrum Universal de les Cultures, Barcellona; Beatriz Garcia, (Coordinatore della ricerca: Politica e impatto della cultura Istituto per la Capitale della Cultura, Liverpool); Maurizio Carta (architetto e docente di urbanistica dell’Università di Palermo); Carlos Martins, (Direttore Guimaraes 2012); Lucio Argano (Project Manager Perugia 2019); Paolo Verri (Direttore Matera 2019); Marina Vryonidou, (Paphos 2017); Hamad Almuhannadi, Capo dipartimento del Patrimonio, Ministero della Cultura del Qatar, Doha 2010; Paolo Perrone, (Sindaco di Lecce), Lecce 2019.
“Le Città che si sono aggiudicate il titolo di Capitale Europea della Cultura si sono collocate sulla frontiera dell’innovazione– spiega Ledo Prato, segretario generale CIDAC - anticipando e stimolando nuove visioni della dimensione urbana. Esse infatti hanno rinunciato a realizzare opere autoreferenziali sia in ambito culturale che nella riqualificazione urbana, grazie ad una regia unica ed una visione strategica. Così gli interventi realizzati in occasione del riconoscimento a Capitale Europea della Cultura sono stati progettati per assolvere a diverse necessità coniugando, in un dialogo con le comunità, bisogni e desideri. Il risultato: città più accoglienti e competitive. Rappresentano quindi un modello virtuoso per l’Europa”.
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