Marcel Duchamp
Marcel Duchamp, Fresh Widow (detail), 1964 (after 1920 original Paint, wood, metal, leather, and glass, 30 / × 20 ⅞ × 4 inches (76.5 × 53 × 10.2 cm) "Ex Arturo" (1 of 2 AP) + edition of 8 + 2 HC ©️ Association Marcel Duchamp/ADAGP, Paris/ Artists Rights Society (ARS), New York 2026, ph: Owen Conway
Dal 25 Aprile 2026 al 27 Giugno 2026
New York | Visualizza tutte le mostre a New York
Luogo: Gagosian New York
Indirizzo: 974 Madison Avenue New York, NY 10075
Orari: Mar - Sab 10.00 - 18.00
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +1 212 744 2313
E-Mail info: newyork@gagosian.com
Sito ufficiale: http://gagosian.com
Gagosian è lieta di annunciare un'importante mostra di opere chiave di Marcel Duchamp per inaugurare il nuovo spazio al piano terra della galleria, nello storico edificio al 980 di Madison Avenue. La mostra, che aprirà il 25 aprile 2026, riporta una selezione di opere – tra cui tutti i ready-made più iconici dell'artista – nel luogo in cui queste edizioni fecero il loro debutto americano nel 1965 presso la galleria Cordier & Ekstrom. L'evento coincide anche con la prima retrospettiva di Duchamp negli Stati Uniti dal 1973, attualmente in corso al Museum of Modern Art di New York fino al 22 agosto.
"Tutto è iniziato con Duchamp; non avrei potuto immaginare un artista migliore o un corpus di opere più significativo per inaugurare la nostra nuova galleria al 980 di Madison Avenue, un edificio in cui lui stesso espose poco più di sessant'anni fa."
— Larry Gagosian
La mostra presenta i ready-made che Duchamp realizzò nel 1964 con l'aiuto del gallerista italiano Arturo Schwarz, dato che molti degli originali erano andati perduti o distrutti nel corso degli anni. Tra questi, Roue de bicyclette (Ruota di bicicletta) (1964, dopo l'originale perduto del 1913) è l'unico esemplare sopravvissuto non attualmente conservato in una grande istituzione internazionale; altre opere in mostra includono Fountain (1964, dopo l'originale perduto del 1917); L.H.O.O.Q. (1964, dopo l'originale del 1919); Porte-bouteilles (Asciugabottiglie) (1964, dopo l'originale perduto del 1914); e Boîte-en-valise (1935-49; contenuto 1935-41). In queste opere, Duchamp ha immortalato la propria produzione artistica sovvertendo al contempo i concetti di integrità artistica, autorialità e originalità.
La mostra illustra la continua rilevanza di Duchamp per il lavoro degli artisti contemporanei che si avvalgono della ricontestualizzazione e dell'ironia. Mette in luce la sua riorientazione dell'arte verso una dimensione più concettuale, che ha gettato le basi per il Dadaismo e il Neo-Dadaismo, il Minimalismo, la performance art e Fluxus. Duchamp ha ritirato la mano dell'artista, aprendo la strada ad Andy Warhol e Jeff Koons; ha utilizzato oggetti trovati e affrontato temi "non artistici", influenzando il lavoro di Robert Rauschenberg e Jasper Johns; e ha abbracciato il ruolo del caso, ispirando artisti da Urs Fischer a Damien Hirst.
La mostra è accompagnata da un libro che raccoglie dichiarazioni dell'artista, un saggio dello storico dell'arte e graphic designer Don Quaintance e un'intervista a Koons sull'influenza duratura di Duchamp, pubblicata anche nel numero primaverile 2026 di Gagosian Quarterly.
"Tutto è iniziato con Duchamp; non avrei potuto immaginare un artista migliore o un corpus di opere più significativo per inaugurare la nostra nuova galleria al 980 di Madison Avenue, un edificio in cui lui stesso espose poco più di sessant'anni fa."
— Larry Gagosian
La mostra presenta i ready-made che Duchamp realizzò nel 1964 con l'aiuto del gallerista italiano Arturo Schwarz, dato che molti degli originali erano andati perduti o distrutti nel corso degli anni. Tra questi, Roue de bicyclette (Ruota di bicicletta) (1964, dopo l'originale perduto del 1913) è l'unico esemplare sopravvissuto non attualmente conservato in una grande istituzione internazionale; altre opere in mostra includono Fountain (1964, dopo l'originale perduto del 1917); L.H.O.O.Q. (1964, dopo l'originale del 1919); Porte-bouteilles (Asciugabottiglie) (1964, dopo l'originale perduto del 1914); e Boîte-en-valise (1935-49; contenuto 1935-41). In queste opere, Duchamp ha immortalato la propria produzione artistica sovvertendo al contempo i concetti di integrità artistica, autorialità e originalità.
La mostra illustra la continua rilevanza di Duchamp per il lavoro degli artisti contemporanei che si avvalgono della ricontestualizzazione e dell'ironia. Mette in luce la sua riorientazione dell'arte verso una dimensione più concettuale, che ha gettato le basi per il Dadaismo e il Neo-Dadaismo, il Minimalismo, la performance art e Fluxus. Duchamp ha ritirato la mano dell'artista, aprendo la strada ad Andy Warhol e Jeff Koons; ha utilizzato oggetti trovati e affrontato temi "non artistici", influenzando il lavoro di Robert Rauschenberg e Jasper Johns; e ha abbracciato il ruolo del caso, ispirando artisti da Urs Fischer a Damien Hirst.
La mostra è accompagnata da un libro che raccoglie dichiarazioni dell'artista, un saggio dello storico dell'arte e graphic designer Don Quaintance e un'intervista a Koons sull'influenza duratura di Duchamp, pubblicata anche nel numero primaverile 2026 di Gagosian Quarterly.
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