Lupo Borgonovo. Zeester

© Lupo Borgonovo / Galleria Monica De Cardenas, Milano | Lupo Borgonovo, dalla serie Alix, 2017

 

Dal 08 Agosto 2019 al 29 Settembre 2019

Castelbuono | Palermo

Luogo: Museo Civico di Castelbuono

Indirizzo: p.zza Castello

Orari: dal lunedì a domenica: 09.30 – 13.00 / 15.00 – 18.30

Curatori: Laura Barreca, Valentina Bruschi

Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3 (adulti oltre i 65 anni e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, scolaresche e gruppi superiori a 12 persone, soci Touring club, altre convenzioni); ridotto € 2 residenti e nati a Castelbuono, altre convenzioni; gratuito per bambini fino a 7 anni d’età, portatori di handicap con accompagnatore, docenti e guide turistiche che accompagnano gruppi, studenti delle Facoltà di Arte e Architettura, membri ICOM, giornalisti accreditati

Telefono per informazioni: +39 0921 671211

E-Mail info: info@museocivico.eu

Sito ufficiale: http://www.museocivico.eu


Comunicato Stampa:
Giovedì 8 agosto 2019 alle ore 18.00 il Museo Civico di Castelbuono presenta al pubblico ZEESTER, la mostra personale di Lupo Borgonovo (Milano, 1985) in collaborazione con Ypsigrock Festival, giunto alla 23. Edizione (8-9-10-11 agosto).
Zeester, in olandese “stella marina”, è il titolo della mostrache l’artista ha scelto senza un riferimento preciso alle opere esposte, ma per il suo valore fonosimbolico: il suono che produce ma anche la forma delle lettere, cosi come accade nella poesia visiva o nelle sperimentazioni delle Avanguardie artistiche di inizio Novecento. Anche il rimando alla stella marina ricorda il famoso film del surrealista Man Ray, Étoile de mer (1928), un’ode alla bellezza ideale, geometrica, sovrapposta al corpo di una donna.
La geometria è un elemento ricorrente nei lavori di Lupo Borgonovo e ritorna continuamente nelle opere della serie Alix, esposte all’interno del Castello dei Ventimiglia.La serie è composta da disegni che raffigurano dei “mantelli” dipinti su carta di riso ed ispirati agli antichi “pianeti” o “casule”, preziosi paramenti liturgici conservati nella collezione di Arte Sacra del Museo Civico di Castelbuono. L’artista ha ripreso la forma dell’antica veste sacra, con un'apertura tonda per la testa del sacerdote, e l’ha dipinta con motivi floreali che richiamano gli arabeschi intrecciati nel XVII secolo con corallo e fili preziosi. Il processo pittorico prevede la creazione di una forma simmetrica totale attraverso la piegaturadella carta e pressando un lato sull’altro come in un test di Rorschach.
La “pianeta” è una veste che avvolge il sacerdote (simbolicamente, come una piccola casa) durante la celebrazione della messa e deriva la sua forma dall'antico mantello da viaggio. Così l’artista ha raccolto da un viaggio in Cina i simboli che decorano queste forme, dai loghi delle aziende commerciali alle grafiche delle confezioni degli alimenti, un repertorio che non fa distinzione tra arte “alta” e arte “bassa”, cultura aulica e pubblicità, mescolando culture e separazioni storiche, rileggendo la tradizione con uno sguardo attraverso il presente. Il percorso include anche la serie Babi, tre sculture in gomma siliconica, il calco al negativo della testa di un cinghiale in poliuretano, usato come obbiettivo nelle esercitazioni di tiro con l’arco, prestate dall’Associazione INCURVA di Favignana. Si tratta di un ulteriore distanziamento dalla forma originaria dell’animale, come si trova in natura, per diventare qualcos’altro: un oggetto sciamanico che evoca la dimensione rituale quando l’uomo era in contatto con la dimensione cosmica della sua esistenza.
Il progetto è fortemente legato al territorio perché è nato anche dalle suggestioni che l’artista ha raccolto durante gli ultimi viaggi in Sicilia - nel 2017, quando ha partecipato alla residenza INCURVA sull’isola di Favignana e nel 2018 quando ha partecipato a Raymond, evento collaterale di Manifesta 12 – in cui ha più volte visitato il Museo Civico di Castelbuono e studiato la sua collezione permanente. A conclusione della mostra, un’opera sarà donata dall’artista ed entrerà a far parte della collezione permanente del Museo Civico.
 
Rinnovando la collaborazione nata nel 2014, durante i concerti serali All’Ypsi Once Stage, palco principale di Ypsigrock Festival (9-10-11 agosto) sulla facciata del Castello dei Ventimiglia, sarà proiettato un video realizzato con la collaborazione di Valentina Di Vita e Antonino D’Arpa del Corso di Laurea in Disegno Industriale, Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo, che hanno elaborato graficamente un archivio di immagini fotografiche di tessuti, tappezzerie, e altri materiali, raccolti da Lupo Borgonovo durante i suoi viaggi. Si tratta di dettagli di arazzi e tappeti che formano una concatenazione di forme e colori animati risalenti a stili ed epoche diverse. In questo modo, ancora una volta, il monumento architettonico è trasformato in un’enorme e suggestiva superficie visuale. Inoltre, così come fatto nelle precedenti edizioni, da quando è nata la partnership tra il Museo Civico e Ypsigrock Festival, anche quest’anno l’atrio del Castello dei Ventimiglia ospiterà uno dei concerti inseriti nella line up del Boutique Festival dell’estate italiana: domenica 11 agosto alle ore 19 la scena sarà tutta per Ólöf Arnalds, cantautrice islandese, già nota come turnista dei Mùm e collaboratrice di Björk, per la sua unica ed esclusiva data in Italia.
 
Il 6 agosto dalle 16.00 alle 18.00 l’artista sarà impegnato in un laboratorio educativo con i bambini all’interno del museo, dove i partecipanti, guidati dall’artista, avranno l’occasione di inventare animali inventati, mostri fantastici con cui realizzare le illustrazioni di una storia immaginaria.
 
Il Museo Civico di Castelbuono desidera ringraziare per la preziosa collaborazionela Galleria Monica De Cardenas di Milano peri l prestito delle opere, la prof.ssa Cinzia Garofalo del Corso di Laurea in Disegno Industriale, INCURVA, Giulio d’Alì e Genevieve Xhaet, e quanti hanno contribuito a rendere possibile il progetto.

Lupo Borgonovo (Milano, 1985) vive e lavora a Milano. La ricerca dell’artista indaga il modo in cui la natura è trasfigurata dai processi di produzione del mercato globale e sull’impatto che questi hanno sugli ecosistemi. Lavorando con la scultura, Borgonovo trasforma forme naturali in scarti di se stesse, copie plastificate degli originali, “reliquie sintetiche dell’epoca dell’Antropocene”. Tra le mostre personali: Alexandra, 2018, Galleria Monica de Cardenas, Milano; Willow Pillow, 2015, Galleria Monica d Cardenas, Zuoz; Mandolino, 2014, Cripta 747, Torino. Tra le recenti mostre collettive: La terra piatta è la dimensione lirica di un luogo come se regredire fosse inventare, 2019, a cura di Matt Paweski& Jacopo Mazzetti, OCTAGON, Milano; Il Tempo Svogliato, 2018, a cura di Saverio Verini per la Straperetana, Pereto; SCHMALTZ, 2018. Guimarães, Vienna; Raymond, 2018, a cura di Luca Trevisani e Olaf Nicolai, Grand Hotel et desPalmes, Palermo, evento collaterale della Biennale Europea Manifesta 12; Always the Real Thing, 2018, a cura di Caterina Avataneo e Anaïs Lerendu, White Crypt, Londra; Art Club #18: Greffes, 2017, a cura di Pierpaolo Pancotto, Accademia di Francia, Villa Medici, Roma;Metamorfosi. Uno sguardo alla scutura contemporanea, 2017, Museo d'Arte Mendrisio, Mendrisio.Nel 2016 l’artista ha partecipato alla residenza, Curva Blu, INCURVA, Favignana, dove è stata prodotta la serie Babi. Per maggiori informazioni: http://www.lupoborgonovo.com/
 

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