Modigliani. Opere dal Musée de Grenoble
Dal 27 Marzo 2021 al 18 Luglio 2021
Luogo: Fondazione Magnani-Rocca
Indirizzo: Via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo
Orari: mercoledì, giovedì e venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Aperto anche Pasqua, Lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno. Lunedì e martedì chiuso (aperto Lunedì di Pasqua)
Costo del biglietto: € 12,00 valido anche per le raccolte permanenti e il parco - € 10,00 per gruppi di almeno quindici persone - € 5,00 per le scuole. Il sabato, la domenica e i festivi, il biglietto comprende anche la visita libera agli Armadi segreti della Villa
Telefono per informazioni: +39 0521 848327
E-Mail info: info@magnanirocca.it
Sito ufficiale: http://www.magnanirocca.it
Sono da poco passati centanni dalla scomparsa di Amedeo Modigliani che, appena trentacinquenne, si spegneva a Parigi con la mente in preda al delirio, dopo una vita breve ma bruciante e artisticamente compiuta.
Lesposizione, grazie alla collaborazione col Musée de Grenoble, di sei opere di Modigliani, consente di analizzare il rapporto fra disegno e pittura e di cogliere i principali riferimenti culturali nel suo lavoro di ritrattista.
Presso la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo, presso Parma, vengono infatti esposti il dipinto Femme au col blanc, olio su tela del 1917, raffigurante Lunia Czechowska, moglie dell'amico dinfanzia di Léopold Zborowski, mercante d'arte e mecenate di Modigliani, e cinque ritratti a matita di personaggi della capitale francese degli anni Dieci, dove egli fu al centro della scena artistica, al tempo allavanguardia internazionale.
Nella poetica pittorica di Modigliani (Livorno 1884 Parigi 1920) il ritratto rappresenta lunico veicolo despressione possibile del furore creativo dellartista e il vitale strumento di esternazione dellansia, profondamente umana, dintrecciare uno scambio relazionale con altri esseri. Partendo da una profonda fascinazione per lessenzialità stilistica della tradizione trecentesca e quattrocentesca senese, per le qualità plastiche della scultura e per la stilizzazione del tratto grafico, Modigliani elabora una concezione assolutamente originale del ritratto, tenendo conto anche dellinsegnamento di Paul Cézanne e delle maschere africane. Per sottolineare queste influenze, importanti esempi della pittura senese e cezanniana vengono accostati in mostra ai lavori di Modigliani, come anche una maschera africana.
I capolavori dellarte francese del periodo in cui egli visse e operò, appartenenti alle raccolte della Fondazione Magnani-Rocca (oltre a Cézanne, anche Renoir, Monet, Matisse e Braque; ma anche litaliano Severini, che in quegli anni viveva a Parigi), offrono al pubblico una visione ampia della scena artistica del tempo.
Inquieto, sempre in bilico tra genio e sregolatezza, un dandy moderno e un raffinato artefice del proprio tragico destino, perfetto stereotipo dellartista maledetto, Modigliani, oltre che grande pittore, fu eccellente disegnatore, riuscendo, con un tratto volumetrico e allo stesso tempo bidimensionale, a catturare la sensibilità e la psicologia degli effigiati; coloro che gli fecero da modello ebbero a dire che farsi ritrarre da lui era come farsi spogliare lanima. Il tratto più caratteristico e affascinante dellopera di Modigliani risiede proprio nel suo talento introspettivo, che gli permetteva di portare a espressione le qualità più intime della persona, trasformando ogni singolo ritratto in una sorta di specchio interiore.
Di gran lunga più celebri di quelli maschili, i ritratti femminili sono i maggiori esempi della sensibilità artistica di Modigliani; i tratti delicati, i colli affusolati ed eleganti, sono divenuti identificativi dellarte stessa del pittore e la Femme au col blanc ne è uno splendido esempio. Pur utilizzando un linguaggio prettamente moderno, egli non dimentica mai la tradizione italiana; l'ideale femminile con il collo lungo era stato infatti vagheggiato e dipinto da altri grandi artisti del passato, uno fra tutti, il Parmigianino, con la sua Madonna dal collo lungo dipinta proprio a Parma fra il 1534 e il 1540.
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