Cinetica
Articolo corriere della sera 1965 (Gruppo Mid). Antonio Barrese, Alfonso Grassi, Gianfranco Laminarca e Alberto Marangoni
Dal 15 Dicembre 2018 al 7 Febbraio 2019
Luogo: Contemporary Cluster
Indirizzo: via dei Barbieri 7
Curatori: Stefania Gaudiosi, Giacomo Guidi
Enti promotori:
- In collaborazione con L’Accademia d’Ungheria
E-Mail info: info@contemporarycluster.com
Sito ufficiale: http://www.contemporarycluster.com
Dal 15 dicembre al 7 febbraio 2018, Contemporary Cluster presenta CINETICA: un progetto espositivo a cura dI Stefania Gaudiosi e Giacomo Guidi, con la collaborazione dell’Accademia d’Ungheria di Roma.
La mostra racconta l’estesa continuità del lavoro artistico di Antonio Barrese e Alberto Marangoni, dagli esordi del Gruppo MID a oggi, che del mutamento, effetto vitale del movimento, hanno intriso la loro poetica. Il Gruppo nasce a Milano nel 1964, dall’incontro di Antonio Barrese, Alfonso Grassi, Gianfranco Laminarca e Alberto Marangoni. MID è acronimo di Mutamento (non semplice cinetismo, ma dinamica metamorfica), Immagine (luogo immateriale della ricerca visuale), Dimensione (lo Spazio/Tempo, nella sinestesia multimediale, attraverso la metadisciplina). Programmazione e caso, trasformazione per effetto del movimento, alterazione percettiva e psichedelia sono, di fatto, le dimensioni poetiche che l’opera del Gruppo esplora, attraverso l’uso catalizzatore della luce stroboscopica. Il MID è, dunque, il primo gruppo rock delle arti visive. Autori dell’Ambiente stroboscopico programmato e sonorizzato (prototipo di tutte le discoteche), la loro opera può essere definita perfino ipercinetica, dal momento che il movimento fattuale (e non illusorio) è declinato in forme complesse, molteplici, stratificate e mutevoli, e sempre integrato con il gesto perturbante dello spettatore. L’interattività, infatti, è cifra costante. Anche nelle opere recenti, frutto delle ricerche individuali di Barrese e Marangoni, c’è sempre l’incontro fisico, somatico, tra oggetto e interattore. E nel Design, attività che tutti i membri del Gruppo hanno poi praticato, quest’attitudine si fa progetto. L’esplorazione delle potenzialità della luce e del movimento insieme, gli effetti di questa interazione, dagli esordi fino alle ricerche attuali, nel lavoro di Barrese scandagliano l’elettricità cruda, l’archetipo energetico, nelle opere di Marangoni, la possibilità di riconfigurazioni spaziali concrete e dinamiche a partire da matrici geometriche elementari, la figura generatrice. In entrambi, è il seme dell’Avanguardia, ancora, a germinare.
Presenti in mostra anche le opere di Nicolas Schőffer: una figura poliedrica di scultore, pittore, architetto, progettista, video- artista, teorico dell’arte, un artista sperimentatore che osservava sempre con grande senso di responsabilità e voglia di innovazione il ruolo dell’arte nella società. Schoffer ha analizzato le strutture dinamiche del tempo e dello spazio, le possibili varianti del loro rapporto secondo le infinite possibilità combinatorie della cibernetica. Perseguendo un'integrazione costruttiva e dinamica dello spazio nell'opera d'arte (spaziodinamismo), dal 1949 ha realizzato le sue prime opere cinetiche giungendo nel 1951, con le monumentali torri spazio-dinamiche, all'identificazione tra scultura, architettura e ambiente. Dal 1954 la ricerca di una sintesi tra arte e tecnologia lo ha portato a elaborare, avvalendosi dell'elettronica e della cibernetica, nuove combinazioni di forma, movimento, luce e suono.
Le opere di Nicholas Schöffer sono presentate al pubblico di Contemporary Cluster in collaborazione con L’Accademia d’Ungheria, la Collezione Schöffer di Kalocsa (città natale dell’artista) ed inoltre con la collaborazione di Studio Farnese, nota galleria romana che inaugurò la sua prima mostra, curata da Giulio Carlo Argan, il 7 febbraio 1969, proprio con le opere del grande maestro ungherese.
Opening Sabato 15 dicembre 2018 dalle ore 18
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