Clement Mancini. Turnover
Clement Mancini
Dal 22 September 2022 al 22 October 2022
Roma
Luogo: Contemporary Cluster
Indirizzo: Via Merulana 248
Orari: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00
Curatori: Domenico de Chirico
Telefono per informazioni: +39 06 31709949
Sito ufficiale: http://contemporarycluster.com
Contemporary Cluster [Collective Intelligence] presenta giovedì 22 settembre 2022 Turnover, il solo show dell'artista francese Clement Mancini, a cura di Domenico de Chirico.
La ricerca del giovane artista francese Clément Mancini, classe 1988, influenzata da un graffitismo di matrice modernista e caratterizzata dalla vivida musicalità cromatica tipica dell'espressionismo astratto, vivacemente ispirata, tra gli altri, da artisti del calibro di Robert Motherwell e Joan Mitchell, Helen Frankenthaler e Clyfford Still, si mantiene costantemente in linea con i perpetui e solertissimi cambiamenti socio- culturali e con la conseguente rapida e costante espansione urbana.
Sovrapposizioni, accostamenti, equilibrio delle composizioni, colori, materiali e libera gestualità contribuiscono notevolmente a fortificare lo studio che Mancini svolge dei sistemi di rappresentazione dello spazio concreto, costituito unicamente dalla tela, la quale viene considerata come unico e indiscusso campo d'azione in cui tutto può accadere. Ciò che ne consegue sono composizioni pittoriche originali, soggettive e autonome, ispirate dalle vibrazioni regalategli dalle città visitate e da tutto ciò che generalmente lo circonda e che fa parte dell'emisfero intimo della sua vita quotidiana.
Secondo tali premesse, «Turnover», seconda mostra personale in Italia e prima mostra a Roma di Clément Mancini, ospitata presso gli straordinari spazi espositivi di Contemporary Cluster all'interno di Palazzo Brancaccio, si concentra su una serie di opere inedite che indagano visibilmente la linea e il colore. Per questa mostra Mancini ha scelto di ritornare pienamente a ciò che sta alla base del suo lavoro, ovvero alla pittura su tela, intesa nel suo senso più puro. Pertanto, «Turnover» costituisce sia il rinnovamento come conseguenza di un voluto ritorno alle origini della sua pratica artistica sia la ripetizione di un ciclo che presumibilmente lo accompagnerà durante tutta la sua carriera.
Mancini parte dalla tela e si lascia guidare dall'immediatezza del gesto che si fa quasi alipede: impulso creativo che può generare errori, cancellazioni e recuperi. Sbagliare, cancellare, ricominciare sono azioni che nutrono il suo lavoro e lo ispirano quotidianamente: vernice crepitante, ferro arrugginito e manifesti depauperati, tutto ciò alimenta il suo repertorio di trame, colori e composizioni involontarie, inequivocabilmente uniche. Non ci sono schizzi preparatori in quanto la priorità è data alla spontaneità, scegliendo con consapevolezza di affrontare il supporto bianco per potersi spingere verso le trame più intricate che caratterizzano l'ignoto.
„As for me, they kindle a fire; through them I breathe again,
hold a golden cord, find my own revelation.“
Ammaliato dalla sensualità della materia e pervaso dalla potenza d'espressione del subconscio e dell'immagine, Clément Mancini non vuole raggiungere un punto specifico o un obiettivo prefissato, egli cerca esclusivamente di raggiungere l'equilibrio in tutte le sue composizioni e di esprimersi attraverso di esse; non cerca di trasmettere messaggi particolari attraverso la composizione delle sue opere e gli piace che le persone possano interpretare questi elegantissimi, irripetibili e vividi prosceni pittorici a loro piacimento, in base alle loro visioni o assecondando i propri stati d'animo. Tutto ciò rappresenta momenti di vita realmente vissuti con spontaneità e sincerità. È così che il dipinto parla unicamente di sé, raccontando la sua storia, poiché costituisce, inoltre, un'estensione della realtà interiore dell'artista stesso, senza mai escludere indelebili tracce e macchie del tempo che solerti lo contraddistinguono.
Gli opening previsti per il 22 Settembre iniziano alle ore 18.00, la Gallery chiuderà alle 00.00. L'ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione
La ricerca del giovane artista francese Clément Mancini, classe 1988, influenzata da un graffitismo di matrice modernista e caratterizzata dalla vivida musicalità cromatica tipica dell'espressionismo astratto, vivacemente ispirata, tra gli altri, da artisti del calibro di Robert Motherwell e Joan Mitchell, Helen Frankenthaler e Clyfford Still, si mantiene costantemente in linea con i perpetui e solertissimi cambiamenti socio- culturali e con la conseguente rapida e costante espansione urbana.
Sovrapposizioni, accostamenti, equilibrio delle composizioni, colori, materiali e libera gestualità contribuiscono notevolmente a fortificare lo studio che Mancini svolge dei sistemi di rappresentazione dello spazio concreto, costituito unicamente dalla tela, la quale viene considerata come unico e indiscusso campo d'azione in cui tutto può accadere. Ciò che ne consegue sono composizioni pittoriche originali, soggettive e autonome, ispirate dalle vibrazioni regalategli dalle città visitate e da tutto ciò che generalmente lo circonda e che fa parte dell'emisfero intimo della sua vita quotidiana.
Secondo tali premesse, «Turnover», seconda mostra personale in Italia e prima mostra a Roma di Clément Mancini, ospitata presso gli straordinari spazi espositivi di Contemporary Cluster all'interno di Palazzo Brancaccio, si concentra su una serie di opere inedite che indagano visibilmente la linea e il colore. Per questa mostra Mancini ha scelto di ritornare pienamente a ciò che sta alla base del suo lavoro, ovvero alla pittura su tela, intesa nel suo senso più puro. Pertanto, «Turnover» costituisce sia il rinnovamento come conseguenza di un voluto ritorno alle origini della sua pratica artistica sia la ripetizione di un ciclo che presumibilmente lo accompagnerà durante tutta la sua carriera.
Mancini parte dalla tela e si lascia guidare dall'immediatezza del gesto che si fa quasi alipede: impulso creativo che può generare errori, cancellazioni e recuperi. Sbagliare, cancellare, ricominciare sono azioni che nutrono il suo lavoro e lo ispirano quotidianamente: vernice crepitante, ferro arrugginito e manifesti depauperati, tutto ciò alimenta il suo repertorio di trame, colori e composizioni involontarie, inequivocabilmente uniche. Non ci sono schizzi preparatori in quanto la priorità è data alla spontaneità, scegliendo con consapevolezza di affrontare il supporto bianco per potersi spingere verso le trame più intricate che caratterizzano l'ignoto.
„As for me, they kindle a fire; through them I breathe again,
hold a golden cord, find my own revelation.“
Ammaliato dalla sensualità della materia e pervaso dalla potenza d'espressione del subconscio e dell'immagine, Clément Mancini non vuole raggiungere un punto specifico o un obiettivo prefissato, egli cerca esclusivamente di raggiungere l'equilibrio in tutte le sue composizioni e di esprimersi attraverso di esse; non cerca di trasmettere messaggi particolari attraverso la composizione delle sue opere e gli piace che le persone possano interpretare questi elegantissimi, irripetibili e vividi prosceni pittorici a loro piacimento, in base alle loro visioni o assecondando i propri stati d'animo. Tutto ciò rappresenta momenti di vita realmente vissuti con spontaneità e sincerità. È così che il dipinto parla unicamente di sé, raccontando la sua storia, poiché costituisce, inoltre, un'estensione della realtà interiore dell'artista stesso, senza mai escludere indelebili tracce e macchie del tempo che solerti lo contraddistinguono.
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