Espai d’art fotogràfic
Emilio Andrés Codina, Consumismo e abbandono. Impatto dell’uomo nel suo habitat
Dal 26 Novembre 2015 al 7 Gennaio 2016
Luogo: Istituto Cervantes
Indirizzo: piazza Navona 61
Orari: dal mercoledì alla domenica dalle 16 alle 20
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06.686 1871
E-Mail info: cenrom@cervantes.es
Sito ufficiale: http://www.roma.cervantes.es/
Inaugura a Roma giovedì 26 novembre alle 18, nella nuova sala esposizioni dell’Istituto Cervantes in piazza Navona, intitolata a Salvador Dalí, la collettiva“Espai d’art fotogràfic”. Per la prima volta in Italia, la mostra raccoglie 70 opere appartenenti ai tre lavori fotografici vincitori del master della prestigiosa scuola internazionale di Valencia, Espai d’art fotogràfic: “Consumismo e abbandono. Impatto dell’uomo nel suo habitat” di Emilio Andrés Codina (20 foto, 2010), “The Unknown” di Sandra Sasera Cano (30 foto, 2011) e “New York. Lato B” di Jaime Belda (20 foto, 2012).
I Tre lavori selezionati da Francesc Vera, Romà della Calle e Tomàs Llorens, che resteranno esposti a Roma fino al 7 gennaio 2016, hanno come filo conduttore la visione critica dell’iconosfera contemporanea occidentale. I tre fotografi analizzano gli elementi sui quali si fonda il discorso della post-modernità, ognuno con le proprie idee estetiche e preoccupazioni, offrendo una chiave di lettura capace di arricchire e decodificare la nostra visione del mondo.
Il lavoro di Emilio Andrés Codina (Villanueva de Castellón, 1953), “Consumismo e abbandono. Impatto dell’uomo nel suo habitat”, rientra nel progetto “Attività umana: macchinario, alimentazione e habitat” proposto per la prima edizione del master. Ci mostra delle immagini pulite, equilibrate, ragionate, oggetto di un attento studio cromatico, che sottolineano una maturità formale che sfocia nello stile caratteristico e definito di questo fotografo. Il carattere riflessivo e meticoloso mette in luce una chiara implicazione sociale. L’impotenza davanti ai disastri ecologici provocati dall’abuso e dal consumo. Un grido d’allarme accentuato dalla bellezza formale delle sue immagini.
Sandra Sasera Cano (Valencia, 1981) in “The Unknown”, invece, presenta un mondo particolare, partendo da storie immaginate o reali: parla della parte più intima delle persone sulla base di gesti o dettagli. In “The Unknown”, è molto importante la disposizione spazio-formale, in quanto ci costringe a immaginare, completare ciò che lei ci mostra. Dobbiamo parlare di ciò che non vediamo a partire da ciò che ci viene mostrato. La forma spiana la strada al contenuto, lo costruisce. Spezza i pregiudizi che abbiamo del mondo che ci circonda, derivanti dal rispecchiarci (gettarci) nella nostra personale costruzione della realtà in cui viviamo.
Infine,“New York. Lato B” di Jaime Belda (Valencia, 1982) ricorda l’idea romantica della suggestione che prevale sull’evidenza, del predominio del contenuto sulla forma, o come sosteneva Hegel, del predominio dello spirito sulla forma. Pertanto, costringe a interrogarci su che cosa ci sia oltre ciò che vediamo. Ci parla delle rovine, dei resti che nessuno vuole, dei luoghi ai margini. Per questo è socialmente critico. Ci fa pensare a un futuro incerto e angosciante. L’abbandono sempre più grande dell’individuo. L’idea che, alla fine, siamo soli nella grande città. Soli, nonostante le migliaia di persone che ci circondano.
Al vernissage della mostra, giovedì 26 novembre alle ore 18, parteciperanno i fotografi Emilio Andrés Codina e Jaime Belda, il direttore di Espai d’art fotogràfic, Nicolás Llorens e Sergi Rodríguez López-Ros, direttore dell’Istituto Cervantes di Roma.
La mostra si potrà visitare dal 27 novembre 2015 al 7 gennaio 2016, dal mercoledì alla domenica dalle 16 alle 20.
I Tre lavori selezionati da Francesc Vera, Romà della Calle e Tomàs Llorens, che resteranno esposti a Roma fino al 7 gennaio 2016, hanno come filo conduttore la visione critica dell’iconosfera contemporanea occidentale. I tre fotografi analizzano gli elementi sui quali si fonda il discorso della post-modernità, ognuno con le proprie idee estetiche e preoccupazioni, offrendo una chiave di lettura capace di arricchire e decodificare la nostra visione del mondo.
Il lavoro di Emilio Andrés Codina (Villanueva de Castellón, 1953), “Consumismo e abbandono. Impatto dell’uomo nel suo habitat”, rientra nel progetto “Attività umana: macchinario, alimentazione e habitat” proposto per la prima edizione del master. Ci mostra delle immagini pulite, equilibrate, ragionate, oggetto di un attento studio cromatico, che sottolineano una maturità formale che sfocia nello stile caratteristico e definito di questo fotografo. Il carattere riflessivo e meticoloso mette in luce una chiara implicazione sociale. L’impotenza davanti ai disastri ecologici provocati dall’abuso e dal consumo. Un grido d’allarme accentuato dalla bellezza formale delle sue immagini.
Sandra Sasera Cano (Valencia, 1981) in “The Unknown”, invece, presenta un mondo particolare, partendo da storie immaginate o reali: parla della parte più intima delle persone sulla base di gesti o dettagli. In “The Unknown”, è molto importante la disposizione spazio-formale, in quanto ci costringe a immaginare, completare ciò che lei ci mostra. Dobbiamo parlare di ciò che non vediamo a partire da ciò che ci viene mostrato. La forma spiana la strada al contenuto, lo costruisce. Spezza i pregiudizi che abbiamo del mondo che ci circonda, derivanti dal rispecchiarci (gettarci) nella nostra personale costruzione della realtà in cui viviamo.
Infine,“New York. Lato B” di Jaime Belda (Valencia, 1982) ricorda l’idea romantica della suggestione che prevale sull’evidenza, del predominio del contenuto sulla forma, o come sosteneva Hegel, del predominio dello spirito sulla forma. Pertanto, costringe a interrogarci su che cosa ci sia oltre ciò che vediamo. Ci parla delle rovine, dei resti che nessuno vuole, dei luoghi ai margini. Per questo è socialmente critico. Ci fa pensare a un futuro incerto e angosciante. L’abbandono sempre più grande dell’individuo. L’idea che, alla fine, siamo soli nella grande città. Soli, nonostante le migliaia di persone che ci circondano.
Al vernissage della mostra, giovedì 26 novembre alle ore 18, parteciperanno i fotografi Emilio Andrés Codina e Jaime Belda, il direttore di Espai d’art fotogràfic, Nicolás Llorens e Sergi Rodríguez López-Ros, direttore dell’Istituto Cervantes di Roma.
La mostra si potrà visitare dal 27 novembre 2015 al 7 gennaio 2016, dal mercoledì alla domenica dalle 16 alle 20.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A ROMA
-
Dal 13 Aprile 2022 al 30 Aprile 2032
Musei Capitolini
I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini
-
Dal 6 Aprile 2023 al 31 Dicembre 2030
Casa di Giacomo Balla
Casa Balla
Visualizza tutte le mostre a Roma
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 24 Aprile 2026 al 31 Luglio 2026
Bologna | Pinacoteca nazionale di Bologna
Albrecht Dürer. Apocalisse
-
Dal 24 Aprile 2026 al 13 Settembre 2026
Genova | Palazzo Ducale
MIMMO ROTELLA. 1945–2005
-
Dal 19 Aprile 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | LE STANZE DEL VETRO - Fondazione Giorgio Cini
1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia
-
Dal 21 Aprile 2026 al 14 Giugno 2026
Venezia | Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
NATURA MORTA, NATURA VIVA. Giulio Malinverni
-
Dal 17 Aprile 2026 al 6 Settembre 2026
Venaria Reale | La Venaria Reale
Regine in scena. Mito, storia e fantasia
-
Dal 17 Aprile 2026 al 31 Luglio 2026
Venezia | Archivio di Stato
Dayanita Singh. Archivio