Fantasia in cerca d’Autore 2
Giovanni Cumbat, Fantasia in cerca d’Autore 2, Galleria L’Agostiniana - Chiesa di Santa Maria del Popolo, Roma
Dal 19 Luglio 2012 al 30 Luglio 2012
Luogo: Galleria L’Agostiniana - Chiesa di Santa Maria del Popolo
Indirizzo: piazza del Popolo
Orari: 10-12.30/ 15.30-19
Telefono per informazioni: +39 06 3225044
E-Mail info: info@artmann.it
Sito ufficiale: http://www.giovannicumbat.com
Presso la Galleria “L’Agostiniana” di Roma, si inaugurerà il 18 luglio p.v. (ore 17.30) la personale “Fantasia in cerca d’Autore 2” di Giovanni Cumbat.
Nella mostra che si protrarrà sino al 30 luglio, si delinea il lungo percorso di questo artista - nato a Roma nel 1952 da genitori Triestini -, frutto di infinite tecniche e materiali. Ogni pensiero è cosa nuova e va esplorato attraverso i meandri spesso inutilizzati della materia, prendendo forma e arricchendosi di poesia.
Così volano gli uccelli, irraggiano le lune, si perdono nella fantasia le opere astratte. Rinascono i legni, splendono i bronzi, si sciolgono in impeti emozionali le figure di Giovanni.
Essenziale comprendere il parallelismo tra la vita privata di Cumbat e l’esposizione metaforicamente trasmessa artisticamente: dalle forti radici Friulane dalle quali si percepisce la volontà di protrarre la propria cultura per accumularla a quelle dei vicini. Prima per il lavoro del padre, poi per il suo, Giovanni conosce ulteriori culture e pensieri, dall’ex URSS all’Africa, assorbendone i colori, le emozioni, le forti impressioni “diverse” da quelle nostrane.
Parallelamente, è portiere della nazionale italiana di Pallamano. Tutt’oggi partecipa a dei tornei continentali come “over 50”, riscuotendo come sempre dei successi. Il suo corpo è elastico come la sua vena creativa, nella scelta, nel riutilizzo della materia, nell’inesauribile desiderio di confrontarsi nelle sue opere.
Nella mostra che si protrarrà sino al 30 luglio, si delinea il lungo percorso di questo artista - nato a Roma nel 1952 da genitori Triestini -, frutto di infinite tecniche e materiali. Ogni pensiero è cosa nuova e va esplorato attraverso i meandri spesso inutilizzati della materia, prendendo forma e arricchendosi di poesia.
Così volano gli uccelli, irraggiano le lune, si perdono nella fantasia le opere astratte. Rinascono i legni, splendono i bronzi, si sciolgono in impeti emozionali le figure di Giovanni.
Essenziale comprendere il parallelismo tra la vita privata di Cumbat e l’esposizione metaforicamente trasmessa artisticamente: dalle forti radici Friulane dalle quali si percepisce la volontà di protrarre la propria cultura per accumularla a quelle dei vicini. Prima per il lavoro del padre, poi per il suo, Giovanni conosce ulteriori culture e pensieri, dall’ex URSS all’Africa, assorbendone i colori, le emozioni, le forti impressioni “diverse” da quelle nostrane.
Parallelamente, è portiere della nazionale italiana di Pallamano. Tutt’oggi partecipa a dei tornei continentali come “over 50”, riscuotendo come sempre dei successi. Il suo corpo è elastico come la sua vena creativa, nella scelta, nel riutilizzo della materia, nell’inesauribile desiderio di confrontarsi nelle sue opere.
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