Giorgio Fuà
Giorgio Fuà, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma
Dal 26 Settembre 2013 al 3 Ottobre 2013
Luogo: Accademia Nazionale dei Lincei
Indirizzo: via della Lungara 230
Orari: lunedì, mercoledì, venerdì 9-13; martedì e giovedì 9-17
Enti promotori:
- Accademia Nazionale dei Lincei
- Archivio Storico degli Economisti e la Società Italiana degli Economisti
Telefono per informazioni: +39 06 68027397
E-Mail info: farnesina@lincei.it
Sito ufficiale: http://www.villafarnesina.it
Nell’ambito del Convegno “Gli Economisti Italiani”, organizzato dall’Accademia Nazionale dei Lincei in collaborazione con l’Archivio Storico degli Economisti e la Società Italiana degli Economisti, si inaugura il 26 settembre, alle ore 14, nella sede dell’Accademia, la mostra GIORGIO FUA’. Più di 50 immagini fotografiche di grandi dimensioni, documenti, lettere, appunti raccontano una vita che pur nelle angosce delle persecuzioni, fu ricca delle speranze e delle opere di un “viandante con brio”. L’esposizione, che è promossa dall’Accademia Nazionale dei Lincei e dalla Fondazione Giorgio Fuà (con il sostegno della Carifano del Gruppo Bancario Credito Valtellinese) in collaborazione con la Scuola Normale Superiore Centro Biblioteca e Archivi di Pisa e dell’ ISTAO, è visitabile fino al 3 ottobre.
Dall’infanzia (Fuà nasce ad Ancona nel 1919) agli anni giovanili nella Casa al Pinocchio, con i suoi cani, la bicicletta e la caccia;dagli studi liceali in Ancona fino alla Scuola Normale Superiore di Pisa; dalle leggi razziali che lo costrinsero a lasciare la “Normale “ fino alla doppia laurea a Losanna ed a Pisa; dal matrimonio segreto, alla fuga e alla cattura in Svizzera dove nel campo di concentramento nasce Silvano, il primo dei tre figli. Solo nell’agosto del 1945 ci sarà un ritorno alla serenità a sugello della quale fu possibile il rito nuziale in sinagoga con il Rabino Elio Toaff. Poi una sequenza di impegni di ricerca in collaborazione con grandi personalità:ad Ivrea con Adriano Olivetti, a Ginevra con Gunnar Myrdal, all’ENI con Enrico Mattei. Infine il ritorno ad Ancona dove fonda la Facoltà di Economia e istituisce l’ISSEM e l’ISTAO.
Un grande intellettuale, un economista e soprattutto, un maestro di scienza e di vita. La mostra è il frutto di molte ricerche e di lunghe conversazioni tra la moglie Erika Rosenthal Fuà insieme al figlio Silvano con Gabriella Papini, nel salotto e nella biblioteca della Casa al Pinocchio, immersa in un grande parco che dall’alto si affaccia sul mare e sul porto di Ancona. La rassegna cerca di raccontare un Fuà per alcuni versi inconsueto, colto spesso in ambito familiare e all’aperto (amava leggere e studiare nel verde), e consente di meglio comprendere motivazioni, peculiarità, genialità e valori alla base del suo successo personale, professionale e culturale. Tra gli inediti la documentazione scolastica dell’allievo Giorgio presso il Collegio Mussolini di Pisa e la tesi di laurea conseguita a Losanna. Intuizione, volontà, dialogo, confronto, comunicazione, ironia ed autoironia, capacità innovativa, visione laica ed internazionale dei temi e dei problemi.
Sarà il prof. Alberto Quadrio Curzio ad inaugurare con il suo intervento la mostra, seguito dal prof. Pietro Alessandrini. Disponibile anche il catalogo con tutte le immagini e gli scritti dei suoi allievi Giacomo Vaciago, Alberto Quadrio Curzio, Pietro Alessandrini e dell’imprenditore marchigiano Enrico Loccioni . I loro interventi sono anche inseriti in appositi pannelli nel percorso espositivo.
Dall’infanzia (Fuà nasce ad Ancona nel 1919) agli anni giovanili nella Casa al Pinocchio, con i suoi cani, la bicicletta e la caccia;dagli studi liceali in Ancona fino alla Scuola Normale Superiore di Pisa; dalle leggi razziali che lo costrinsero a lasciare la “Normale “ fino alla doppia laurea a Losanna ed a Pisa; dal matrimonio segreto, alla fuga e alla cattura in Svizzera dove nel campo di concentramento nasce Silvano, il primo dei tre figli. Solo nell’agosto del 1945 ci sarà un ritorno alla serenità a sugello della quale fu possibile il rito nuziale in sinagoga con il Rabino Elio Toaff. Poi una sequenza di impegni di ricerca in collaborazione con grandi personalità:ad Ivrea con Adriano Olivetti, a Ginevra con Gunnar Myrdal, all’ENI con Enrico Mattei. Infine il ritorno ad Ancona dove fonda la Facoltà di Economia e istituisce l’ISSEM e l’ISTAO.
Un grande intellettuale, un economista e soprattutto, un maestro di scienza e di vita. La mostra è il frutto di molte ricerche e di lunghe conversazioni tra la moglie Erika Rosenthal Fuà insieme al figlio Silvano con Gabriella Papini, nel salotto e nella biblioteca della Casa al Pinocchio, immersa in un grande parco che dall’alto si affaccia sul mare e sul porto di Ancona. La rassegna cerca di raccontare un Fuà per alcuni versi inconsueto, colto spesso in ambito familiare e all’aperto (amava leggere e studiare nel verde), e consente di meglio comprendere motivazioni, peculiarità, genialità e valori alla base del suo successo personale, professionale e culturale. Tra gli inediti la documentazione scolastica dell’allievo Giorgio presso il Collegio Mussolini di Pisa e la tesi di laurea conseguita a Losanna. Intuizione, volontà, dialogo, confronto, comunicazione, ironia ed autoironia, capacità innovativa, visione laica ed internazionale dei temi e dei problemi.
Sarà il prof. Alberto Quadrio Curzio ad inaugurare con il suo intervento la mostra, seguito dal prof. Pietro Alessandrini. Disponibile anche il catalogo con tutte le immagini e gli scritti dei suoi allievi Giacomo Vaciago, Alberto Quadrio Curzio, Pietro Alessandrini e dell’imprenditore marchigiano Enrico Loccioni . I loro interventi sono anche inseriti in appositi pannelli nel percorso espositivo.
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