Luiz Dolino. Fantasia esatta
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© Wikimedia Commons | Palazzo Pamphilj, Roma
Dal 25 Ottobre 2017 al 24 Novembre 2017
Roma
Luogo: Palazzo Pamphilj (Ambasciata del Brasile) - Galleria Candido Portinari
Indirizzo: piazza Navona 10
Orari: al lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00. Chiuso festivi
Costo del biglietto: ingresso gratuito
E-Mail info: cultural.roma@itamaraty.gov.br
Sito ufficiale: http://www.dolino.art.br
Fantasia esatta può essere considerata una somma della produzione di Luiz Dolino dal 2016 ad oggi, con lavori inediti realizzati appositamente per questa mostra nella Galleria Candido Portinari dell’Ambasciata del Brasile a Roma, luogo dove l’artista fa il suo ritorno a distanza di trent’anni, dopo l’individuale del 1987.
Le otto opere qui esposte possono essere lette come variazioni attorno a un tema centrale che cerca di esprimere le molteplici possibilità di una stessa composizione. Il risultato di tale obiettivo si unisce a un permanente sforzo di perseguire l’uniformità del linguaggio. È una rigorosa osservazione di Dolino sui canoni dello stile geometrico, che egli ha adottato da decenni: “L’arduo cammino intrapreso alla ricerca di una grammatica personale mi ha portato all’incontro di elementi grafici di chiara ispirazione geometrica, visibili non solo nella decorazione di oggetti di uso quotidiano e ritualistico ma anche nei corpi dei nostri stessi antenati amerindiani. Non sarà una esagerazione affermare che la linea curva, con la sua valenza di sensualità e il suo accostamento ad immagini tipiche del paesaggio naturale, sono praticamente assenti da questo approccio”.
L’artista
Luiz Dolino (Macaé – Stato di Rio de Janeiro, 1945) inizia la sua formazione artistica nel 1961, nella Escolinha de Arte do Brasil, con Augusto Rodrigues. Quattro anni dopo studia presso il Museu de Arte Moderna di Rio de Janeiro con Ivan Serpa, periodo in cui comincia ad adottare le forme geometriche nelle sue opere. Tra il 1973 e il 1984 risiede in vari paesi dell’America Latina, tra cui Messico e Argentina. Nel 1984 si trasferisce nella Costa d’Avorio per poi ritornare in Brasile, stabilendosi a Rio. A São Paulo realizza il pannello Loco por ti per il Palácio dos Bandeirantes, sede dello Stato di São Paulo. Nel 1989 è responsabile della copertina e progetto grafico del libro A lição do amigo, del poeta Carlos Drummond de Andrade. L’anno seguente, l’editrice Salamandra di Rio de Janeiro pubblica il libro Dolino, una collezione di opere dell’artista, mentre è del 2000 il suo scritto memorialistico Allegro Affettuoso.
Dal 1962 Dolino è protagonista di numerose esposizioni, individuali e collettive, in Brasile e nel resto del mondo. Oltre all’importante individuale del 1997 nel Museu de Arte Moderna di Rio de Janeiro, tra le sue più recenti e significative esposizioni si annoverano: l’individuale nel Museo de la Revolución dell’Havana nel 2000; le retrospettive realizzate negli spazi della Caixa Cultural di Brasilia e Curitiba, rispettivamente nel 2004 e 2007; l’individuale nel Museu Inimá de Paula di Belo Horizonte nel 2012; la mostra Agora e Antes presso il Centro de Artes dell’Universidade Federal Fluminense (Niterói) nel 2016, quest’ultima riunendo creazioni del periodo 1980-2010.
Opere di Dolino fanno parte di collezioni di importanti musei e istituti culturali brasiliani e latino-americani, tra cui il Museu de Arte Moderna e il Museu Nacional de Belas Artes di Rio de Janeiro, la Pinacoteca do Estado do Pará (Belém), il Museo de Arte Contemporáneo di Santiago del Cile, il Museo de Arte Moderno di Asunción (Paraguay) e il Museo de Arte Moderno di Buenos Aires.
Fin dal primo incontro con il paesaggio pittorico di Dolino sono rimasta commossa dal battito teso, contenuto, fascinosamente sereno scaturito dalle sue opere; dalla materia che allo stesso tempo annunciava la sua sostanza segreta e liberava intorno a sé gli effetti moltiplicatori del suo linguaggio.
Il limpido cromatismo di un universo il cui divenire grammaticale si aggiustava a nuovi concetti costruiva e disfaceva icone, miti, sotto il giogo di una illimitata fedeltà a una sintassi geometrica dientro cui si celavano labirinti logici previsti dall’artista.
Nell’opera di Dolino, eseguita com vera maestria, non si individuano segnali di assoggettamento ad avventure inconcludenti. Conquistando un posto sempre più rilevante nello scenario brasiliano, il suo lavoro, derivato da profonda riflessione, si arricchisce grazie a un quotidiano artistico rigoroso e impeccabile. Sulla sua creazione aleggia quella dimensione lirica e melanconica che un artista sottile e raffinato come Dolino ha la grazia e il potere di ostentare.
Nélida Piñon
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