No(w) Regrets
Dal 17 Marzo 2016 al 31 Marzo 2016
Roma
Luogo: MLAC - Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea
Indirizzo: piazzale Aldo Moro 5
Orari: dal lunedì al sabato 14-19
Curatori: Tommaso Zijno
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 4991 0653
Sito ufficiale: http://www.musei.uniroma1.it
Il 17 marzo, alle ore 18.00, presso il MLAC - Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza, si apre la mostra NO(W) REGRETS, curata da Tommaso Zijno. L’esposizione intende porre l’attenzione sulla situazione in cui versa l'arte di oggi; partendo da un confronto con il passato, privo di quei timori reverenziali che spesso caratterizzano il contemporaneo. Un occhio, che senza rimpianto (utilizzando l’espressione inglese no regrets), guarda al “classico” e alla tradizione artistica (sia da un punto di vista iconografico che tecnico) ibridandola con tematiche e linguaggi più che mai attuali.
I quattro artisti in mostra - Alessandro Calizza, Cristiano Carotti, Desiderio e Marco Piantoni– tentano di andare “oltre”, attivando un processo di “rinnovamento” che utilizza icone e simboli della tradizione, rileggendoli in chiave innovativa e veicolandoli con una corroborante potenza espressiva: cromatismi al limite del kitsch violentano lo spazio e imbrigliano il visitatore in un mondo altro, fatto di scheletri fosforescenti, opere in liquefazione, personaggi surreali.
I quattro pongono la loro attenzione su temi attuali, come il rapporto tra l'odierna società dei consumi e i valori delle culture passate, che, ora più che mai, tendono a scomparire. Attraverso una serie di opere pittoriche ed installazioni, puntano a far riflettere sulla caducità della parola “modernità”, divenuta al giorno d’oggi sinonimo di decadenza per l'inarrestabile bramosia di fagocitare senza attenzione le tradizioni antiche, estinguendone così il senso e prevaricando il loro tramandarsi.
In occasione della mostra si delinea, quindi, il profilo di un vero e proprio gruppo - ULTRA - che lega assieme poliedriche personalità in un percorso artistico condiviso.
Lo stile “espressionista” di Cristiano Carotti, il lavoro concettuale di Marco Piantoni, l’approccio “pop-classicheggiante” di Alessandro Calizza e la “densità” pittorica di Desiderio, si ibridano magistralmente in questa prima esperienza comune e divengono pretesto per interrogarsi su quale possa essere il punto da cui l’arte contemporanea debba ripartire per andare “oltre”, senza rinnegare se stessa e tornando ad essere uno strumento di analisi e critica della realtà che la circonda.
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