Paolo Battistutta. Un'assurdità non viene mai da sola
Paolo Battistutta. Un'assurdità non viene mai da sola, Studio Arte Fuori Centro, Roma
Dal 16 Settembre 2014 al 3 Ottobre 2014
Luogo: Studio Arte Fuori Centro
Indirizzo: via Ercole Bombelli 22
Orari: da martedì a venerdì 17-20
Curatori: Anna Soricaro
Telefono per informazioni: +39 06 5578101
E-Mail info: info@artefuoricentro.it
Sito ufficiale: http://www.artefuoricentro.it/
Martedì 16 settembre 2014, alle ore 18 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro si inaugura la mostra di Paolo Battistutta Un'assurdità non viene mai da sola a cura di Anna Soricaro.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 3 ottobre 2014, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20.
L’evento che fa parte dell’attività RIFLESSIONE sui percorsi di ricerca di altre Associazioni Culturali che operano sul territorio nazionale, propone la mostra personale di Paolo Battistutta segnalato dal Centro Culturale Zerouno di Barletta.
'Un'assurdintà non viene mai sola' è una storia d'arte ispirata a Josè Samarago e realizzata da Paolo Battistutta.
Si esprime come un'esposizione personale di poche grandi opere dove assurdità estetica e spontaneità pittorica sono il filo rosso di tutta la narrazione visiva.
La storia comincia più o meno così: Battistutta è un giovane artista di Villotta di Chions, in provincia di Pordenone, ha sempre attirato l'osservatore con le sue larghe bande di colore e intrigato con gli sguardi penetranti dei personaggi che, con il tempo, si affiancano, si accovacciano e si smembrano sino a diventare sapienti assurdità che non nascono sole e non restano tali. Perché? Perché le assurdità nascono nella mente di chi le crea e negli sguardi di chi le osserva, nell'animo di chi scrive di lui, nel compiacimento di chi lo apprezza, per cui anche se uniche e irripetibili le assurdità di Battistutta non resteranno mai sole sinché saranno espresse con maestria ed apprezzate come capolavori.
Parte dalla figurazione il percorso dell'artista che si districa tra grandi dimensioni dove i toni inquadrano figure e volti ingigantiti divenendo, sino alle ultime opere, inni di colore quasi astratti, dalle dimensioni un po’ più piccole. Opere 'assurde' nelle rappresentazioni, dai toni incisivi, dove i protagonisti sono i colori vividi che individuano un percorso che parte da creazioni di qualche anno fa mostrando esattamente come l'assurdità creatrice non è mai sola e si svincola, liberandosi, nel corso di anni sino ad opere che si perfezionano e si diversificano. Il 'Saggio sulla lucidità' di Samarago è il suggerimento per il monologo estetico di un giovane grande artista che è un lucido saggio dell'arte contemporanea senza vincoli, impostazioni mentali, riproduzioni fotografiche.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 3 ottobre 2014, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20.
L’evento che fa parte dell’attività RIFLESSIONE sui percorsi di ricerca di altre Associazioni Culturali che operano sul territorio nazionale, propone la mostra personale di Paolo Battistutta segnalato dal Centro Culturale Zerouno di Barletta.
'Un'assurdintà non viene mai sola' è una storia d'arte ispirata a Josè Samarago e realizzata da Paolo Battistutta.
Si esprime come un'esposizione personale di poche grandi opere dove assurdità estetica e spontaneità pittorica sono il filo rosso di tutta la narrazione visiva.
La storia comincia più o meno così: Battistutta è un giovane artista di Villotta di Chions, in provincia di Pordenone, ha sempre attirato l'osservatore con le sue larghe bande di colore e intrigato con gli sguardi penetranti dei personaggi che, con il tempo, si affiancano, si accovacciano e si smembrano sino a diventare sapienti assurdità che non nascono sole e non restano tali. Perché? Perché le assurdità nascono nella mente di chi le crea e negli sguardi di chi le osserva, nell'animo di chi scrive di lui, nel compiacimento di chi lo apprezza, per cui anche se uniche e irripetibili le assurdità di Battistutta non resteranno mai sole sinché saranno espresse con maestria ed apprezzate come capolavori.
Parte dalla figurazione il percorso dell'artista che si districa tra grandi dimensioni dove i toni inquadrano figure e volti ingigantiti divenendo, sino alle ultime opere, inni di colore quasi astratti, dalle dimensioni un po’ più piccole. Opere 'assurde' nelle rappresentazioni, dai toni incisivi, dove i protagonisti sono i colori vividi che individuano un percorso che parte da creazioni di qualche anno fa mostrando esattamente come l'assurdità creatrice non è mai sola e si svincola, liberandosi, nel corso di anni sino ad opere che si perfezionano e si diversificano. Il 'Saggio sulla lucidità' di Samarago è il suggerimento per il monologo estetico di un giovane grande artista che è un lucido saggio dell'arte contemporanea senza vincoli, impostazioni mentali, riproduzioni fotografiche.
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