World Press Photo Exhibition 2026

Separated by ICE © Carol Guzy, ZUMA Press, iWitness, for Miami Herald. World Press Photo of the Year

 

Dal 7 Maggio 2026 al 29 Giugno 2026

Luogo: Palazzo Esposizioni Roma

Indirizzo: Via Nazionale 194

Orari: da martedì a domenica 10-20. L'ingresso è consentito fino a un'ora prima della chiusura

Enti promotori:

  • Assessorato alla Cultura di Roma Capitale
  • Azienda Speciale Palaexpo

Costo del biglietto: Biglietto d'ingresso per tutte le mostre in corso Intero € 15,00 Ridotto € 12,00 Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 7,00. Gratuito fino a 6 anni

Telefono per informazioni: +39 06 696271

Sito ufficiale: http://www.palazzoesposizioniroma.it


Dal 7 maggio al 29 giugno 2026, Palazzo Esposizioni Roma ospita, come ogni anno, la mostra del World Press Photo.

Il 9 aprile 2026 sono state annunciate le fotografie vincitrici della 69ª edizione del prestigioso contest di fotogiornalismo, mentre il 23 aprile è stata proclamata la Photo of the Year insieme ai finalisti. La mostra di Amsterdam ha inaugurato il 24 aprile, dando avvio al consueto tour internazionale. Dal 1955, il concorso premia ogni anno i migliori fotografi professionisti, contribuendo a costruire la storia del giornalismo visivo contemporaneo.

La Photo of the Year 2026 è Separati dall’ICE di Carol Guzy (ZUMA Press, iWitness per il Miami Herald). L’immagine, scattata all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, documenta il momento in cui un uomo viene fermato dagli agenti dell’immigrazione dopo un’udienza, separandolo dalla sua famiglia. La fotografia è stata premiata per la sua capacità di rendere visibile, in modo diretto e umano, l’impatto delle politiche migratorie: non un caso isolato, ma una condizione sistemica che colpisce persone che si presentano alle istituzioni in buona fede.

Accanto alla vincitrice, sono stati selezionati due finalisti. Emergenza umanitaria a Gaza di Saber Nuraldin (EPA Images) mostra civili palestinesi che si arrampicano su un camion di aiuti nel tentativo di procurarsi cibo. La fotografia è stata scelta per la sua forza compositiva e per la capacità di restituire l’urgenza della carestia, trasformando una scena di caos in una prova visiva della crisi umanitaria e delle sue implicazioni globali.

Il secondo finalista è I processi delle donne Achi di Victor J. Blue (The New York Times Magazine), un ritratto collettivo di donne indigene Maya Achi sopravvissute a violenze durante la guerra civile guatemalteca. L’immagine, realizzata all’esterno di un tribunale, è stata premiata per il suo approccio misurato e per la capacità di restituire dignità e autorevolezza alle protagoniste, documentando un momento storico di giustizia dopo decenni di impunità.

Le immagini premiate nel concorso 2026 rappresentano una selezione tra oltre 57.000 fotografie inviate da fotografi provenienti da 141 Paesi, offrendo uno sguardo complesso e stratificato sul presente. La mostra, come ogni anno, si configura non solo come esposizione, ma come dispositivo critico capace di interrogare il ruolo dell’immagine nella costruzione della memoria collettiva e nella comprensione delle tensioni contemporanee.
 

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