Mercoledì del MArTA
Bronzetto
Dal 17 Marzo 2021 al 17 Marzo 2021
Taranto | Visualizza tutte le mostre a Taranto
Luogo: Pagina facebook e canale YouTube MArTA
Indirizzo: online
Orari: ore 18
Telefono per informazioni: +39 099 4532112
E-Mail info: man-ta.comunicazione@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://museotaranto.beniculturali.it
Per il prossimo appuntamento dei “Mercoledì del MArTA”, mercoledì 17 marzo, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto “navigherà” nello Jonio fino alle sponde calabre di Monasterace (RC) e giungerà al santuario di Punta Sisto dell’antica colonia magno greca di Kaulonia.
Un viaggio a ritroso nel tempo verso questa civiltà che adorava “Dèi invisibili”.
A parlare dei coloni Achei e delle divinità che veneravano, in diretta sui profili Facebook e Youtube del Museo MArTA, introdotta dalla direttrice Eva Degl’Innocenti, sarà la Prof.ssa Maria Cecilia Parra, studiosa che ha diretto per anni gli scavi e le ricerche nel sito di Monasterace, membro del comitato scientifico del Laboratorio di Storia, Archeologia, Epigrafia, Tradizione dell’antico della Scuola Normale Superiore di Pisa.
Gli “dèi invisibili” del Santuario urbano di Kaulonia, saranno al centro della sua conferenza.
Gli dèi che oggi possiamo associare al santuario di Punta Stilo a Kaulonia (colonia achea della Magna Grecia) sono ormai tanti – dice la Prof.ssa Maria Cecilia Parra - Templi e monumenti minori, dispositivi di culto, espressioni rituali hanno una “fisionomia archeologica” descrivibile, misurabile, interpretabile, gli dèi di Kaulonia sono, invece, soltanto nomi, certi perché attestati da documenti epigrafici o suggeriti da singoli contesti di culto, da singole deposizioni, da oggetti. Sono dèi privi di una “fisionomia iconografica” associabile ai teonomi o alle epiclesi divine. Ma attraverso l’analisi della documentazione archeologica e epigrafica, il panorama cultuale kauloniate, in cui spiccano Zeus e Afrodite, si profila articolato e talora d’eccezione: ce ne parlano documenti come un elmo calcidese, un bronzetto femminile e la Tabula Cauloniensis.
La storia di Kaulonia dimostra come l’archeologia riesca a rivelare elementi nascosti – dice la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti – e complessi, permettendo lo stato di avanzamento degli studi scientifici, grazie a programmi di ricerca strutturati e continuativi.
Un viaggio a ritroso nel tempo verso questa civiltà che adorava “Dèi invisibili”.
A parlare dei coloni Achei e delle divinità che veneravano, in diretta sui profili Facebook e Youtube del Museo MArTA, introdotta dalla direttrice Eva Degl’Innocenti, sarà la Prof.ssa Maria Cecilia Parra, studiosa che ha diretto per anni gli scavi e le ricerche nel sito di Monasterace, membro del comitato scientifico del Laboratorio di Storia, Archeologia, Epigrafia, Tradizione dell’antico della Scuola Normale Superiore di Pisa.
Gli “dèi invisibili” del Santuario urbano di Kaulonia, saranno al centro della sua conferenza.
Gli dèi che oggi possiamo associare al santuario di Punta Stilo a Kaulonia (colonia achea della Magna Grecia) sono ormai tanti – dice la Prof.ssa Maria Cecilia Parra - Templi e monumenti minori, dispositivi di culto, espressioni rituali hanno una “fisionomia archeologica” descrivibile, misurabile, interpretabile, gli dèi di Kaulonia sono, invece, soltanto nomi, certi perché attestati da documenti epigrafici o suggeriti da singoli contesti di culto, da singole deposizioni, da oggetti. Sono dèi privi di una “fisionomia iconografica” associabile ai teonomi o alle epiclesi divine. Ma attraverso l’analisi della documentazione archeologica e epigrafica, il panorama cultuale kauloniate, in cui spiccano Zeus e Afrodite, si profila articolato e talora d’eccezione: ce ne parlano documenti come un elmo calcidese, un bronzetto femminile e la Tabula Cauloniensis.
La storia di Kaulonia dimostra come l’archeologia riesca a rivelare elementi nascosti – dice la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti – e complessi, permettendo lo stato di avanzamento degli studi scientifici, grazie a programmi di ricerca strutturati e continuativi.
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