A Necessary Fiction: Maps, Art, and Models of Our World
© Wael Shawky | Wael Shawky, The Gulf Project Camp: Carved wood (after ‘Hajj (Panoramic Overview of Mecca)’ by Andreas Magnus Hunglinger, 1803), 2019, oil on carved wood, 250 x 400 x 15 cm.
Dal 6 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Abbazia di San Gregorio
Indirizzo: Dorsoduro 172
Curatori: Sara Almutlaq, Aurora Fonda
Il Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita annuncia A Necessary Fiction: Maps, Art, and Models of Our World, una nuova mostra presso l’Abbazia di San Gregorio, Dorsoduro 172, Venezia, visitabile dal 6 maggio al 22 novembre. La mostra è curata da un team internazionale guidato da Sara Almutlaq e Aurora Fonda, con Zaira Carrer e Amina Diab in qualità di curatrici associate.
A Necessary Fiction è un viaggio attraverso territori in continua trasformazione, in cui le mappe storiche, dal tredicesimo secolo ai giorni nostri, si fanno prospettiva privilegiata da cui osservare il bisogno umano, sempre vivo, di costruire modelli del mondo. Questi modelli offrono visioni mitologiche suggestive e interpretazioni immaginative dell’indagine scientifica nel corso dei secoli fino ad oggi. Le curatrici, in stretta collaborazione con gli exhibition designer Ibrahim Kombarji e Bianca Pedron, propongono una prospettiva dinamica sulla cartografia nel tempo e in un ampio orizzonte geografico.
Mappe della prima età moderna, in prestito dalle collezioni di importanti istituzioni internazionali, entrano in dialogo con opere d’arte contemporanee. Se da un lato le mappe europee raffigurano la Penisola Arabica come Arabia deserta, dall’altro, manufatti storici del I secolo d.C. come bruciatori d’incenso e manoscritti decorativi settecenteschi provenienti dalla stessa regione testimoniano la ricca eredità commerciale e la complessa interazione culturale che ha sempre caratterizzato questi territori.
Le mappe diventano veicolo di poesia e armonia dell’universo. È ciò che avviene nell’installazione di Nasser Al Salem, nel cortile, e nelle opere di Matilde Sambo, che accompagnano i visitatori lungo il colonnato dell’Abbazia di San Gregorio. L’installazione sulla facciata dell’Abbazia di Monira Al Qadiri ci riconnette ai viaggi compiuti dai navigatori arabi verso il Nord Europa mille anni fa, mentre Shilpa Gupta e Reena Saini Kallat indagano la natura fragile e transitoria delle mappe. L’artista Manal AlDowayan, invece, amplia il senso profondo di appartenenza evocato dalla cartografia estendendolo ai paesaggi geografici di AlUla.
A Necessary Fiction affronta anche la rivoluzione digitale che ha profondamente trasformato il nostro rapporto con la cartografia. Le opere di Trevor Paglen e di Eva & Franco Mattes rivelano un mondo in cui ci orientiamo attraverso interfacce digitali, perdendo spesso il contatto diretto con ciò che ci circonda. In risposta, il lavoro di Giorgio Andreotta Calò diventa un potente invito a riappropriarsi della dimensione fisica della geografia attraverso le sue walking pieces, mentre Yoko Ono ci invita a sognare e immaginare le nostre mappe personali. Il ruolo della finzione nel disegno delle mappe è ulteriormente illustrato nel romanzo breve di Tod Wodicka, attraverso un’installazione sonora nel cortile dell’Abbazia di San Gregorio.
Le curatrici Sara Almutlaq e Aurora Fonda dichiarano: “A Necessary Fiction offre una riflessione insieme critica e contemplativa sulle cartografie contemporanee che abitiamo. Svelando le finzioni, le allegorie e i miti collettivi che hanno dato forma all’immaginario cartografico, la mostra porta alla luce le ideologie invisibili che hanno costruito i nostri mondi, permettendoci di interrogarci su come la nostra comprensione condivisa della differenza e dell’appartenenza si sia formata nel tempo.”
Istituzioni partecipanti: King Abdulaziz Public Library, Riyadh; King Abdulaziz Foundation for Research and Archive, Riyadh; Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza; Biblioteca Statale di Cremona; Saudi National Museum, Riyadh; Leiden University Libraries; Qatar National Library, Doha, e altre.
Artisti in mostra: Sarah Abu Abdallah (n. 1990, Arabia Saudita), Monira Al Qadiri (n. 1983, Senegal), Abdulmohsen Albinali (n. 1988, Arabia Saudita), Manal AlDowayan (n. 1973, Arabia Saudita), Marwa Almugait (n. 1981, Arabia Saudita), Nasser AlSalem (n. 1984, Arabia Saudita), Aseel AlYaqoub (n. 1986, Kuwait), Giorgio Andreotta Calò (n. 1979, Italia), Agnes Denes (n. 1931, Ungheria), Nolan Oswald Dennis (n. 1988, Zambia), Öyvind Fahlström (1928–1976, Svezia), Simone Fattal (n. 1942, Siria), Basmah Felemban (n. 1993, Arabia Saudita), Enej Gala (n. 1990, Slovenia), Shilpa Gupta (n. 1976, India), Reena Saini Kallat (n. 1973, India), Ibrahim Mahama (n. 1987, Ghana), Ahmed Mater (n. 1979, Arabia Saudita), Eva & Franco Mattes (n. 1976, Italia), Filwa Nazer (n. 1972, UK), Yoko Ono (n. 1933, Giappone), Trevor Paglen (n. 1974, USA), Matilde Sambo (n. 1993, Italia), Wael Shawky (n. 1971, Egitto), Tavares Strachan (n. 1979, Bahamas), Giuditta Vendrame (n. 1985, Italia), Tod Wodicka (n. 1976, USA), Qiu Zhijie (n. 1969, Cina).
A Necessary Fiction è un viaggio attraverso territori in continua trasformazione, in cui le mappe storiche, dal tredicesimo secolo ai giorni nostri, si fanno prospettiva privilegiata da cui osservare il bisogno umano, sempre vivo, di costruire modelli del mondo. Questi modelli offrono visioni mitologiche suggestive e interpretazioni immaginative dell’indagine scientifica nel corso dei secoli fino ad oggi. Le curatrici, in stretta collaborazione con gli exhibition designer Ibrahim Kombarji e Bianca Pedron, propongono una prospettiva dinamica sulla cartografia nel tempo e in un ampio orizzonte geografico.
Mappe della prima età moderna, in prestito dalle collezioni di importanti istituzioni internazionali, entrano in dialogo con opere d’arte contemporanee. Se da un lato le mappe europee raffigurano la Penisola Arabica come Arabia deserta, dall’altro, manufatti storici del I secolo d.C. come bruciatori d’incenso e manoscritti decorativi settecenteschi provenienti dalla stessa regione testimoniano la ricca eredità commerciale e la complessa interazione culturale che ha sempre caratterizzato questi territori.
Le mappe diventano veicolo di poesia e armonia dell’universo. È ciò che avviene nell’installazione di Nasser Al Salem, nel cortile, e nelle opere di Matilde Sambo, che accompagnano i visitatori lungo il colonnato dell’Abbazia di San Gregorio. L’installazione sulla facciata dell’Abbazia di Monira Al Qadiri ci riconnette ai viaggi compiuti dai navigatori arabi verso il Nord Europa mille anni fa, mentre Shilpa Gupta e Reena Saini Kallat indagano la natura fragile e transitoria delle mappe. L’artista Manal AlDowayan, invece, amplia il senso profondo di appartenenza evocato dalla cartografia estendendolo ai paesaggi geografici di AlUla.
A Necessary Fiction affronta anche la rivoluzione digitale che ha profondamente trasformato il nostro rapporto con la cartografia. Le opere di Trevor Paglen e di Eva & Franco Mattes rivelano un mondo in cui ci orientiamo attraverso interfacce digitali, perdendo spesso il contatto diretto con ciò che ci circonda. In risposta, il lavoro di Giorgio Andreotta Calò diventa un potente invito a riappropriarsi della dimensione fisica della geografia attraverso le sue walking pieces, mentre Yoko Ono ci invita a sognare e immaginare le nostre mappe personali. Il ruolo della finzione nel disegno delle mappe è ulteriormente illustrato nel romanzo breve di Tod Wodicka, attraverso un’installazione sonora nel cortile dell’Abbazia di San Gregorio.
Le curatrici Sara Almutlaq e Aurora Fonda dichiarano: “A Necessary Fiction offre una riflessione insieme critica e contemplativa sulle cartografie contemporanee che abitiamo. Svelando le finzioni, le allegorie e i miti collettivi che hanno dato forma all’immaginario cartografico, la mostra porta alla luce le ideologie invisibili che hanno costruito i nostri mondi, permettendoci di interrogarci su come la nostra comprensione condivisa della differenza e dell’appartenenza si sia formata nel tempo.”
Istituzioni partecipanti: King Abdulaziz Public Library, Riyadh; King Abdulaziz Foundation for Research and Archive, Riyadh; Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza; Biblioteca Statale di Cremona; Saudi National Museum, Riyadh; Leiden University Libraries; Qatar National Library, Doha, e altre.
Artisti in mostra: Sarah Abu Abdallah (n. 1990, Arabia Saudita), Monira Al Qadiri (n. 1983, Senegal), Abdulmohsen Albinali (n. 1988, Arabia Saudita), Manal AlDowayan (n. 1973, Arabia Saudita), Marwa Almugait (n. 1981, Arabia Saudita), Nasser AlSalem (n. 1984, Arabia Saudita), Aseel AlYaqoub (n. 1986, Kuwait), Giorgio Andreotta Calò (n. 1979, Italia), Agnes Denes (n. 1931, Ungheria), Nolan Oswald Dennis (n. 1988, Zambia), Öyvind Fahlström (1928–1976, Svezia), Simone Fattal (n. 1942, Siria), Basmah Felemban (n. 1993, Arabia Saudita), Enej Gala (n. 1990, Slovenia), Shilpa Gupta (n. 1976, India), Reena Saini Kallat (n. 1973, India), Ibrahim Mahama (n. 1987, Ghana), Ahmed Mater (n. 1979, Arabia Saudita), Eva & Franco Mattes (n. 1976, Italia), Filwa Nazer (n. 1972, UK), Yoko Ono (n. 1933, Giappone), Trevor Paglen (n. 1974, USA), Matilde Sambo (n. 1993, Italia), Wael Shawky (n. 1971, Egitto), Tavares Strachan (n. 1979, Bahamas), Giuditta Vendrame (n. 1985, Italia), Tod Wodicka (n. 1976, USA), Qiu Zhijie (n. 1969, Cina).
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