Giuseppe Samonà. Un maestro Iuav

Giuseppe Samonà nel cantiere della Banca d’Italia a Padova, 1968, Collezione Andrea Samonà e Livia Toccafondi

 

Dal 01 Marzo 2018 al 11 Maggio 2018

Venezia

Luogo: Università Iuav di Venezia

Indirizzo: Santa Croce 191

Orari: Lun - Ven 10.30 - 17.30 | Chiuso Sab, Festivi, 25 Apr e 1° Mag

Curatori: Giovanni Longobardi, Giovanni Marras, Angelo Maggi

Costo del biglietto: Ingresso libero

Telefono per informazioni: +39 041 2571011

E-Mail info: archivioprogetti@iuav.it

Sito ufficiale: http://www.iuav.it/archivioprogetti


Comunicato Stampa:
L’Università Iuav di Venezia, con l’Archivio Progetti, e il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre organizzano due mostre e una giornata di studi su Giuseppe Samonà (1898-1983), uno degli architetti più noti e influenti del Novecento italiano. Attivo come progettista, teorico e didatta, Samonà è stato direttore e rifondatore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Iuav) dal 1945 al 1972 e senatore della Repubblica dal 1972 al 1976.
 
Per la città pubblica
Progetti 1949-83
a cura di Giovanni Longobardi e Giovanni Marras
con Stefano Balzanetti e Laura Pujia
Tolentini, Gallerie del rettorato
 
La mostra Per la città pubblica. Progetti 1949-83 riguarda un periodo dell’architettura italiana particolarmente ricco di occasioni progettuali e significativamente connesso alla grande crescita economica del paese nel secondo dopoguerra. Una linea cronologica mette in relazione la ricerca di una controversa unità tra architettura e urbanistica proposta da Samonà con le vicende e i momenti notevoli del dibattito architettonico e politico: i progetti per i centri direzionali, le nuove università, l’elettrificazione del paese, le grandi infrastrutture territoriali, la nuova immagine della politica con il concorso per la Camera dei Deputati, le sedi delle maggiori istituzioni nazionali.

Nella galleria del rettorato una selezione di schizzi, disegni e modelli documenta il lavoro progettuale di Samonà, svolto in collaborazione con Egle Renata Trincanato, con i suoi allievi allo Iuav, con il figlio Alberto e con una ampia schiera di collaboratori tra la Sicilia, Roma e Venezia. Tra gli altri, in mostra il progetto per il quartiere INA-Casa a San Giuliano-Venezia, i progetti di concorso per il centro direzionale di Torino, per la sede della Camera dei Deputati e per le Università di Cagliari e della Calabria, i progetti per la Metropoli dello stretto e per il Ponte di Messina, la sede INAIL a Venezia e la Banca d’Italia a Padova, il teatro di Sciacca, il centro civico di Gibellina e il municipio di Cadoneghe.
 
A margine della mostra, un video illustra l’attività progettuale di Samonà svolta tra la Sicilia, Napoli e Roma prima di arrivare allo Iuav e una selezione di materiali bibliografici ne documenta l’attività scientifica e la pubblicistica.
L’indagine sull’attività di Samonà, oltre che mettere in sequenza una straordinaria serie di progetti e realizzazioni, consente di guardare anche, sullo sfondo, le vicende pubbliche del paese in un trentennio cruciale, i cui esiti mancati sul piano della crescita politico-culturale sono ancora oggi argomento di discussione.
 
La vita delle opere
Fotografie di Umberto Ferro, Paolo Monti, Claudio Sabatino, Egle Renata Trincanato
a cura di Angelo Maggi
progetto espositivo Andrea Nalesso
progetto grafico Servizio comunicazione e immagine Iuav
Tolentini, Aula Magna
 
Il progetto di questa mostra nasce da una proposta dell’Archivio Progetti Iuav e dell’Università Roma Tre a complemento dell’indagine condotta sull’opera progettuale di Giuseppe Samonà esposta nelle gallerie del Rettorato. La vita delle opere di Samonà è colta attraverso lo sguardo di numerosi fotografi che hanno segnato in maniera determinante la veicolazione dell’opera di questo grande maestro. Attraverso il loro obiettivo leggiamo il programma di visualizzazione e comunicazione dell’architettura in quanto manifesto della componente linguistica monumentale che ha caratterizzato il lavoro di Samonà. Le fotografie selezionate non rappresentano solo una storia delle trasformazioni vissute dalle opere nel tempo ma generano una felice coesistenza del progetto con lo spazio circostante o negli ambienti stratificati storicamente.
Nella ricognizione dei materiali esposti sono emerse diverse figure del mondo della fotografia che in maniera diversificata hanno restituito un contributo visivo al lavoro dell’architetto. Primo fra tutti Paolo Monti, figura chiave della fotografia d’architettura italiana, ricordato come fondatore, assieme ad altri, del Circolo Fotografico La Gondola. In modo sensibile e appropriato Monti visualizza la sequenza delle inquadrature urbane e spaziali dei volumi che compongono il Palazzo per uffici e abitazioni INAIL a San Simeone Piccolo a Venezia.
 
Per la prima volta attribuite a Egle Renata Trincanato, alcune immagini del quartiere INA-Casa a San Giuliano a Mestre redigono una significativa descrizione dell’ambiente senza speculazioni formalistiche o estetizzanti. Queste fotografie restituiscono il profondo e partecipato coinvolgimento nell’ideazione di un fondativo modello insediativo assieme ad un ritratto di città neorealista.
 
Il nucleo più consistente della mostra è rappresentato da due importanti campagne fotografiche eseguite dai fotografi Umberto Ferro e Claudio Sabatino.
All’ingresso della mostra sono esposte le provinature di Ferro realizzate per l’Archivio Progetti nell’ambito delle celebrazioni per il 75° anno dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Nel 2002 il fotografo, affiancato dallo storico dell’architettura Marko Pogacnik, ha documentato con circa 400 scatti gran parte della produzione architettonica di Samonà. In queste immagini la potenza espressiva del linguaggio fotografico adottato aiuta a capire il carattere mediterraneo dei progetti, la leggerezza delle superfici a sbalzo, la capacità di proporre e imporre particolari prospettive.
La campagna fotografica di Sabatino è iniziata nel 2016 da una ricerca dipartimentale dell’Università di Roma Tre, condotta da Giovanni Longobardi.  Di quella ricerca, ancora in corso, le immagini esposte costituiscono il primo nucleo di lavoro: esso evidenzia un forte rapporto tra l’organismo architettonico, colto in modo quasi scultoreo, e il percorso visivo, dinamico, dovuto alla forma libera degli spazi e alla qualità materica degli elementi costruttivi, ottenendo viste e inquadrature di notevole stimolo.
 
Con questa rassegna si vuole riconoscere la consapevolezza culturale dell’impegno di Samonà, la forza delle sue idee e l’estrema coerenza di una propria poetica, ed è nella trascrizione fotografica di questi magistrali interpreti che si offre un ampio terreno d’indagine e riflessione sulle trasformazioni della percezione dell’opera di uno dei più grandi maestri dell’architettura nel XX secolo in Italia.

la collaborazione
Collezione Andrea Samonà e Livia Toccafondi
CSAC - Centro studi e Archivio della comunicazione, Università degli Studi di Parma
Banca d’Italia, Padova

Inaugurazione 1° marzo 2018 ore 12
Tolentini, Aula Magna
intervengono
Alberto Ferlenga, rettore Iuav
Giovanni Marras, Giovanni Longobardi, Angelo Maggi,curatori
Vieri Quilici, Livia Toccafondi, Elisabetta Pallottino
 
Giornata di studio 8 maggio 2018
a cura di Giovanni Longobardi e Giovanni Marras
Tolentini, Aula Magna

Orario mostra:
Lun - Ven 10.30 - 17.30 | Chiuso Sab, festivi, 25 aprile e 1° maggio 
 

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI