KUNSTHAUS PARADISO. abitare Venezia
KUNSTHAUS PARADISO. abitare Venezia, installation view androne, Palazzo Molin Querini, Venezia I Ph. Giulio Favotto
Dal 4 Maggio 2026 al 31 Maggio 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzo Molin Querini
Indirizzo: Calle del Traghetto 2179
Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 22
Curatori: Caroline Corbetta
Enti promotori:
- Venice International Foundation
Venice International Foundation presenta KUNSTHAUS PARADISO. abitare Venezia, un progetto ideato e curato da Caroline Corbetta che porta al centro dello sguardo internazionale la scena artistica contemporanea veneziana: dinamica, diffusa, ma ancora troppo spesso “invisibile”.
Dal 4 al 31 maggio 2026, in concomitanza con l’apertura della 61. Biennale Arte, grazie alla collaborazione con Havas Arte e Cultura e al sostegno di Brunello Cucinelli s.p.a. e di Banca Ifis, Palazzo Molin Querini, affacciato sul Canal Grande, si trasforma per la prima volta in una piattaforma artistica partecipata: una casa abitata accoglie una mostra in divenire e un programma di incontri, conversazioni, performance e momenti conviviali, con protagonisti artisti, collettivi e realtà culturali che abitano la città tutto l’anno.
abitare Venezia
Il progetto si sviluppa come una “casa nella casa” in cui l’abitare diventa strumento culturale. La convivialità non è cornice ma metodo, e la relazione tra artisti, curatori, ricercatori e pubblico diventa parte integrante dell’esperienza.
Conversazioni, incontri e momenti di scambio costruiscono un ambiente aperto e partecipato, capace di superare i formati espositivi tradizionali.
KUNSTHAUS PARADISO è un dispositivo relazionale che intreccia produzione artistica, ricerca e pratica, costruito attorno all’idea dell’abitare condivisa da artisti, spazi indipendenti e giovani operatori dell’arte attivi sul territorio che, insieme, compongono una visione contemporanea e autentica di Venezia dove il passato è materia viva che nutre la creatività contemporanea.
«In una Venezia che perde residenti, abitare diventa un gesto politico e un modo per parlare da dentro la sua fragilità. Scegliere una casa abitata significa (ri)ospitare il sistema dell’arte veneziano. Non occupare Venezia, ma abitarla: questa è la posizione del progetto, anche in relazione alle dinamiche di overtourism e spopolamento», afferma la curatrice Caroline Corbetta, già ideatrice del Padiglione Crepaccio dedicato a giovani artisti veneziani nel 2013.
Una casa per la scena artistica veneziana
KUNSTHAUS PARADISO affonda le radici nel Padiglione Crepaccio – I Veneziani (2013) e rappresenta un’evoluzione di quell’esperienza verso un sostegno strutturato e continuativo alla scena locale.KUNSTHAUS PARADISO costruisce un presidio culturale temporaneo con una visione di lungo periodo capace di favorire relazioni, visibilità e continuità grazie anche alla committenza di Venice International Foundation in collaborazione con Havas Arte e Cultura.
Un ecosistema multidisciplinare
Il progetto coinvolge oltre 50 artisti contemporanei italiani e internazionali attivi a Venezia, città storicamente cosmopolita, insieme a curatori, scrittrici, artigiani, musicisti e ricercatori.
KUNSTHAUS PARADISO mette in relazione in modo conviviale istituzioni culturali e poli accademici veneziani, spazi indipendenti e saperi locali, attivando una contaminazione tra linguaggi e pubblici e ampliando la partecipazione oltre i circuiti specialistici
I contenuti si estendono anche su un piano digitale sull’account Instagram @kunsthausparadiso con l’obiettivo di aggiornare sulle attività all’interno della casa in tempo reale e documentare i processi e attivare altre conversazioni.
Una visione condivisa
La committenza di Venice International Foundation si inserisce nella missione della Fondazione e, insieme, inaugura un nuovo corso. Con la presidenza di Katia Da Ros, imprenditrice di lunga esperienza, vicepresidente esecutiva del Gruppo Irinox, e già vicepresidente nazionale di Confindustria con delega a Cultura, Ambiente e Sostenibilità, la Fondazione rinnova la propria visione nel segno di “rebirth and protect”: non solo custodire, ma anche attivare nuove energie, relazioni e prospettive per Venezia.
«Assumere la presidenza di Venice International Foundation significa dare continuità a un impegno profondo per Venezia, rafforzando una visione che unisce tutela del patrimonio, sostegno alla cultura e capacità di attivare nuove progettualità per la città – racconta Katia Da Ros - Il mio mandato si inserisce in questa prospettiva: consolidare il ruolo della Fondazione come piattaforma di relazioni, idee e iniziative concrete per il futuro di Venezia. Accanto alla vocazione originaria per il restauro e la conservazione del patrimonio dei Musei Civici, vogliamo promuovere progetti capaci di generare impatto culturale, visione e continuità nel tempo».
In questo nuovo corso si inserisce anche la collaborazione con Havas Arte e Cultura, presidio di Havas - agenzia globale di Comunicazione, che trasforma l’investimento in arte e cultura in leva strategica di reputazione e crescita. Lavora con aziende e istituzioni per generare valore distintivo, impatto economico e posizionamento.
Havas Arte e Cultura affianca Venice International Foundation come partner nella definizione del posizionamento culturale e della strategia di comunicazione del progetto e delle attività della Fondazione, contribuendo a costruirne un racconto contemporaneo, autorevole e riconoscibile.
«Con Havas Arte e Cultura abbiamo scelto di affiancare Venice International Foundation perché ne condividiamo la visione di dare valore a progetti capaci di tenere insieme patrimonio, contemporaneo e impatto culturale. Crediamo che oggi la comunicazione possa essere uno strumento concreto per rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità, e per accompagnare iniziative che generano valore reale per i territori» - queste le parole di Caterina Tonini CEO Havas Creative Network Italy e Co-Founder; CEO Havas PR Milan.
Brunello Cucinelli s.p.a., main partner, e Banca Ifis, supporter del progetto, sono accomunati dalla convinzione che la cultura sia uno strumento essenziale di crescita sociale ed economica per il Paese, e ne sostengono con visione e responsabilità lo sviluppo.
Il titolo e l’immaginario
KUNSTHAUS PARADISO gioca su una tensione fertile tra due dimensioni: da un lato la Kunsthaus, come luogo di legittimazione istituzionale ma anche casa per l’arte e per gli artisti; dall’altro il Paradiso come dimensione immaginaria di promessa e desiderio.
A Venezia, il Paradiso è anche memoria concreta: il riferimento al leggendario Caffè Paradiso ai Giardini della Biennale evoca una dimensione informale di incontro e scambio che appartiene alla storia culturale della città.
Perché ora
Il progetto nasce in un momento particolarmente significativo: Venezia è ormai un centro dell’arte mondiale attivo tutto l’anno, ma la scena locale d’avanguardia resta spesso marginale, soprattutto durante la Biennale quando l’attenzione internazionale si concentra sulla città. KUNSTHAUS PARADISO risponde a questa condizione creando uno spazio di visibilità e relazione radicato nel tessuto urbano, capace di valorizzare il substrato culturale che alimenta l’identità contemporanea della città.
Inoltre, in un momento in cui il dibattito sull’assenza di artisti italiani alla Biennale Arte 2026 è diventato pubblico, KUNSTHAUS PARADISO offre una risposta tempestiva alla necessità di fare sistema a livello nazionale.
Artisti che abitano la KUNSTHAUS PARADISO:
Giorgio Andreotta Calò, Carolina Raquel Antich, Michele Azzalini, Runo B, Ariele Bacchetti, Giulia Maria Belli, Martina Biolo, Thomas Braida, Michele Bubacco, Mauro Campagnaro, Ornella Cardillo, Simone Carraro, Francesco Casati, Paola Cenati, Francesco Cima, Martina Cocco, Damiano Colombi, Giorgio Maria Crescentini, Fabio De Meo, Barbara De Vivi, Nicola Di Croce, Giuseppe Di Liberto, Daria Dmytrenko, Silvia Faresin, Melania Fusco, Greta Maria Gerosa, Silvia Giordani, Ketty Gobbo, Nadezda Golysheva, Bogdan Koshevoy, Hetty Laycock, Rebecca Loro, Marta Magini, Simone Marconi, Augusto Maurandi, Alessandro Miotti, Anastasya Parvanova, Dora Fiammetta Perini, Chiara Peruch, Federico Polloni, Cristina Porro, Guido Ravanelli, Tommaso Ravasi, Francesco Ronchi, Caterina Rossato, Matilde Sambo, Scafandra, Mattia Sinigaglia, Maddalena Tesser, Maria Todeschini, Rob Van Den Berg, Fabiano Vicentini, Lorenzo Vitturi, Qi Zhang
Dal 4 al 31 maggio 2026, in concomitanza con l’apertura della 61. Biennale Arte, grazie alla collaborazione con Havas Arte e Cultura e al sostegno di Brunello Cucinelli s.p.a. e di Banca Ifis, Palazzo Molin Querini, affacciato sul Canal Grande, si trasforma per la prima volta in una piattaforma artistica partecipata: una casa abitata accoglie una mostra in divenire e un programma di incontri, conversazioni, performance e momenti conviviali, con protagonisti artisti, collettivi e realtà culturali che abitano la città tutto l’anno.
abitare Venezia
Il progetto si sviluppa come una “casa nella casa” in cui l’abitare diventa strumento culturale. La convivialità non è cornice ma metodo, e la relazione tra artisti, curatori, ricercatori e pubblico diventa parte integrante dell’esperienza.
Conversazioni, incontri e momenti di scambio costruiscono un ambiente aperto e partecipato, capace di superare i formati espositivi tradizionali.
KUNSTHAUS PARADISO è un dispositivo relazionale che intreccia produzione artistica, ricerca e pratica, costruito attorno all’idea dell’abitare condivisa da artisti, spazi indipendenti e giovani operatori dell’arte attivi sul territorio che, insieme, compongono una visione contemporanea e autentica di Venezia dove il passato è materia viva che nutre la creatività contemporanea.
«In una Venezia che perde residenti, abitare diventa un gesto politico e un modo per parlare da dentro la sua fragilità. Scegliere una casa abitata significa (ri)ospitare il sistema dell’arte veneziano. Non occupare Venezia, ma abitarla: questa è la posizione del progetto, anche in relazione alle dinamiche di overtourism e spopolamento», afferma la curatrice Caroline Corbetta, già ideatrice del Padiglione Crepaccio dedicato a giovani artisti veneziani nel 2013.
Una casa per la scena artistica veneziana
KUNSTHAUS PARADISO affonda le radici nel Padiglione Crepaccio – I Veneziani (2013) e rappresenta un’evoluzione di quell’esperienza verso un sostegno strutturato e continuativo alla scena locale.KUNSTHAUS PARADISO costruisce un presidio culturale temporaneo con una visione di lungo periodo capace di favorire relazioni, visibilità e continuità grazie anche alla committenza di Venice International Foundation in collaborazione con Havas Arte e Cultura.
Un ecosistema multidisciplinare
Il progetto coinvolge oltre 50 artisti contemporanei italiani e internazionali attivi a Venezia, città storicamente cosmopolita, insieme a curatori, scrittrici, artigiani, musicisti e ricercatori.
KUNSTHAUS PARADISO mette in relazione in modo conviviale istituzioni culturali e poli accademici veneziani, spazi indipendenti e saperi locali, attivando una contaminazione tra linguaggi e pubblici e ampliando la partecipazione oltre i circuiti specialistici
I contenuti si estendono anche su un piano digitale sull’account Instagram @kunsthausparadiso con l’obiettivo di aggiornare sulle attività all’interno della casa in tempo reale e documentare i processi e attivare altre conversazioni.
Una visione condivisa
La committenza di Venice International Foundation si inserisce nella missione della Fondazione e, insieme, inaugura un nuovo corso. Con la presidenza di Katia Da Ros, imprenditrice di lunga esperienza, vicepresidente esecutiva del Gruppo Irinox, e già vicepresidente nazionale di Confindustria con delega a Cultura, Ambiente e Sostenibilità, la Fondazione rinnova la propria visione nel segno di “rebirth and protect”: non solo custodire, ma anche attivare nuove energie, relazioni e prospettive per Venezia.
«Assumere la presidenza di Venice International Foundation significa dare continuità a un impegno profondo per Venezia, rafforzando una visione che unisce tutela del patrimonio, sostegno alla cultura e capacità di attivare nuove progettualità per la città – racconta Katia Da Ros - Il mio mandato si inserisce in questa prospettiva: consolidare il ruolo della Fondazione come piattaforma di relazioni, idee e iniziative concrete per il futuro di Venezia. Accanto alla vocazione originaria per il restauro e la conservazione del patrimonio dei Musei Civici, vogliamo promuovere progetti capaci di generare impatto culturale, visione e continuità nel tempo».
In questo nuovo corso si inserisce anche la collaborazione con Havas Arte e Cultura, presidio di Havas - agenzia globale di Comunicazione, che trasforma l’investimento in arte e cultura in leva strategica di reputazione e crescita. Lavora con aziende e istituzioni per generare valore distintivo, impatto economico e posizionamento.
Havas Arte e Cultura affianca Venice International Foundation come partner nella definizione del posizionamento culturale e della strategia di comunicazione del progetto e delle attività della Fondazione, contribuendo a costruirne un racconto contemporaneo, autorevole e riconoscibile.
«Con Havas Arte e Cultura abbiamo scelto di affiancare Venice International Foundation perché ne condividiamo la visione di dare valore a progetti capaci di tenere insieme patrimonio, contemporaneo e impatto culturale. Crediamo che oggi la comunicazione possa essere uno strumento concreto per rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità, e per accompagnare iniziative che generano valore reale per i territori» - queste le parole di Caterina Tonini CEO Havas Creative Network Italy e Co-Founder; CEO Havas PR Milan.
Brunello Cucinelli s.p.a., main partner, e Banca Ifis, supporter del progetto, sono accomunati dalla convinzione che la cultura sia uno strumento essenziale di crescita sociale ed economica per il Paese, e ne sostengono con visione e responsabilità lo sviluppo.
Il titolo e l’immaginario
KUNSTHAUS PARADISO gioca su una tensione fertile tra due dimensioni: da un lato la Kunsthaus, come luogo di legittimazione istituzionale ma anche casa per l’arte e per gli artisti; dall’altro il Paradiso come dimensione immaginaria di promessa e desiderio.
A Venezia, il Paradiso è anche memoria concreta: il riferimento al leggendario Caffè Paradiso ai Giardini della Biennale evoca una dimensione informale di incontro e scambio che appartiene alla storia culturale della città.
Perché ora
Il progetto nasce in un momento particolarmente significativo: Venezia è ormai un centro dell’arte mondiale attivo tutto l’anno, ma la scena locale d’avanguardia resta spesso marginale, soprattutto durante la Biennale quando l’attenzione internazionale si concentra sulla città. KUNSTHAUS PARADISO risponde a questa condizione creando uno spazio di visibilità e relazione radicato nel tessuto urbano, capace di valorizzare il substrato culturale che alimenta l’identità contemporanea della città.
Inoltre, in un momento in cui il dibattito sull’assenza di artisti italiani alla Biennale Arte 2026 è diventato pubblico, KUNSTHAUS PARADISO offre una risposta tempestiva alla necessità di fare sistema a livello nazionale.
Artisti che abitano la KUNSTHAUS PARADISO:
Giorgio Andreotta Calò, Carolina Raquel Antich, Michele Azzalini, Runo B, Ariele Bacchetti, Giulia Maria Belli, Martina Biolo, Thomas Braida, Michele Bubacco, Mauro Campagnaro, Ornella Cardillo, Simone Carraro, Francesco Casati, Paola Cenati, Francesco Cima, Martina Cocco, Damiano Colombi, Giorgio Maria Crescentini, Fabio De Meo, Barbara De Vivi, Nicola Di Croce, Giuseppe Di Liberto, Daria Dmytrenko, Silvia Faresin, Melania Fusco, Greta Maria Gerosa, Silvia Giordani, Ketty Gobbo, Nadezda Golysheva, Bogdan Koshevoy, Hetty Laycock, Rebecca Loro, Marta Magini, Simone Marconi, Augusto Maurandi, Alessandro Miotti, Anastasya Parvanova, Dora Fiammetta Perini, Chiara Peruch, Federico Polloni, Cristina Porro, Guido Ravanelli, Tommaso Ravasi, Francesco Ronchi, Caterina Rossato, Matilde Sambo, Scafandra, Mattia Sinigaglia, Maddalena Tesser, Maria Todeschini, Rob Van Den Berg, Fabiano Vicentini, Lorenzo Vitturi, Qi Zhang
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