MUSHI 虫. Libellule e altri insetti nella pittura di Stéphane Dubé
Testa d’insetto, 2025, gouache su carta, 42x30 cm.
Dal 8 Maggio 2026 al 30 Agosto 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Museo d’Arte Orientale
Indirizzo: Ca’ Pesaro, Santa Croce 2076
Orari: martedì-domenica ore 10-18
Curatori: Marta Boscolo Marchi, Sachiko Natsume, Giulia Passante
Enti promotori:
- Direzione regionale Musei nazionali Veneto
- in collaborazione con la Galleria Sachiko Natsume
Telefono per informazioni: +39 041 5241173
E-Mail info: drm-ven.orientale@cultura.gov.it
Dall’8 maggio al 30 agosto 2026, al Museo d’Arte Orientale di Venezia, sarà possibile visitare la mostra MUSHI 虫. Libellule e altri insetti nella pittura di Stéphane Dubé.L’esposizione, a cura di Marta Boscolo Marchi, Sachiko Natsume e Giulia Passante, è frutto della collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo d’Arte Orientale e Galleria Sachiko Natsume.
Saranno esposte ventisette opere originali dell’artista, realizzate a gouache su carta, dedicate agli insetti e organizzate in tre sezioni.
La prima, Libellule, propone un dialogo tra le opere dell’artista e la collezione del Museo, dove la libellula, insetto combattivo e tenace, appare frequentemente sulla superficie di articoli militari, netsuke, portapipe, ma anche piccoli mobili. La copiosa presenza di questo insetto, elegante e leggero, e l’essenzialità formale delle sue fattezze, ha ispirato all’artista una serie di quattro grandi composizioni dove la ripetizione produce un pattern ritmico analogo a quello del volo di queste creature.
L’incanto formale e la possibilità di ridurre la morfologia di questi animali a una sintesi grafica ha spinto Stéphane Dubé a produrre tra il 2019 e il 2022 una nutrita sequenza di immagini dedicata alle falene che, stanti e immobili, sono inscrivibili nella forma del triangolo. A questa fanno eco le teste di insetto, che l’artista chiama “testa-occhi”, dove la complessità della superficie, suggerita dai depositi materici e irregolari della gouache, rimanda alla multiformità della visione. Insetto notturno, la falena simboleggia la capacità di orientarsi nel buio e vedere oltre.
Chiude l’esposizione la serie dedicata ai serpenti morti. Nella cultura giapponese il termine 蛇, hebi, si lega al mondo degli insetti tramite il radicale 虫. Il serpente è percepito come una creatura di buon auspicio che porta saggezza, protezione, fertilità, ma anche rinascita e guarigione, per la sua capacità di trasformarsi e modificare la propria pelle. La mostra presenta otto delle cinquanta pitture del ciclo "Serpente morto", che hanno conosciuto uno sviluppo stilistico importante, passando dal serpente in movimento, al serpente massiccio e monumentale, sino a una forma più epurata e quasi aerea, come se, anche nella morte, il serpente avesse continuato a mutare.
Stéphane Dubé è nato nel 1959. Tra il 1979 e il 1981 si trasferisce a Varsavia per studiare all’Accademia di Belle Arti come borsista del governo polacco e successivamente, tra il 1989 e il 1990 all’Accademia di Belle Arti di Kyoto come borsista del governo giapponese. Dal 2024 l’artista vive a Toyama, non lontano dal mare del Giappone, tra montagne e risaie.
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Il 10 maggio alle ore 12.00, la Galleria Sachiko Natsume organizza un evento dedicato al sakè, alla sua storia, alla sua produzione, alle caratteristiche organolettiche, con la partecipazione del maestro Hoshitaro ASADA che produce sakè sulle Dolomiti. Al termine dell’incontro, il maestro offrirà un bicchiere del suo sakè.
L’appuntamento è a numero chiuso, su prenotazione. E’ possibile prenotare solo telefonicamente allo 041 5241173.
Saranno esposte ventisette opere originali dell’artista, realizzate a gouache su carta, dedicate agli insetti e organizzate in tre sezioni.
La prima, Libellule, propone un dialogo tra le opere dell’artista e la collezione del Museo, dove la libellula, insetto combattivo e tenace, appare frequentemente sulla superficie di articoli militari, netsuke, portapipe, ma anche piccoli mobili. La copiosa presenza di questo insetto, elegante e leggero, e l’essenzialità formale delle sue fattezze, ha ispirato all’artista una serie di quattro grandi composizioni dove la ripetizione produce un pattern ritmico analogo a quello del volo di queste creature.
L’incanto formale e la possibilità di ridurre la morfologia di questi animali a una sintesi grafica ha spinto Stéphane Dubé a produrre tra il 2019 e il 2022 una nutrita sequenza di immagini dedicata alle falene che, stanti e immobili, sono inscrivibili nella forma del triangolo. A questa fanno eco le teste di insetto, che l’artista chiama “testa-occhi”, dove la complessità della superficie, suggerita dai depositi materici e irregolari della gouache, rimanda alla multiformità della visione. Insetto notturno, la falena simboleggia la capacità di orientarsi nel buio e vedere oltre.
Chiude l’esposizione la serie dedicata ai serpenti morti. Nella cultura giapponese il termine 蛇, hebi, si lega al mondo degli insetti tramite il radicale 虫. Il serpente è percepito come una creatura di buon auspicio che porta saggezza, protezione, fertilità, ma anche rinascita e guarigione, per la sua capacità di trasformarsi e modificare la propria pelle. La mostra presenta otto delle cinquanta pitture del ciclo "Serpente morto", che hanno conosciuto uno sviluppo stilistico importante, passando dal serpente in movimento, al serpente massiccio e monumentale, sino a una forma più epurata e quasi aerea, come se, anche nella morte, il serpente avesse continuato a mutare.
Stéphane Dubé è nato nel 1959. Tra il 1979 e il 1981 si trasferisce a Varsavia per studiare all’Accademia di Belle Arti come borsista del governo polacco e successivamente, tra il 1989 e il 1990 all’Accademia di Belle Arti di Kyoto come borsista del governo giapponese. Dal 2024 l’artista vive a Toyama, non lontano dal mare del Giappone, tra montagne e risaie.
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L’appuntamento è a numero chiuso, su prenotazione. E’ possibile prenotare solo telefonicamente allo 041 5241173.
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