Silvio Pasqualin. I fiori della Rivoluzione
Silvio Pasqualini, I fiori della rivoluzione, 2022, mixed media su carta intelata, cm. 70x100
Dal 25 Maggio 2022 al 30 Settembre 2022
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Spazio Silvio Pasqualini
Indirizzo: Rio Ca’ Foscari Dorsoduro 3248/b
Orari: tutti i giorni su prenotazione
Curatori: Annarita Rossi
Telefono per informazioni: +39 3477030568
E-Mail info: pasqualini.silvio@libero.it
La nuova serie di dipinti dell’artista Silvio Pasqualini è esposta nella mostra “I fiori della Rivoluzione”, a cura di Annarita Rossi, visitabile tutti i giorni fino al 30 settembre 2022.
Le operenascono in Etruria ed a questa terra sono profondamente connesse, luogo di elezione di Silvio Pasqualini, da lui considerato come porto sicuro, nascosto e protetto, l’Etruria è per l’artista tanto ricca di natura, storia e ispirazione da non poter essere scalfita da energie estranee e dalla frenesia del mondo contemporaneo ad essa tanto lontana.
Il pittore si è rifugiato in quel mondo sospeso, preso da rammarico, dispiacere e persino rabbia per i problemi politici e sociali che affliggono la società negli attuali sconvolgimenti, tentando di ricollegarsi al respiro profondo della Natura , alla ricerca di una possibile via alternativa.
Da qui nascono “I fiori della Rivoluzione” che vogliono indicare un potenziale riscatto, un’inversione di marcia rispetto alla direzione presa dall’umanità nei tempi recenti, e simbolicamente mirano a proporre un capovolgimento della realtà attraverso messaggi visionari e poetici, per offrire un segnale di lotta e speranza, piuttosto che mostrarne la drammaticità.
L’artista ambisce con la sua opera a muovere lo spettatore ad una rivoluzione interiore e con , l’utilizzo del testo, quindi del linguaggio, vuole sottolineare l’importanza del dialogo come ponte tra gli individui, tra noi e l’Altro, in uno spirito di condivisione
Il riferimento a questo ribaltamento di prospettiva, necessaria per sviluppare una nuova coscienza, è caratteristica distintiva della ricerca artistica e intellettuale di Silvio Pasqualini, già presente nelle sue precedenti produzioni.
Il concetto di rivoluzione è considerato dall’Artista sia metaforico, in chiave estetica, che politico, come momento necessario ed ineliminabile nello sviluppo delle istituzioni e per l’evoluzione etica e morale dell’umanità; nella pratica Pasqualini lo traduce nella ricerca di un rapporto totalizzante tra arte, vita ed espressione del pensiero critico. Egli stesso stesso, a questo proposito, afferma che:
“Solo se l’Artista riesce a tornare ad un’Arte “antica”, legata strettamente alla vita e alla ritualità, come nelle simbologie e raffigurazioni arcaiche, riuscirà a far riemergere la visione profetica dell’essere umano, essendo passato, presente e futuro un unicum”.
E citando una frase del poeta tedesco R.M. Rilke, “Siate un giorno soltanto non-moderni, e vedrete quanta eternità avete in voi. Chi sente l’eternità è al di sopra di ogni paura”, l’artista, con le sue opere – manifesto, invita il visitatore a riconsiderarsi come motore per una rivoluzione che inizia interiormente ma mira ad un coinvolgimento globale.
I dipinti de “I fiori della Rivoluzione” sono esposti nella cornice dello Spazio Silvio Pasqualini, una vetrina d’arte e una finestra sui mondi personali degli artisti che di volta in volta sono lì ospitati.
Silvio Pasqualini nasce a Morro d’Alba (AN) nel 1956. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Macerata si trasferisce a Roma dove comincia ad esporre in diverse gallerie e musei per arrivare, a partire dalla fine degli anni ’70, ad esporre in gallerie europee e internazionali. Nel 2000 fonda con gli artisti Berticcioli, Fioramanti e Gasparri il Movimento Artisti Clandestini. Nel 2005, seguendo un coerente percorso etico, artistico e di vita, trasferisce il suo studio a Bassano Romano (TV) e dal 2014 vive e lavora a Venezia.
Le operenascono in Etruria ed a questa terra sono profondamente connesse, luogo di elezione di Silvio Pasqualini, da lui considerato come porto sicuro, nascosto e protetto, l’Etruria è per l’artista tanto ricca di natura, storia e ispirazione da non poter essere scalfita da energie estranee e dalla frenesia del mondo contemporaneo ad essa tanto lontana.
Il pittore si è rifugiato in quel mondo sospeso, preso da rammarico, dispiacere e persino rabbia per i problemi politici e sociali che affliggono la società negli attuali sconvolgimenti, tentando di ricollegarsi al respiro profondo della Natura , alla ricerca di una possibile via alternativa.
Da qui nascono “I fiori della Rivoluzione” che vogliono indicare un potenziale riscatto, un’inversione di marcia rispetto alla direzione presa dall’umanità nei tempi recenti, e simbolicamente mirano a proporre un capovolgimento della realtà attraverso messaggi visionari e poetici, per offrire un segnale di lotta e speranza, piuttosto che mostrarne la drammaticità.
L’artista ambisce con la sua opera a muovere lo spettatore ad una rivoluzione interiore e con , l’utilizzo del testo, quindi del linguaggio, vuole sottolineare l’importanza del dialogo come ponte tra gli individui, tra noi e l’Altro, in uno spirito di condivisione
Il riferimento a questo ribaltamento di prospettiva, necessaria per sviluppare una nuova coscienza, è caratteristica distintiva della ricerca artistica e intellettuale di Silvio Pasqualini, già presente nelle sue precedenti produzioni.
Il concetto di rivoluzione è considerato dall’Artista sia metaforico, in chiave estetica, che politico, come momento necessario ed ineliminabile nello sviluppo delle istituzioni e per l’evoluzione etica e morale dell’umanità; nella pratica Pasqualini lo traduce nella ricerca di un rapporto totalizzante tra arte, vita ed espressione del pensiero critico. Egli stesso stesso, a questo proposito, afferma che:
“Solo se l’Artista riesce a tornare ad un’Arte “antica”, legata strettamente alla vita e alla ritualità, come nelle simbologie e raffigurazioni arcaiche, riuscirà a far riemergere la visione profetica dell’essere umano, essendo passato, presente e futuro un unicum”.
E citando una frase del poeta tedesco R.M. Rilke, “Siate un giorno soltanto non-moderni, e vedrete quanta eternità avete in voi. Chi sente l’eternità è al di sopra di ogni paura”, l’artista, con le sue opere – manifesto, invita il visitatore a riconsiderarsi come motore per una rivoluzione che inizia interiormente ma mira ad un coinvolgimento globale.
I dipinti de “I fiori della Rivoluzione” sono esposti nella cornice dello Spazio Silvio Pasqualini, una vetrina d’arte e una finestra sui mondi personali degli artisti che di volta in volta sono lì ospitati.
Silvio Pasqualini nasce a Morro d’Alba (AN) nel 1956. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Macerata si trasferisce a Roma dove comincia ad esporre in diverse gallerie e musei per arrivare, a partire dalla fine degli anni ’70, ad esporre in gallerie europee e internazionali. Nel 2000 fonda con gli artisti Berticcioli, Fioramanti e Gasparri il Movimento Artisti Clandestini. Nel 2005, seguendo un coerente percorso etico, artistico e di vita, trasferisce il suo studio a Bassano Romano (TV) e dal 2014 vive e lavora a Venezia.
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