Terremoti che distruggono Pompei ed Ercolano
L’attività sismica della zona del Vesuvio visse secoli di riposo fino al 62 d.C., quando un terribile terremoto con epicentro a Pompei, causò danni ingenti alle vicine città (compresa Ercolano). Ma questo era solo il preludio all’evento ben più catastrofico che si sarebbe verificato la mattina del 24 agosto del 79 d.C. (come riportato da Plinio il Giovane), quando in seguito all’eruzione del Vesuvio i materiali fuoriusciti dalla bocca del vulcano distrussero completamente le città di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia.

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«Studium» fondato da Federico II di Svevia
Federico VII Hohenstaufen di Svevia, poi Federico II, è stato uno dei protagonisti più controversi e affascinanti di tutta la storia, non solo medievale. Uomo di grande cultura era noto anche con l’appellativo di Stupor Mundi (Meraviglia del Mondo, per via della sua passione per il sapere). Alla sua grande personalità Napoli deve la fondazione dello «Studium», la prima università statale e laica dell’Occidente, istituito con editto del 5 giugno del 1224.

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Governo del Viceré Pedro de Toledo
Il periodo in cui Pedro de Toledo fu viceré di Napoli per conto di Carlo V d'Asburgo segnò una significativa svolta nella gestione di Napoli, fino ad allora considerata solo come colonia spagnola. Il nuovo viceré, sicuramente il più illuminato in duecento anni di dominazione, in vent’anni di amministrazione provvide al riassetto politico e sociale, dando anche notevole un impulso all’economia e alla risistemazione urbanistica della città.

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Caravaggio arriva a Napoli
A Napoli Caravaggio arrivò, in fuga da Roma dopo l’uccisione di Ranuccio Tomassoni, alla fine del 1606. Nella capitale del viceregno spagnolo l’artista lombardo rimase per circa un anno, lasciandovi opere che si riveleranno di fondamentale importanza per la pittura napoletana contemporanea come per quella dei secoli successivi. A questo breve periodo appartengono capolavori come le Sette opere di Misericordia  per il Pio Monte e la Flagellazione di Capodimonte.

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La rivolta di Masaniello
Tommaso Aniello d’Amalfi, meglio noto come Masaniello, è considerato a Napoli il simbolo della ribellione del popolo alle prevaricazioni del potere. Contrabbandiere e pescivendolo, fu il protagonista della tragica rivolta avvenuta tra il 6 e il 17 luglio del 1647 contro la pressione tributaria imposta dal viceré di Spagna, iniziata con il rogo dei banchi del dazio a piazza del Mercato, e terminata solo 10 giorni dopo con la congiura che portò alla sua morte.

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Scoperta di Ercolano
I primi dissotterramenti nella zona archeologica di Ercolano avvennero agli inizi del XVIII secolo, quando il generale francese Emanuele di Guisa-Lorena, duca d’Olboeuf, venuto a sapere di alcuni rinvenimenti avvenuti durante la costruzione di un pozzo nella proprietà dei frati Alcantarini, cominciò a scavare recuperando numerosi manufatti che utilizzò per abbellire la sua residenza a Portici.

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Inizio degli Scavi di Pompei
L’inizio degli scavi avvenne sotto Carlo di Borbone, Re delle due Sicilie, con il chiaro intento da parte del sovrano di conferire prestigio alla famiglia reale. Il 23 marzo del 1748, sotto la direzione dell’abate napoletano Martorelli e dell’ingegnere militare  Roque de Alcubierre, iniziarono i lavori che portarono ai primi rinvenimenti, tra i quali monete, affreschi, statue e lo scheletro di una vittima dell’eruzione.

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Il decennio francese
L’inizio della dominazione napoleonica avvenne quando l’imperatore, dopo aver riconquistato Napoli a spese di Ferdinando I di Borbone, affidò il trono a suo fratello Giuseppe. A Giuseppe, divenuto re di Spagna nel 1808, subentrò il generale francese Gioacchino Murat, sposo di Carolina Bonaparte, che fu subito benvoluto dalla popolazione napoletana. Il suo regno finì con la restaurazione dei Borboni a Napoli e la condanna a morte inflittagli tramite fucilazione a Pizzo Calabro il 15 ottobre del 1815.

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Prima ferrovia d'Italia Napoli-Portici
Durante il regno trentennale di Ferdinando II di Borbone, Napoli ebbe un notevole sviluppo nel campo scientifico-tecnologico. La città fu la prima d’Italia ad avere l’illuminazione alimentata a gas e, nell'ottobre del 1839, fu inaugurata la Napoli-Portici, la prima ferrovia italiana, con dieci anni di anticipo rispetto alla tratta Torino-Moncalieri.

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Garibaldi entra a Napoli
L’ingresso a Napoli delle truppe guidate da Giuseppe Garibaldi, 7 settembre del 1860, segnò la fine del regno Borbonico, con Francesco II costretto a rifugiarsi a Gaeta. Determinante per la vittoria delle milizie di Garibaldi fu l’apporto dell’esercito del Regno di Sardegna, preventivamente messo in moto dai Savoia nel timore che Garibaldi, una volta giunto a Napoli, cadesse nella tentazione di fondare una repubblica indipendente dal nascente Regno d’Italia.

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Le quattro giornate di Napoli
Tra il 27 e 30 settembre del 1943, la popolazione napoletana si ribellò alle truppe naziste capitanate dal colonnello Walter Schöll, che avevano preso possesso della città dopo la proclamazione dell’Armistizio (3 settembre). Gruppi di insorti assaltarono l’armeria di Castel Sant’Elmo e nei quattro giorni successivi combatterono in sanguinosi scontri contro le truppe tedesche nelle zone del Vomero e di Capodimonte, fino al 1 ottobre quando entrarono i primi carri armati degli “alleati” in città.

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Napoli ATTRAVERSO I SECOLI