Da novembre a Palazzo Fava
Michelangelo e Bologna, storia di un incontro
Affreschi di Palazzo Fava I Courtesy Fondazione Carisbo
Francesca Grego
16/09/2025
Bologna - Bologna celebra il 550° compleanno di Michelangelo con una grande mostra. A partire dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 nello storico Palazzo Fava, cuore pulsante del Rinascimento bolognese, scopriremo il maestro da una prospettiva diversa dal solito, quella delle sue relazioni con il capoluogo emiliano. Il Buonarroti fu a Bologna in due fasi importanti della sua vita, lasciandovi in entrambi i casi opere significative. La prima visita risale al 1494, in seguito alla cacciata dei Medici da Firenze, quando il giovane artista trovò rifugio nella città felsinea e qui ricevette prestigiose commissioni. Il secondo soggiorno, tra il 1506 e il 1508, vede il genio rinascimentale ormai pienamente maturo rispondere a un invito di papa Giulio II, preludio alla colossale impresa della Cappella Sistina.
Sculture, disegni, calchi storici, libri antichi e rari documenti d’archivio popoleranno il percorso di Michelangelo e Bologna, a cura di Cristina Acidini e Alessandro Cecchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Casa Buonarroti, che ricostruirà i trascorsi del Buonarroti in città momento per momento. Il racconto della mostra parte da Firenze, dove, nel vivace ambiente culturale promosso da Lorenzo il Magnifico, il giovane artista si confronta con la scultura classica, lo studio anatomico e la tensione espressiva del corpo umano. Opere come la Madonna della Scala, scolpita in età adolescenziale e concessa eccezionalmente in prestito da Casa Buonarroti, raccontano già l’eccezionale talento dell’artista.
Giunto a Bologna 1494, Michelangelo riceve un importante incarico: completare alcune statue per l’Arca di San Domenico. Le sculture di San Procolo, dell’Angelo reggicandelabro e di San Petronio sono le testimonianze della precoce maturità del Buonarroti e del suo primo confronto con la scultura emiliana, segnando l’inizio di un proficuo dialogo con l’identità artistica della città. In questo periodo a Bologna dominano i Bentivoglio, potente famiglia che, tra Quattrocento e Cinquecento, promuovono un vivace clima culturale. La mostra lo racconterà con ritratti, opere d’arte, documenti e oggetti d’epoca, evidenziando l’impatto che Bologna ebbe sulla crescita di Michelangelo e sui suoi primi rapporti con il potere.
L’ultima parte dell’esposizione è dedicata al secondo soggiorno bolognese del maestro, tra il 1506 e il 1508. Figura chiave di questo periodo è Papa Giulio II, che assoggetta Bologna allo Stato della Chiesa cambiando il corso della sua storia e avviando, anche grazie alla presenza di grandi artisti, una nuova stagione del Rinascimento in città. Michelangelo è chiamato dal pontefice a realizzare una colossale statua bronzea che ne riproduca le sembianze, destinata alla facciata di San Petronio. La scultura, oggi perduta, è al centro di una vicenda che riflette il rapporto complesso e appassionato tra l’artista e il papa, preludio alla monumentale impresa della volta della Cappella Sistina. La mostra presenterà alcune lettere autografe del Buonarroti, preziosi documenti del suo rapporto con Giulio II, con i familiari, e del contesto dell’epoca, comprese alcune testimonianze della diffusione della peste. Da non perdere sarà un disegno originale di Michelangelo, studio per la tomba di Giulio II.
Promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna nell’ambito del progetto Genus Bononiae e prodotta da Opera Laboratori, l’esposizione sarà anticipata da due Affreschi musicali, conversazioni-concerto incentrate su composizioni e danze del Rinascimento, sull’attività poetica di Michelangelo e sull’impatto della sua arte sul mondo della musica attraverso i secoli.
Sculture, disegni, calchi storici, libri antichi e rari documenti d’archivio popoleranno il percorso di Michelangelo e Bologna, a cura di Cristina Acidini e Alessandro Cecchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Casa Buonarroti, che ricostruirà i trascorsi del Buonarroti in città momento per momento. Il racconto della mostra parte da Firenze, dove, nel vivace ambiente culturale promosso da Lorenzo il Magnifico, il giovane artista si confronta con la scultura classica, lo studio anatomico e la tensione espressiva del corpo umano. Opere come la Madonna della Scala, scolpita in età adolescenziale e concessa eccezionalmente in prestito da Casa Buonarroti, raccontano già l’eccezionale talento dell’artista.
Giunto a Bologna 1494, Michelangelo riceve un importante incarico: completare alcune statue per l’Arca di San Domenico. Le sculture di San Procolo, dell’Angelo reggicandelabro e di San Petronio sono le testimonianze della precoce maturità del Buonarroti e del suo primo confronto con la scultura emiliana, segnando l’inizio di un proficuo dialogo con l’identità artistica della città. In questo periodo a Bologna dominano i Bentivoglio, potente famiglia che, tra Quattrocento e Cinquecento, promuovono un vivace clima culturale. La mostra lo racconterà con ritratti, opere d’arte, documenti e oggetti d’epoca, evidenziando l’impatto che Bologna ebbe sulla crescita di Michelangelo e sui suoi primi rapporti con il potere.
L’ultima parte dell’esposizione è dedicata al secondo soggiorno bolognese del maestro, tra il 1506 e il 1508. Figura chiave di questo periodo è Papa Giulio II, che assoggetta Bologna allo Stato della Chiesa cambiando il corso della sua storia e avviando, anche grazie alla presenza di grandi artisti, una nuova stagione del Rinascimento in città. Michelangelo è chiamato dal pontefice a realizzare una colossale statua bronzea che ne riproduca le sembianze, destinata alla facciata di San Petronio. La scultura, oggi perduta, è al centro di una vicenda che riflette il rapporto complesso e appassionato tra l’artista e il papa, preludio alla monumentale impresa della volta della Cappella Sistina. La mostra presenterà alcune lettere autografe del Buonarroti, preziosi documenti del suo rapporto con Giulio II, con i familiari, e del contesto dell’epoca, comprese alcune testimonianze della diffusione della peste. Da non perdere sarà un disegno originale di Michelangelo, studio per la tomba di Giulio II.
Promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna nell’ambito del progetto Genus Bononiae e prodotta da Opera Laboratori, l’esposizione sarà anticipata da due Affreschi musicali, conversazioni-concerto incentrate su composizioni e danze del Rinascimento, sull’attività poetica di Michelangelo e sull’impatto della sua arte sul mondo della musica attraverso i secoli.
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