Fino al 28 giugno al Museo di San Domenico

Tutte le sfumature del Barocco in mostra a Forlì

Barocco. Il Gran Teatro delle Idee I Courtesy Museo di San Domenico, Forlì
 

Francesca Grego

23/02/2026

Forlì-Cesena - Le multiformi meraviglie del Barocco brillano nella nuova mostra del Museo di San Domenico di Forlì: circa 200 capolavori restituiscono il ritratto di un’epoca complessa, ricca di vitalità e sfaccettature, in un’indagine che va oltre l’ambito puramente estetico, per guardare l’arte in relazione con la storia, le idee, il sentire di un secolo. Creata in collaborazione con le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, Barocco. Il Gran Teatro delle Idee riunisce fino al prossimo 28 giugno opere di maestri del Seicento come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Caravaggio, Guido Reni, i Carracci, Rubens, Van Dyck, Artemisia e Orazio Gentileschi, Pietro da Cortona. Ma non finisce qui. Dopo aver sondato in profondità e da molteplici prospettive un secolo tanto esuberante quanto inafferrabile, la mostra esplora i suoi legami con un tempo più recente, e in particolare gli influssi esercitati sui grandi artisti del Novecento, da Umberto Boccioni a Giorgio De Chirico, da Lucio Fontana a Francis Bacon. Tanti e prestigiosi i prestatori coinvolti: accanto a Palazzo Barberini,  l’Albertina di Vienna, il Prado di Madrid, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte. 

Cuore del racconto è la Roma dei papi, dove il Barocco nasce per poi contagiare tutte le regioni d’Europa, in una febbre vivificante che spinge sovrani e mecenati a promuovere un profondo rinnovamento nella pittura e nelle lettere, nell’architettura e nell’urbanistica. Come osserva Gianfranco Brunelli, Direttore delle Grandi Mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: “Il Seicento fu Roma. La città dei papi erede della città dei cesari. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, Roma richiama i migliori talenti artistici, le élite intellettuali, gli spiriti eccelsi dei nuovi ordini religiosi, nel clima della riorganizzazione politica e religiosa promossa dalla Riforma cattolica e dalla Controriforma dopo il Concilio di Trento. L’arte è al centro della riconquista della cristianità da parte del papato. Ne è il linguaggio espressivo. E quel che in seguito verrà chiamato, in maniera dispregiativa, Barocco, sottolineandone l’irregolarità, la bizzarria, la stravaganza, ne è la cifra simbolica. Il Barocco è la dimensione culturale del secolo”.     


Barocco. Il Gran Teatro delle Idee I Courtesy Museo di San Domenico, Forlì

Da Roma parte quindi il percorso a cura di Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Dehmer, Fernando Mazzocca e Francesco Petrucci. Nella Città Eterna, a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, le rovine dell’antichità che continuano a emergere dal sottosuolo si fanno detonatore di una nuova sensibilità. Nel contorto Laocoonte, nella tensione muscolare del Torso del Belvedere o del Galata del MANN di Napoli si specchiano turbamenti inediti, mentre Caravaggio irrompe sulla scena con la sua pittura drammatica, carnale, rivoluzionaria. Da qui decolliamo per esplorare la galassia del Barocco nelle sue numerose manifestazioni: le architetture di Borromini e Bernini, che fecero dell’Urbe “il più grande spettacolo del mondo”, rappresentate da disegni e modelli, o la ritrattistica del potere, con Diego Velàsquez come punta di diamante, fino a oggetti preziosi e teatrali, costruiti per stupire, rarità da wunderkammer - è questa la stagione d’oro delle camere delle meraviglie - e strumenti scientifici d’avanguardia, come il microscopio o il cannocchiale, testimonianze di un’epoca di scoperte dirompenti. 

La sezione Visioni mistiche. Lo spirito, la carne, l’estasi conduce senza indugio “sotto la pelle” del Barocco, alla scoperta dell’aspetto più intenso ed emozionante dell’estetica seicentesca, dove il rapporto con il divino si traduce in un trasporto fisico travolgente, dal San Francesco in meditazione di Caravaggio al Cristo legato e alla Beata Ludovica Albertoni di Bernini, qui presente attraverso la testimonianza del Baciccio. Le nature morte - altra novità di questo periodo - ricordano all’uomo che ogni gloria è caduca, mentre i dipinti di genere venuti dal Nord portano sulla tela il mondo dei ceti popolari. 


Barocco. Il Gran Teatro delle Idee I Courtesy Museo di San Domenico, Forlì

Il sacro e il profano della tradizione si fanno scenografici, spettacolari, grazie a soluzioni ingegnose pensate per stupire e muovere gli animi, come raccontano sezioni dedicate alle forme della devozione e all’allegoria nella pittura mitologica. “Non esiste stagione della storia europea in cui l’immagine abbia assunto un ruolo tanto consapevole e strategico quanto nel Seicento. Con il Barocco l’arte smette di essere semplice rappresentazione e diventa costruzione di realtà. Lo spazio si dilata, le superfici si aprono, la luce diventa materia attiva”, scrivono i curatori: “Il Barocco è il momento in cui l’arte europea comprende definitivamente la propria forza. L’immagine non è più solo specchio del mondo, ma strumento capace di modellarlo. È qui che il visibile diventa dispositivo critico, capace di orientare lo sguardo collettivo, di costruire identità, di mettere in scena conflitti. È in quella consapevolezza dell’immagine - nella sua capacità di persuadere, emozionare, organizzare il mondo - che affonda una parte decisiva della nostra cultura visiva. E da lì continua a interrogare il presente”.    

 
Barocco. Il Gran Teatro delle Idee I Courtesy Museo di San Domenico, Forlì

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