I FILANTROPI ESISTONO ANCORA. UNO DI LORO HA SALVATO I QUADRI DI ZURBARÀN

19/04/2011

WEB: http://www.arcadja.com/artmagazine/it/2011/04/19/i-filantropi-esistono-ancora-uno-di-loro-ha-salvato-i-quadri-di-zurbaran/


Può sembrare incredibile ma un ricco signore inglese ha deciso poche settimane fa di affrontare un investimento ad occhi chiusi, senza vedere l'oggetto dei suoi desideri, e soprattutto ha scelto poi di non tenerlo tutto per sé.
Il generoso donatore è Jonathan Ruffer, manager affermato che ha deciso di spendere parte del suo patrimonio -  da100 milioni di sterline - per acquistare opere d'arte e lasciarle a disposizione della comunità.
Tutto è iniziato settimane fa, quando la Chiesa anglicana aveva deciso di vendere 13 dipinti dell'artista spagnolo Francisco de Zurbarán in suo possesso. I capolavori del XVII secolo, che ritraggono Giacobbe e i suoi figli, dovevano essere messi all'asta dai commissari della chiesa al fine di raccogliere fondi per la manutenzione del luogo in cui sono esposti, Auckland Castle, sede del vescovo di Durham.
Ma, dopo essere venuto a conoscenza della soluzione proposta, respinta da alcuni fedeli e appassionati d'arte, il cinquantanovenne signor Ruffer, pur molto devoto, ha deciso di intervenire. In realtà oltre 3.000 persone avevano firmato una petizione per impedire la vendita delle opere e in un primo momento anche Ruffer si era opposto a questa decisione, ma poi ha subito compreso che poteva porvi rimedio: “Ero l'unico in grado di fare qualcosa in proposito. Avevo a disposizione 15 milioni di sterline e volevo fare qualcosa per il nord-est, da dove provengo. Poi io colleziono quadri simili”. Ed ha poi continuato: “Il mio primo intento era di carattere commerciale, volevo comprare i quadri e tenerli per me, ma poi ho capito che avrei potuto fare qualcosa di più importante”. Così Mr. Ruffer ha acquistato i dipinti, ma ha deciso di lasciarli nella loro attuale sede dove tutti li possono ammirare. Una scelta audace, ma allo stesso tempo encomiabile.
Per il generoso filantropo, cresciuto nel villaggio di Stokesley nello Yorkshire del nord, l'arte possiede un forte potere simbolico e, secondo lui, anche questi quadri hanno lo stesso valore di un monumento, sono un motivo di orgoglio e rappresentano ormai un emblema del luogo in cui si trovano.
I preziosi dipinti, infatti, realizzati da Zurbarán (coevo ad  El Greco e Velázquez) tra il 1640 e il 1645, sono ad  Auckland Castle dal 1756, quando il vescovo  Richard Trevor li acquistò per 124 sterline, probabilmente dopo essere stati recuperati dal Sud America. Solo un'opera, la tredicesima, che raffigura il figlio più giovane di Giacobbe, Beniamino, è in realtà attribuibile ad un copista e critico d'arte del XVIII secolo,  Arthur Pond.
Le opere sono appese a due metri e mezzo d'altezza nella monumentale Long Dining Room del castello, che è la casa dei vescovi di Durham da oltre 800 anni e rimane aperta al pubblico in estate.
L'acquisto è avvenuto in maniera singolare, a scatola chiusa, poiché Ruffer non aveva mai visto i dipinti prima di acquistarli: a “giustificazione” di questa sua eccentricità, ha detto di essere una persona molto occupata. Nei giorni scorsi, però, il benefattore ha constatato di persona il frutto della sua spesa milionaria e questa è la sua dichiarazione: “Sono contento di vedere i quadri, perché è un po' strano aver preso una decisione senza averne preso visione prima.  È quasi come stringere la mano a dei vecchi amici”.
Inoltre Jonathan Ruffer, che ora per il suo gesto altruista non desidera certo essere definito “la Madre Teresa del nord-est”, ha anche scherzato sull'acquisto dei dipinti, affermando che alleggerire i suoi risparmi gli avrebbe reso la vita più semplice, forse evitandogli di essere riconosciuto solo per i suoi soldi.  
Oggi, grazie anche all'ausilio di un altro milione di sterline da parte della Fondazione Rothschild e all'appoggio della National Trust, la Chiesa d'Inghilterra ha trasformato il castello di Auckland in un centro d'arte e del patrimonio del nord-est ancor più frequentato dal pubblico.
Secondo il vescovo di Londra, Richard Chartres, il gesto di Ruffer “ha reso possibile il più raro degli scenari”, conciliando mondo degli affari e generosità....

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