Il governo rinuncia a Rose sotto gli alberi, unica opera del pittore nelle collezioni nazionali

Il Museo d'Orsay dice addio al suo Klimt: la Francia restituisce ai legittimi proprietari la tela sottratta dai nazisti

Gustav Klimt, Rosiers sous les arbres, 1905, Olio su tela, Parigi, Museo d'Orsay
 

Samantha De Martin

16/03/2021

Nella vita di un museo, dove l'acquisizione di un'opera d’arte, per quanto costosa e complessa, rientra pur sempre nella routine, un capolavoro che se ne va fa sempre notizia. E lo fa ancora di più se l’opera in questione è un masterpiece del Musée d’Orsay, unica opera pittorica di Gustav Klimt di cui la Francia sia proprietaria, dipinta durante le vacanze estive a Litzlberg, dove l’artista soggiornò nel 1904 e nel 1905. Rose sotto gli alberi, questo il titolo dell’olio su tela, un metro per un metro, una sorta di mosaico scolpito da brevi tratti di pennello, dove la resa delle rose e del fogliame è affidata a tocchi di colore che evocano una decorazione dominata dal verde, lascerà presto il museo parigino dopo 41 anni trascorsi in collezione.

Per volontà del governo francese, infatti, la tela sarà restituita alla famiglia ebrea alla quale l’opera fu indebitamente sottratta dai nazisti nel 1938.


Gustav Klimt nel 1905 | Foto: © Моріс Нар | Public Domain

Rosiers sous les arbres: le peripezie dell’opera di Klimt

Riuscireste a immaginare che quest’opera, capace di infondere in chiunque la osservi, una sensazione di serenità nella sua esplosione vivace di verdi, gialli, viola, sia stata oggetto di una drammatica spoliazione avvenuta ormai 83 anni fa?
La tela apparteneva all’ebrea Nora Stiasny che, nell’agosto del 1938, fu privata dei suoi beni durante una vendita forzata. E alla famiglia di Nora ritornerà, secondo quanto annunciato dal ministro della Cultura francese, Roselyne Bachelot-Narquin, che ha avviato la procedura per la restituzione del dipinto.
La decisione, di grande impatto, giunge al termine di un complesso lavoro di ricerca svolto dal Museo d'Orsay sotto la guida del suo presidente, Laurence des Cars.
Erano trascorsi pochi mesi dall'annessione dell’Austria alla Germania di Hitler, quando Nora Stiasny, nipote dei collezionisti Viktor e Paula Zuckerkandl, fu costretta a vendere al professor Philipp Häusler - membro del partito nazista, e per un importo di gran lunga inferiore al prezzo di mercato - il dipinto di Klimt.
Solo quattro anni più tardi Nora avrebbe conosciuto il dramma dell'Olocausto, deportata e assassinata assieme alla madre, al marito e al figlio.

Dal 1980 le Rosiers sous les arbres di Klimt nella collezione del Museo d’Orsay

Nel 1980 lo stato francese acquista il dipinto per il futuro Musée d´Orsay, ignorandone la provenienza. Nulla all'epoca lasciava presagire che quel vibrante mosaico a colori fosse il frutto di una spoliazione. Solo più tardi una ricerca congiunta condotta dal Museo d'Orsay, del Ministero della Cultura, della Galleria Belvédère, assieme ai rappresentanti dei discendenti di Nora Stiasny, ha confermato la verità sull’opera.


Una veduta su Parigi dall'interno del Musée d’Orsay, Architetti Gae Aulenti, Victor Laloux, Emile Bénard

Un’opera inalienabile

Tuttavia ancora per un po’ il quadro resterà a Parigi, trattandosi di un’opera inalienabile, appartenente alle collezioni nazionali della Francia. Per questo motivo, al fine di rendere effettiva la restituzione di Rose sotto gli alberi ai legittimi proprietari, il Governo francese presenterà una proposta di legge per autorizzare l'uscita dell'opera dalle proprie collezioni.

“Questa decisione di procedere con la restituzione di un'opera importante dalle collezioni pubbliche testimonia il nostro impegno verso la giustizia e la riparazione nei confronti delle famiglie depredate” ha precisato il ministro della Cultura Roselyne Bachelot-Narquin, ribadendo che “il ministero continuerà l'essenziale lavoro di ricerca svolto sulle collezioni pubbliche francesi”.

Il dibattito relativo ai beni trafugati durante la Shoah, e più in generale nel corso della Seconda Guerra Mondiale, è un argomento ancora oggi di forte discussione. Apripista, in tal senso, era stato il direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, nell'avanzare, due anni fa, la storica richiesta di rimpatrio del Vaso di fiori di Jan van Huysum, “rubato” dall’esercito tedesco nel 1940.
La vicenda si era conclusa con il fortunato rientro dell’opera a Palazzo Pitti. Il dipinto, trafugato da soldati della Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale è stato restituito all’Italia il 19 luglio del 2019.

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