Il Palazzo della Signoria di Jesi

Il palazzo della Signoria di Jesi
 

27/02/2002

Il Palazzo della Signoria di Jesi, costruito tra il 1486 e il 1498 sulle fondamenta dell’antico teatro romano, è uno splendido esempio dello stile rinascimentale di Francesco di Giorgio Martini. In quegli anni infatti l’architetto della città di Siena realizzò numerose opere in diverse località delle Marche, tra cui la nuova ala del Palazzo del Duca Federico da Montefeltro ad Urbino. L’edificio quadrangolare, dall’armonica struttura è suddiviso in tre piani dalle cornici che formano sull’elegante facciata in laterizio, il doppio ordine di finestre a croce guelfa con le relative cornici in pietra, finemente incise. Sopra al portale d'ingresso risalente al 1558, si trova un’edicola rettangolare decorata con putti e festoni, con il grande leone rampante, stemma della città di Jesi, anch’esso progettato dall’architetto senese (e scolpito in pietra nel 1498 da Michele di Giovanni da Milano e dal figlio Alvise). Sotto vi è una scritta latina così tradotta: "Re Esio lo concesse, Federico II Imperatore lo coronò, la Repubblica, pontificando Alessandro IV, lo pose". Il Palazzo in realtà non ebbe mai una vera Signoria, ma fu sede del Gonfaloniere e dei Priori, centro quindi della Magistratura cittadina. La torre che si vede oggi è una riedificazione, peraltro mai terminata per mancanza di fondi, di quella costruita nel 1551, alta, a tre ordini merlati con cupola finale, crollata per un terremoto nel 1657. Lo spazio del cortile interno, secondo il progetto di Francesco di Giorgio, è delimitato dal susseguirsi degli archetti sorretti dai pilastri con mattoni a vista e capitelli scanalati. Attorno al pozzo in pietra costruito da Giovanni di Gabriele da Como, spostato più dietro rispetto al centro del cortile, è posto l'ambulacro del portico da cui partono le due scale a rampa rettilinea, che portano ai piani superiori. Stilisticamente il secondo ordine si differenzia dal primo, con le bianche e leggere colonne che si rifanno alle architetture veneziane. Difatti fu Andrea Sansovino, chiamato a Jesi nel 1519, a disegnarle: realizzate in pietra d'Istria, le colonne dai capitelli corinzi sorreggono le volte a crociera del loggiato. La Sala principale che si trova al primo piano ha un soffitto ligneo a cassettoni con lacunari, opera di Pieramore di Bartolomeo Pierleoni, terminata nel 1525. Qui ritroviamo, scolpito al centro del soffitto, lo scudo con il leone, stemma di Jesi. Il palazzo della Signoria ospitava la Pinacoteca Comunale (con un consistente gruppo di opere di Lorenzo Lotto eseguite tra il 1512 e il 1539 per le chiese di S. Francesco al monte e S. Floriano) e il Museo civico. Entrambi sono stati spostati (rispettivamente nel 1980 e nel 2001) a Palazzo Pianetti in Via XV Settembre, mentre è rimasta la Biblioteca Planettiana, donata al Comune agli inizi del ‘900 dalla famiglia Pianetti.

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