Dal 26 settembre a Palazzo Strozzi e Museo di San Marco
L’irripetibile mostra su Beato Angelico in arrivo a Firenze

Beato Angelico, Giudizio universale (dettaglio), 1425-1428 circa, Firenze, Museo di San Marco
Francesca Grego
11/07/2025
Firenze - Sarà una delle mostre da non perdere nella prossima stagione quella che, a partire dal prossimo 26 settembre, celebrerà Beato Angelico tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco. È da settant’anni esatti, e precisamente dalla storica monografica del 1955, che Firenze non dedica una grande mostra al maestro rinascimentale. Ma l’attesa sarà premiata: frutto di quattro anni di lavoro, l’esposizione in arrivo riunirà capolavori da prestigiosi musei e collezioni private di tutto il mondo, oltre che da chiese e istituzioni del territorio, per offrire una ricognizione a tutto tondo sull’arte del frate pittore.
A cura di Carl Brandon Strehlke, curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, con Stefano Casciu, direttore regionale dei Musei nazionali Toscana, e Angelo Tartuferi, già direttore del Museo di San Marco, Beato Angelico esplorerà a fondo la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di uno dei più grandi maestri italiani di tutti i tempi, a confronto con pittori come Masaccio, Jan van Eyck, Lorenzo Monaco, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.

Guido di Pietro, poi Fra' Giovanni detto il Beato Angelico, Pala di Santa Trinita (Deposizione dalla croce). Tempera su tavola. Museo di San Marco, Firenze
Partendo dall’eredità tardo gotica, Beato Angelico è noto per aver traghettato la pittura fiorentina e italiana nell'era del Rinascimento, segnalandosi per l’innovativo impiego della prospettiva e per l’uso senza precedenti della luce nel definire il rapporto tra le figure e lo spazio circostante. La mostra sottolineerà le novità introdotte dall’artista nel panorama del suo tempo e l’altissima qualità della sua pittura, evidenziandone al contempo il profondo senso religioso fondato su una meditazione sul sacro in stretta connessione con l’umano.
Dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 testimoni di questa storia straordinaria saranno dipinti, disegni, sculture, miniature, in un percorso reso ancora più prezioso da capolavori restaurati per l’occasione, opere disperse da tempo e pale d’altare ricomposte per la prima volta dopo centinaia di anni. Tra i restauri eccellenti spicca quello della Deposizione di Santa Trinita, conservata proprio al Museo di San Marco, con cui Beato Angelico rivoluzionò il modello della pala d’altare medievale per dar vita a uno spazio unico, dall’impatto coinvolgente e teatrale. Un progetto senza precedenti per valore scientifico e culturale, sottolineano gli organizzatori, frutto della collaborazione tra Fondazione Palazzo Strozzi, Ministero della Cultura - Direzione regionale Musei nazionali Toscana e Museo di San Marco, che offrirà l’occasione di apprezzare la pittura di Fra Angelico come mai prima.
Leggi anche:
• Restaurata la Pala di Santa Trinita, capolavoro di Beato Angelico
A cura di Carl Brandon Strehlke, curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, con Stefano Casciu, direttore regionale dei Musei nazionali Toscana, e Angelo Tartuferi, già direttore del Museo di San Marco, Beato Angelico esplorerà a fondo la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di uno dei più grandi maestri italiani di tutti i tempi, a confronto con pittori come Masaccio, Jan van Eyck, Lorenzo Monaco, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.

Guido di Pietro, poi Fra' Giovanni detto il Beato Angelico, Pala di Santa Trinita (Deposizione dalla croce). Tempera su tavola. Museo di San Marco, Firenze
Partendo dall’eredità tardo gotica, Beato Angelico è noto per aver traghettato la pittura fiorentina e italiana nell'era del Rinascimento, segnalandosi per l’innovativo impiego della prospettiva e per l’uso senza precedenti della luce nel definire il rapporto tra le figure e lo spazio circostante. La mostra sottolineerà le novità introdotte dall’artista nel panorama del suo tempo e l’altissima qualità della sua pittura, evidenziandone al contempo il profondo senso religioso fondato su una meditazione sul sacro in stretta connessione con l’umano.
Dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 testimoni di questa storia straordinaria saranno dipinti, disegni, sculture, miniature, in un percorso reso ancora più prezioso da capolavori restaurati per l’occasione, opere disperse da tempo e pale d’altare ricomposte per la prima volta dopo centinaia di anni. Tra i restauri eccellenti spicca quello della Deposizione di Santa Trinita, conservata proprio al Museo di San Marco, con cui Beato Angelico rivoluzionò il modello della pala d’altare medievale per dar vita a uno spazio unico, dall’impatto coinvolgente e teatrale. Un progetto senza precedenti per valore scientifico e culturale, sottolineano gli organizzatori, frutto della collaborazione tra Fondazione Palazzo Strozzi, Ministero della Cultura - Direzione regionale Musei nazionali Toscana e Museo di San Marco, che offrirà l’occasione di apprezzare la pittura di Fra Angelico come mai prima.
Leggi anche:
• Restaurata la Pala di Santa Trinita, capolavoro di Beato Angelico
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Mondo | L'Austria omaggia le donne nell’arte
La carica delle artiste. Tra Vienna e Linz quattro mostre da non perdere, da Michaelina Wautier a Marina Abramović
-
Udine | Dall’11 ottobre al 12 aprile a Passariano di Codroipo (Udine)
A Villa Manin un viaggio tra oltre cento opere per raccontare i confini, da Turner e Monet a Hopper
-
Pavia | A settembre la grande mostra al Castello Visconteo
Pavia 1525, storie d’arti e di battaglia dalla perla del Rinascimento lombardo
-
Cremona | Dal 18 ottobre all’11 gennaio al Museo Civico di Crema e del Cremasco
"Ver Sacrum" e la grafica della Secessione viennese. In arrivo a Crema le illustrazioni dei grandi maestri, da Klimt a Mucha
-
Dal 25 al 31 agosto sul piccolo schermo
La settimana dell'arte in tv, dai grandi musei d'Italia a Vermeer
-
Mondo | Dal 17 ottobre ad Amsterdam
A casa: la vita ai tempi di Rembrandt e Vermeer in mostra al Rijksmuseum