Dal 19 maggio
Muybridge e il sogno di far volare i cavalli
Eadweard Muybridge, Cavallo al galoppo, 1878, 30 x 25.50, Wellcome Library di Londra | © Wellcome Images
Ludovica Sanfelice
16/05/2016
Milano - Utilizzando la fotografia come strumento di osservazione e studio, Eadweard Muybridge arrivò al galoppo a stravolgere l'idea di rappresentazione negli artisti del suo tempo e finì per piazzarsi nel capitolo dei manuali di Storia del cinema riservato ai suoi pionieri.

Tutto, come sempre accade nelle storie che parlano di progresso, cominciò con una sfida lanciata da Leland Stanford, magnate delle ferrovie che assunse Muybridge perchè verificasse le sue ipotesi sul movimento del cavallo in corsa. Possibile che le quattro zampe del fiero animale potessero risultare contemporaneamente staccate dal suolo? Possibile insomma che in un certo senso il cavallo volasse?
Avvalendosi di 24 fotocamere collegate in un circuito sistemato lungo il percorso battuto dal cavallo e attivate al tocco dello zoccolo, oltre ad ottenere un brevetto, Muybridge potè documentare scientificamente in sequenza la dinamica del movimento osservando come in effetti le zampe si sollevassero anche all'unisono per qualche istante ma in una posizione diversa da quella rappresentata ad esempio da Gericault nel dipinto Il Derby a Epson.
Una rivelazione per altri artisti contemporanei come Degas che rimasero impressionati dalla lezione e compresero quanto alla fotografia si dovesse riconoscere il ruolo di fonte di documentazione più affidabile dell'occhio umano.
Ai cavalli seguirono il volo degli uccelli e presto anche l'osservazione degli animali dello Zoo di Philadelphia. E in una sorta di naturale linea evolutiva Muybridge arrivò infine all'uomo. Nudo e in azione, mentre correva, tirava di scherma, saliva le scale, sollevava e trasportava pesi. L'ossessione di catturare il movimento si riversò quindi nella messa a punto dello Zoopraxiscopio, uno strumento di lettura veloce delle immagini che venivano proiettate e rese visibili in sequenza.
Ricorda qualcosa?
Finalmente una mostra intitolata "Muybridge Recall" porterà per la prima volta in Italia la produzione dell'inquieto pioniere e gli offrirà allogio a Milano presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese a Palazzo delle Stelline dal 19 maggio al 1 ottobre.
L'allestimento curato da Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, oltre a presentare 50 scatti cronofotografici su lastra, ricomporrà un modello rivisto e attualizzato dei set costruiti da Muybridge che nella serata inaugurale (il 18 maggio dalle 19 alle 20) si animerà grazie ad una performance.
Vedi anche:
- Muybridge Recall
- Eadweard Muybridge. Prima del cinema
- Guida d'Arte di Milano

Tutto, come sempre accade nelle storie che parlano di progresso, cominciò con una sfida lanciata da Leland Stanford, magnate delle ferrovie che assunse Muybridge perchè verificasse le sue ipotesi sul movimento del cavallo in corsa. Possibile che le quattro zampe del fiero animale potessero risultare contemporaneamente staccate dal suolo? Possibile insomma che in un certo senso il cavallo volasse?
Avvalendosi di 24 fotocamere collegate in un circuito sistemato lungo il percorso battuto dal cavallo e attivate al tocco dello zoccolo, oltre ad ottenere un brevetto, Muybridge potè documentare scientificamente in sequenza la dinamica del movimento osservando come in effetti le zampe si sollevassero anche all'unisono per qualche istante ma in una posizione diversa da quella rappresentata ad esempio da Gericault nel dipinto Il Derby a Epson.
Una rivelazione per altri artisti contemporanei come Degas che rimasero impressionati dalla lezione e compresero quanto alla fotografia si dovesse riconoscere il ruolo di fonte di documentazione più affidabile dell'occhio umano.
Ai cavalli seguirono il volo degli uccelli e presto anche l'osservazione degli animali dello Zoo di Philadelphia. E in una sorta di naturale linea evolutiva Muybridge arrivò infine all'uomo. Nudo e in azione, mentre correva, tirava di scherma, saliva le scale, sollevava e trasportava pesi. L'ossessione di catturare il movimento si riversò quindi nella messa a punto dello Zoopraxiscopio, uno strumento di lettura veloce delle immagini che venivano proiettate e rese visibili in sequenza.
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Finalmente una mostra intitolata "Muybridge Recall" porterà per la prima volta in Italia la produzione dell'inquieto pioniere e gli offrirà allogio a Milano presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese a Palazzo delle Stelline dal 19 maggio al 1 ottobre.
L'allestimento curato da Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, oltre a presentare 50 scatti cronofotografici su lastra, ricomporrà un modello rivisto e attualizzato dei set costruiti da Muybridge che nella serata inaugurale (il 18 maggio dalle 19 alle 20) si animerà grazie ad una performance.
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