Da Madrid a Santander fino al 13 settembre

Da Richard Avedon a Robert Frank, la fotografia protagonista dell’estate spagnola con PHotoESPAÑA

Richard Avedon, Ronald Fischer, beekeeper, Davis, California, May 9, 1981. ©The Richard Avedon Foundation
 

Samantha De Martin

18/06/2026

Mondo - L’edizione numero 29 di PHotoESPAÑA invita a reimmaginare, promuovendo la creatività, la sperimentazione, l'esplorazione dei limiti dell'immagine.
Il programma del festival internazionale di fotografia che corre da un capo all’altro della Spagna, da Madrid a Santander, da Barcellona a Corao Castiellu, da Siviglia, Valencia e Saragozza, è vasto e andrà avanti per tutta l’estate, fino al 13 settembre, facendo dialogare figure di spicco della fotografia e talenti emergenti, oltre a rafforzare il suo legame con le giovani generazioni.

Con oltre quaranta mostre nella Sezione ufficiale, un centinaio di appuntamenti e oltre 300 artisti visivi, il festival di quest'anno punta a promuovere l'esplorazione dei limiti dell'immagine, esaltando la curiosità e la ribellione come strumenti per mettere in discussione la realtà, l'autorità delle immagini e le loro modalità di produzione. Una delle principali novità di quest'anno riguarda la scelta dei Paesi Bassi come paese ospite, con una rappresentanza di spicco di artisti che, nell'ambito del festival, rifletteranno su temi quali l'identità, il territorio, le strutture di potere.
In questo contesto, e in linea con il tema dell'edizione, la mostra "Reimagining" presenta al Círculo de Bellas Artes un dialogo tra creatori spagnoli e olandesi sul mezzo fotografico, la sperimentazione materiale e concettuale, e le forme contemporanee di rappresentazione in un momento di trasformazione. Da Rob Hornstra a Txema Salvans, da Javier Arboledas a Jon Gorospe sono tredici gli artisti che partecipano alla mostra curata da Geaninne Gutiérrez Guimarães. La fotografa olandese Viviane Sassen è invece al centro di uno dei principali eventi del festival, con LUX & UMBRA, presso la sala espositiva del Teatro Fernán Gómez di Madrid.


Robert Frank, Tranvía. Nueva Orleans, 1955 © Robert Frank Foundation, from The Americans

Concepita per PHotoESPAÑA 2026, la prima mostra personale dell'artista in Spagna riunisce oltre trent'anni di lavoro in una retrospettiva che reinterpreta poeticamente il suo archivio, includendo serie come Flamboya e Parasomnia, insieme a fotografie scattate in Africa e a opere recenti come i collage "Cadavre Exquis". Segnato dalla sua infanzia in Kenya, il lavoro di Sassen sviluppa uno sguardo connesso alla luce, al paesaggio e alle comunità africane, riflettendo al contempo sulla loro visibilità e rappresentazione nella cultura contemporanea. All'interno di questo universo le donne occupano un posto centrale: le immagini esplorano l'identità come territorio in trasformazione, rivelando le tensioni tra vulnerabilità e forza.

PHotoESPAÑA guarda anche a maestri come Richard Avedon e Robert Frank e a figure chiave del fotogiornalismo come Colita e Isabel Azkarate, oltre ad altri artisti affermati come Isabel Muñoz e importanti artisti contemporanei, tra cui Talia Chetrit, Laia Abril, Bego Antón, Greta Alfaro, Rafal Milach, José Quintanilla e Gorka Postigo.

La mostra "In the American West", presso la Fundación MAPFRE, a Madrid, si addentra nell'universo di Richard Avedon attraverso le immagini dell'omonimo fotolibro, pubblicato nel 1985 e considerato una pietra miliare della ritrattistica contemporanea. Il percorso include materiali inediti relativi al processo creativo. Il medesimo spazio espositivo accoglie anche "Ground Rules", una rassegna dedicata alla prolifica carriera del fotografo messicano-dominicano Alejandro Cartagena.


Prima grande manifestazione LGTBI+ in Spagna,1977 © Archivo Colita 

L’Espacio Fundación Telefónica presenta invece «Robert Frank e Gli Americani», che riunisce per la prima volta in Spagna l'intera iconica serie fotografica creata dal fotografo e regista svizzero durante un viaggio attraverso gli Stati Uniti a metà degli anni '50. Curata da David Campany, la mostra offre una rinnovata comprensione di uno dei progetti fotografici più influenti del XX secolo. Sette affermati fotografi messicani, i cui lavori invitano gli spettatori ad andare oltre la semplice identificazione del visibile saranno protagonisti alla Fundación Casa de México con la mostra «Spectres. Enigmas of the Gaze, curata da Laura González Flores». La Librería Blanquerna è invece la cornice di un dialogo tra presente e memoria con la mostra «Colita. Nosaltres no tenim por, nosaltres som», che presenta per la prima volta il reportage fotografico completo realizzato da Colita durante la manifestazione del 26 giugno 1977 a Barcellona, considerata la prima grande protesta LGBTQ+ in Spagna. Isabel Muñoz, vincitrice del Premio Nazionale di Fotografia 2016, presenterà la terza edizione del progetto «Field Notebooks», un programma triennale sviluppato in collaborazione con Patrimonio Nacional, ACCIONA e PHOTOESPAÑA, che mette in contatto rinomati fotografi spagnoli con ambienti di eccezionale valore per sensibilizzare sull'importanza della conservazione dell'ambiente come fonte di vita e patrimonio.
Con Las piedras del cielo, in mostra alla Galería de las Colecciones Reales, Muñoz rivolge il suo sguardo al Real Monasterio de San Lorenzo de El Escorial, alla foresta di La Herrería e alla figura di Filippo II di Spagna. Attraverso la fotografia, oggetti, video e installazioni, Muñoz crea un'esperienza che va oltre l'immagine statica, aprendosi a una dimensione più terrena e sensoriale. Il fotogiornalismo e la street photography si fanno invece strada presso l'Espacio Cultural Serrería Belga con Isabel Azkarate e «Azkarate vs. Azkarate», la mostra che segue gli oltre quarant'anni di carriera di un'artista pionieristica nel fotogiornalismo e nella cosiddetta street photography.


Attached, 2026 © Talia Chetrit

A PHotoESPAÑA la fotografia incontra anche la moda. Il Museo Lázaro Galdiano presenta «Bunny», la prima mostra personale in Spagna della fotografa statunitense Talia Chetrit, un itinerario tra ritratti, tableaux e nature morte. Nel frattempo, Laia Abril, vincitrice del National Photography Prize 2023, presenta "Endometriosis" al Museo Nacional del Romanticismo, un'installazione inedita che mette in discussione i pregiudizi di genere in medicina e affronta temi come la violenza ostetrica e la salute sessuale e riproduttiva. Con un tono più ludico, Bego Antón presenta «Everybody Loves to Cha Cha Cha» alla Casa de América, una serie che osserva le relazioni affettive tra le donne e i loro cani attraverso l'umorismo.
Il dialogo tra gli spazi, i gesti, le architetture e i contrasti della città di Madrid attraverso opere di artisti come Ramón Masats, José Manuel Ballester e Alberto García-Alix vanno invece in scena presso il Museo de Arte Contemporáneo de Madrid che accoglie «Topografía de un contraste».