A Palazzo Tarasconi fino al 31 maggio
Cento anni di riflessi. A Parma gli Impressionisti, da Monet a Bonnard
Claude Monet, Tempesta a Sainte-Adresse
Samantha De Martin
17/02/2026
Parma - A un secolo dalla morte di Claude Monet Parma dedica una mostra al rivoluzionario movimento artistico francese e al suo maestro.
A Palazzo Tarasconi fino al 31 maggio la mostra Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard, prodotta da Navigare S.r.l. passa in rassegna oltre 70 opere di 30 artisti, in prestito da collezioni private italiane e francesi. Tra queste spiccano due dipinti di Monet.
Un focus speciale mette in dialogo l’opera giovanile Tempête à Sainte-Adresse (1857 ca.) e un dipinto della maturità, Les Pêcheurs de Poissy, offrendo uno sguardo privilegiato sull’evoluzione della poetica dell’autore di Impression, soleil levant.
Nei 100 anni di riflessi evidenziati dal titolo risiede il significato della mostra, che rimanda al riflesso della luce ma anche di un’eredità artistica che, a un secolo di distanza, continua a influenzare e ispirare il mondo dell’arte. A unire dipinti a olio, acquerelli, disegni e incisioni c’è il fil rouge della ricerca sulla luce, sull’uso del colore e sulla raffigurazione artistica della realtà in diversi ambienti e contesti, all’aperto o in luoghi anticonvenzionali, con il filtro della percezione personale.

Pierre Bonnard, Veduta di Le Cannet
La sezione della mostra “Verso il cambiamento”, che evidenzia il clima di rinnovamento della prima metà dell’Ottocento, abbraccia tra gli altri, i dipinti di Theodore Rousseau, Charles-François Daubigny, Jean François Millet, Antoine Guillemet, Eugène Isabey, Narcisse Virgile Diaz De La Peña. Nella seconda tappa, “Tra natura osservata e natura percepita”, l’osservazione dal vero mette in discussione le regole tradizionali. Gli artisti iniziano a sperimentare come la percezione influenzi la rappresentazione e la luce diventa capace di trasformare colori e atmosfere. Questo orientamento trova il suo compimento nella fase illustrata nella terza area della mostra, “La pittura come esperienza del momento”, racconto della Belle Époque impressionista, con maestri come Eugène Boudin, maestro di Monet, Alfred Sisley, Paul César Helleu. La pittura si concentra sulla percezione immediata, la luce naturale diventa il vero soggetto, la pennellata si frammenta, mentre il colore acquista autonomia e la vita moderna entra pienamente nella pittura.
“Oltre l’impressione” accompagna invece il visitatore verso il Novecento, quando i riflessi dell’Impressionismo si riverberano su artisti che avvertono il bisogno di andare oltre la registrazione immediata della luce e dell’attimo. Il colore si fa più intenso e la luce concorre a creare atmosfere interiori e a trasmettere emozioni, come nell’acquerello di Pierre Bonnard, Vue à Le Cannet (1923).
A Palazzo Tarasconi fino al 31 maggio la mostra Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard, prodotta da Navigare S.r.l. passa in rassegna oltre 70 opere di 30 artisti, in prestito da collezioni private italiane e francesi. Tra queste spiccano due dipinti di Monet.
Un focus speciale mette in dialogo l’opera giovanile Tempête à Sainte-Adresse (1857 ca.) e un dipinto della maturità, Les Pêcheurs de Poissy, offrendo uno sguardo privilegiato sull’evoluzione della poetica dell’autore di Impression, soleil levant.
Nei 100 anni di riflessi evidenziati dal titolo risiede il significato della mostra, che rimanda al riflesso della luce ma anche di un’eredità artistica che, a un secolo di distanza, continua a influenzare e ispirare il mondo dell’arte. A unire dipinti a olio, acquerelli, disegni e incisioni c’è il fil rouge della ricerca sulla luce, sull’uso del colore e sulla raffigurazione artistica della realtà in diversi ambienti e contesti, all’aperto o in luoghi anticonvenzionali, con il filtro della percezione personale.

Pierre Bonnard, Veduta di Le Cannet
La sezione della mostra “Verso il cambiamento”, che evidenzia il clima di rinnovamento della prima metà dell’Ottocento, abbraccia tra gli altri, i dipinti di Theodore Rousseau, Charles-François Daubigny, Jean François Millet, Antoine Guillemet, Eugène Isabey, Narcisse Virgile Diaz De La Peña. Nella seconda tappa, “Tra natura osservata e natura percepita”, l’osservazione dal vero mette in discussione le regole tradizionali. Gli artisti iniziano a sperimentare come la percezione influenzi la rappresentazione e la luce diventa capace di trasformare colori e atmosfere. Questo orientamento trova il suo compimento nella fase illustrata nella terza area della mostra, “La pittura come esperienza del momento”, racconto della Belle Époque impressionista, con maestri come Eugène Boudin, maestro di Monet, Alfred Sisley, Paul César Helleu. La pittura si concentra sulla percezione immediata, la luce naturale diventa il vero soggetto, la pennellata si frammenta, mentre il colore acquista autonomia e la vita moderna entra pienamente nella pittura.
“Oltre l’impressione” accompagna invece il visitatore verso il Novecento, quando i riflessi dell’Impressionismo si riverberano su artisti che avvertono il bisogno di andare oltre la registrazione immediata della luce e dell’attimo. Il colore si fa più intenso e la luce concorre a creare atmosfere interiori e a trasmettere emozioni, come nell’acquerello di Pierre Bonnard, Vue à Le Cannet (1923).
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