Dal 9 maggio al 22 novembre a Venezia
"Con te con tutto". Ecco come sarà il Padiglione Italia di Chiara Camoni alla Biennale
Chiamare a raduno. Sorelle. Falene e fiammelle. Ossa di leonesse, pietre e serpentesse. Hangar Bicocca, Milano (IT) 2024, vista d'insieme dell'installazione_ph Agostino Osio
Samantha De Martin
10/03/2026
Roma - «Un modo di ripensare la nostra esistenza attraverso materia, relazione, ascolto e collaborazione. Un ritorno alle origini, al grado zero dell’umanità».
Così Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, definisce il progetto «Con te con tutto» concepito da Chiara Camoni per gli spazi del Padiglione Italia alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte, attesa dal 9 maggio al 22 novembre.
La mostra, a cura di Cecilia Canziani, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e presentata oggi alla stampa in via del Collegio Romano, è una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l’incontro e la condivisione con le altre forme di vita, cedendo il passo alla meraviglia, al sentire, al dialogo, alla contemplazione, al fluire del tempo che tutto trasforma.
«Oggi è un giorno speciale - ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenendo alla presentazione con un video messaggio - perché celebriamo il Padiglione Italia della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, che porta due nomi fondamentali per quanto riguarda il Ministero della Cultura. Una curatrice d’esperienza, Cecilia Canziani, e un’artista oramai già nota che è Chiara Camoni. Ho amato sin da subito la sua capacità di far dialogare arte e natura, le sue citazioni dell’arte novecentesca più decorativa, la sua capacità di rendere presente l’antico, ma soprattutto di “antichizzare” il presente attraverso citazioni delicate del mondo etrusco, che mi hanno fatto pensare a una sorta di realismo magico, seducente, seduttivo, ma al tempo stesso chiaramente intelligibile, fruibile, godibile».
Poi il riferimento alla partecipazione del Padiglione della Federazione Russa alla Biennale, voluto dalla Fondazione, contrariamente all’opinione del Governo italiano. «L’arte - ha proseguito Giuli - è una delle migliori espressioni di identità plurale di un popolo ed è libera quando è libero il governo che la mette in condizione di esprimersi. L’Italia appartiene al mondo libero, ed è felice di valorizzare qualsiasi forma artistica, anche l’arte dissidente. Non si può dire lo stesso delle autocrazie che, all’interno della Biennale di Venezia, sono titolari di Padiglioni come quello della Federazione russa che verrà aperto, contrariamente all’opinione del Governo italiano che rappresento, per la libera, autonoma scelta della Biennale di Venezia».
Chiara Camoni, Carta Bianca 2025, vegetal printing workshop. Ph Camilla Maria Santini
Tornando alla mostra, come ha ribadito Buttafuoco, «Il Padiglione Italia del 2026 conferma una speciale sensibilità per In Minor Keys, titolo proposto da Koyo Kouoh, direttore artistico della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, che, poco prima della sua prematura scomparsa, mi aveva affidato il suo testo curatoriale, dove sono presenti degli enunciati che ritrovo nel progetto artistico di Chiara Camoni e a cura di Cecilia Canziani».
Il progetto «Con te con tutto» sarà articolato un’installazione unica che coinvolgerà l’intero Padiglione immaginandolo come un paesaggio in trasformazione, in cui il corpo della scultura e i corpi dei visitatori sono invitati a uno scambio reciproco.
«Chiara Camoni - ha detto Cecilia Canziani - fa parte di una costellazione di pensatrici e artiste impegnate a ‘reincantare il mondo’. Il suo lavoro si inscrive nell’alveo di una riflessione italiana sulla scultura caratterizzata dalla decostruzione del rapporto con il monumento, dal recupero di materiali tradizionali come la terracotta e dall’interesse per le storie dell’arte minori, in particolare quella etrusca, passando attraverso i maestri italiani del Novecento e l’Arte Povera. L’opera è interpretata dall’artista come epifania: apparizione di forme che raccontano l’ibridazione tra mondo animale, mondo umano e sacro».
Il progetto metterà insieme opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti, secondo una pratica combinatoria, di riutilizzo e risemantizzazione. Ai materiali noti del lavoro dell’artista se ne uniscono di inediti, come plastiche riciclate, scarti di lavorazioni industriali, oggetti trovati: un invito a riconoscere la bellezza anche nello scarto. La prima tesa lascerà spazio a un bosco silenzioso con oltre venti statue in ceramica che sbucheranno dalla semioscurità come divinità minori arrivate da un passato lontano per interrogare il presente. Saranno fatte di argilla, adornate con arbusti, conchiglie, pietre ma anche frammenti di plastica e rifiuti trovati negli immediati dintorni dello studio dell’artista.
Gli spettatori saranno invitati ad attraversare questa foresta di figure minerali e vegetali cercando una relazione tra il proprio corpo e quello della scultura. Da questo mondo ctonio, animato da spiriti ancestrali chiamati a raccolta dall’artista, si entra nel flusso del tempo umano. La seconda tesa, in piena luce, diventa un mondo in costruzione composto di elementi naturali, artefatti e oggetti riciclati che allargano la riflessione dell’artista sulla materia. Ci si addentra quindi in un’architettura potenziale la cui costruzione in divenire sembra affiorare da terra per diventare pavimento, contenitore, parete, seduta, un palazzo, diviso in stanze, corridoi e giardini. Spazio quindi a una serie di Dialoghi, una raccolta di opere concepita e progettata da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi, che metterà in connessione il lavoro di Camoni con altri linguaggi.
Una piazza circondata da sedute si aprirà infine al centro dello spazio della seconda tesa. Il giardino, dove il tempo eterno della scultura, quello della vita umana e quello ciclico della natura si incontrano, costituirà invece la materia vivente, che nel mutare dei colori e della luce restituirà la connessione che tutti i corpi hanno con il tempo.
Il Padiglione Italia, per tutta la durata della mostra, sarà accompagnato dal public program affidato a Angelika Burtscher e Daniele Lupo.
Così Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, definisce il progetto «Con te con tutto» concepito da Chiara Camoni per gli spazi del Padiglione Italia alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte, attesa dal 9 maggio al 22 novembre.
La mostra, a cura di Cecilia Canziani, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e presentata oggi alla stampa in via del Collegio Romano, è una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l’incontro e la condivisione con le altre forme di vita, cedendo il passo alla meraviglia, al sentire, al dialogo, alla contemplazione, al fluire del tempo che tutto trasforma.
«Oggi è un giorno speciale - ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenendo alla presentazione con un video messaggio - perché celebriamo il Padiglione Italia della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, che porta due nomi fondamentali per quanto riguarda il Ministero della Cultura. Una curatrice d’esperienza, Cecilia Canziani, e un’artista oramai già nota che è Chiara Camoni. Ho amato sin da subito la sua capacità di far dialogare arte e natura, le sue citazioni dell’arte novecentesca più decorativa, la sua capacità di rendere presente l’antico, ma soprattutto di “antichizzare” il presente attraverso citazioni delicate del mondo etrusco, che mi hanno fatto pensare a una sorta di realismo magico, seducente, seduttivo, ma al tempo stesso chiaramente intelligibile, fruibile, godibile».
Poi il riferimento alla partecipazione del Padiglione della Federazione Russa alla Biennale, voluto dalla Fondazione, contrariamente all’opinione del Governo italiano. «L’arte - ha proseguito Giuli - è una delle migliori espressioni di identità plurale di un popolo ed è libera quando è libero il governo che la mette in condizione di esprimersi. L’Italia appartiene al mondo libero, ed è felice di valorizzare qualsiasi forma artistica, anche l’arte dissidente. Non si può dire lo stesso delle autocrazie che, all’interno della Biennale di Venezia, sono titolari di Padiglioni come quello della Federazione russa che verrà aperto, contrariamente all’opinione del Governo italiano che rappresento, per la libera, autonoma scelta della Biennale di Venezia».
Chiara Camoni, Carta Bianca 2025, vegetal printing workshop. Ph Camilla Maria Santini
Tornando alla mostra, come ha ribadito Buttafuoco, «Il Padiglione Italia del 2026 conferma una speciale sensibilità per In Minor Keys, titolo proposto da Koyo Kouoh, direttore artistico della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, che, poco prima della sua prematura scomparsa, mi aveva affidato il suo testo curatoriale, dove sono presenti degli enunciati che ritrovo nel progetto artistico di Chiara Camoni e a cura di Cecilia Canziani».
Il progetto «Con te con tutto» sarà articolato un’installazione unica che coinvolgerà l’intero Padiglione immaginandolo come un paesaggio in trasformazione, in cui il corpo della scultura e i corpi dei visitatori sono invitati a uno scambio reciproco.
«Chiara Camoni - ha detto Cecilia Canziani - fa parte di una costellazione di pensatrici e artiste impegnate a ‘reincantare il mondo’. Il suo lavoro si inscrive nell’alveo di una riflessione italiana sulla scultura caratterizzata dalla decostruzione del rapporto con il monumento, dal recupero di materiali tradizionali come la terracotta e dall’interesse per le storie dell’arte minori, in particolare quella etrusca, passando attraverso i maestri italiani del Novecento e l’Arte Povera. L’opera è interpretata dall’artista come epifania: apparizione di forme che raccontano l’ibridazione tra mondo animale, mondo umano e sacro».
Il progetto metterà insieme opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti, secondo una pratica combinatoria, di riutilizzo e risemantizzazione. Ai materiali noti del lavoro dell’artista se ne uniscono di inediti, come plastiche riciclate, scarti di lavorazioni industriali, oggetti trovati: un invito a riconoscere la bellezza anche nello scarto. La prima tesa lascerà spazio a un bosco silenzioso con oltre venti statue in ceramica che sbucheranno dalla semioscurità come divinità minori arrivate da un passato lontano per interrogare il presente. Saranno fatte di argilla, adornate con arbusti, conchiglie, pietre ma anche frammenti di plastica e rifiuti trovati negli immediati dintorni dello studio dell’artista.
Gli spettatori saranno invitati ad attraversare questa foresta di figure minerali e vegetali cercando una relazione tra il proprio corpo e quello della scultura. Da questo mondo ctonio, animato da spiriti ancestrali chiamati a raccolta dall’artista, si entra nel flusso del tempo umano. La seconda tesa, in piena luce, diventa un mondo in costruzione composto di elementi naturali, artefatti e oggetti riciclati che allargano la riflessione dell’artista sulla materia. Ci si addentra quindi in un’architettura potenziale la cui costruzione in divenire sembra affiorare da terra per diventare pavimento, contenitore, parete, seduta, un palazzo, diviso in stanze, corridoi e giardini. Spazio quindi a una serie di Dialoghi, una raccolta di opere concepita e progettata da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi, che metterà in connessione il lavoro di Camoni con altri linguaggi.
Una piazza circondata da sedute si aprirà infine al centro dello spazio della seconda tesa. Il giardino, dove il tempo eterno della scultura, quello della vita umana e quello ciclico della natura si incontrano, costituirà invece la materia vivente, che nel mutare dei colori e della luce restituirà la connessione che tutti i corpi hanno con il tempo.
Il Padiglione Italia, per tutta la durata della mostra, sarà accompagnato dal public program affidato a Angelika Burtscher e Daniele Lupo.
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