Al via le operazioni di pulitura nella Cappella Sistina
Manutenzione straordinaria per il Giudizio Universale: il capolavoro di Michelangelo ritroverà l’antica luce
Manutenzione straordinaria del Giudizio universale | Courtesy Musei Vaticani
Samantha De Martin
02/02/2026
Roma - Mentre la Cappella Sistina resterà sempre aperta per accogliere fedeli e visitatori, dietro un telo che riproduce ad alta definizione l’immagine del Giudizio Universale, i restauratori del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani effettueranno le operazioni di pulitura del sommo lavoro di Michelangelo.
È iniziata, con la fase del montaggio del ponteggio, la manutenzione straordinaria del Giudizio universale che si protrarrà per circa tre mesi.
Come ha dichiarato Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani, la manutenzione straordinaria del capolavoro della maturità di Michelangelo verrà effettuata “A circa trent’anni dall’ultimo intervento completato nel 1994 sotto la supervisione del direttore generale Carlo Pietrangeli ed eseguito dal capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani Gianluigi Colalucci”.
“Commissionato al Buonarroti nel 1533 da papa Clemente VII per la parete d’altare della Sistina - illustra Fabrizio Biferali, curatore del Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI - il Giudizio fu iniziato solamente con il nuovo pontefice Paolo III che avrebbe nominato l’artista toscano «supremum architectum, sculptorem et pictorem» del Palazzo Apostolico, sciogliendolo dagli obblighi contrattuali per la tomba di Giulio II per poter dedicarsi esclusivamente all’impresa sistina”.
Michelangelo iniziò a dipingere la scena nell’estate del 1536, portando a compimento l’opera nell’autunno del 1541, con la sua superficie di ben 180 metri quadrati e le 391 figure.
Di fronte a quella straordinaria pittura che, come avrebbe scritto Giorgio Vasari, "riempì di stupore e meraviglia» tutta Roma”, il 31 ottobre di quell’anno Paolo III poteva celebrare i vespri solenni.
In continuità con l’intervento di Colalucci, che ha segnato una svolta nella comprensione della tavolozza di Michelangelo, negli anni successivi i dipinti della Sistina sono stati oggetto di costanti attività di indagine e monitoraggio da parte dei Musei Vaticani, resesi necessarie per valutare il loro stato di conservazione.
Al fine di salvaguardare le superfici affrescate, il Laboratorio di Restauro ha avviato un programma di manutenzione preventiva dell’intero complesso decorativo, mediante la rimozione sistematica dei depositi accumulatisi nel tempo. Nel corso degli anni, operazioni condotte esclusivamente in orario notturno con l’ausilio di piattaforme mobili, hanno interessato le pareti con le lunette michelangiolesche, la serie dei Pontefici e le grandi scene quattrocentesche.
“Il Giudizio universale, finora escluso - aggiunge il capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei Paolo Violini - è oggi al centro di una specifica campagna di manutenzione, resa necessaria per la presenza di una diffusa velatura biancastra, prodotta dalla deposizione di microparticelle di sostanze estranee veicolate dai movimenti d’aria, che nel tempo ha attenuato i contrasti chiaroscurali e uniformato le cromie originarie dell’affresco”.
L’intervento di manutenzione straordinaria, che vedrà impegnati anche il Gabinetto di Ricerche Scientifiche, l’Ufficio del Conservatore e il Laboratorio fotografico, è sostenuto dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Restituirà al capolavoro la qualità cromatica e luministica voluta da Michelangelo, oltre alla complessità formale ed espressiva dell’opera e rinnovando, a trent’anni distanza, quello stupore che aveva accompagnato la conclusione del grande restauro novecentesco.
È iniziata, con la fase del montaggio del ponteggio, la manutenzione straordinaria del Giudizio universale che si protrarrà per circa tre mesi.
Come ha dichiarato Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani, la manutenzione straordinaria del capolavoro della maturità di Michelangelo verrà effettuata “A circa trent’anni dall’ultimo intervento completato nel 1994 sotto la supervisione del direttore generale Carlo Pietrangeli ed eseguito dal capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani Gianluigi Colalucci”.
“Commissionato al Buonarroti nel 1533 da papa Clemente VII per la parete d’altare della Sistina - illustra Fabrizio Biferali, curatore del Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI - il Giudizio fu iniziato solamente con il nuovo pontefice Paolo III che avrebbe nominato l’artista toscano «supremum architectum, sculptorem et pictorem» del Palazzo Apostolico, sciogliendolo dagli obblighi contrattuali per la tomba di Giulio II per poter dedicarsi esclusivamente all’impresa sistina”.
Michelangelo iniziò a dipingere la scena nell’estate del 1536, portando a compimento l’opera nell’autunno del 1541, con la sua superficie di ben 180 metri quadrati e le 391 figure.
Di fronte a quella straordinaria pittura che, come avrebbe scritto Giorgio Vasari, "riempì di stupore e meraviglia» tutta Roma”, il 31 ottobre di quell’anno Paolo III poteva celebrare i vespri solenni.
In continuità con l’intervento di Colalucci, che ha segnato una svolta nella comprensione della tavolozza di Michelangelo, negli anni successivi i dipinti della Sistina sono stati oggetto di costanti attività di indagine e monitoraggio da parte dei Musei Vaticani, resesi necessarie per valutare il loro stato di conservazione.
Al fine di salvaguardare le superfici affrescate, il Laboratorio di Restauro ha avviato un programma di manutenzione preventiva dell’intero complesso decorativo, mediante la rimozione sistematica dei depositi accumulatisi nel tempo. Nel corso degli anni, operazioni condotte esclusivamente in orario notturno con l’ausilio di piattaforme mobili, hanno interessato le pareti con le lunette michelangiolesche, la serie dei Pontefici e le grandi scene quattrocentesche.
“Il Giudizio universale, finora escluso - aggiunge il capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei Paolo Violini - è oggi al centro di una specifica campagna di manutenzione, resa necessaria per la presenza di una diffusa velatura biancastra, prodotta dalla deposizione di microparticelle di sostanze estranee veicolate dai movimenti d’aria, che nel tempo ha attenuato i contrasti chiaroscurali e uniformato le cromie originarie dell’affresco”.
L’intervento di manutenzione straordinaria, che vedrà impegnati anche il Gabinetto di Ricerche Scientifiche, l’Ufficio del Conservatore e il Laboratorio fotografico, è sostenuto dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Restituirà al capolavoro la qualità cromatica e luministica voluta da Michelangelo, oltre alla complessità formale ed espressiva dell’opera e rinnovando, a trent’anni distanza, quello stupore che aveva accompagnato la conclusione del grande restauro novecentesco.
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