Dal 27 aprile al 28 maggio

World Press Photo 2018: a Roma gli scatti dei vincitori

Ronaldo Schemidt, Agence France Presse, Venezuela Crisis, World Press Photo 2018. Courtesy of World Press Photo
 

Samantha De Martin

26/04/2018

Roma - Un giovane avvolto dalle fiamme e protetto da una maschera antifumo fugge durante una manifestazione a Caracas contro il presidente Nicolás Maduro, nel maggio del 2017. Dietro di lui, su un muro di mattoni rossi campeggia la scritta "Paz" (pace), sparata da una pistola disegnata in nero.
Questa fotografia, dal titolo Venezuela crisis, carica di un’ “energia fortemente dinamica, con i colori, il movimento e la forza della composizione che trasmettono un’emozione istantanea” è lo scatto dell’anno, realizzato dal venezuelano Ronaldo Schemidt dell’Agence France Presse, vincitore nella categoria Spot News, e al centro della mostra dedicata al World Press Photo 2018 - uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo - in programma al Palazzo delle Esposizioni dal 27 aprile al 28 maggio.
Accanto a questa, l’immagine di un giovane rinoceronte bianco del sud, drogato e bendato, immortalato da Neil Aldridge mentre sta per essere rilasciato allo stato selvatico nel Delta dell'Okavango, in Botswana, dopo il suo trasferimento dal Sud Africa per trovare riparo dai bracconieri.

Un percorso intenso, crudo, drammatico - che, lungi dall’essere soltanto una galleria di immagini sensazionali, si caratterizza come un documento storico capace di ripercorrere gli eventi cruciali del nostro tempo - corre nelle sale di via Nazionale sferzando lo sguardo e il cuore dei visitatori.
In questo significativo corteo che racchiude storie e istanti del nostro tempo sfila anche un albatros dalla testa grigia sull'isola di Marion, nell'Antartide del Sud Africa, rimasto ferito dopo un attacco da parte di topi appartenenti a una specie invasiva, mentre i corpi dei rifugiati Rohingya, recuperati dopo un naufragio a circa otto chilometri da Inani Beach, vicino a Cox's Bazar, in Bangladesh, immortalati dall’australiano Patrick Brown, agganciano lo sguardo, avviluppati nella loro statuaria impotenza.

C’è la Battaglia per Mosul di Ivor Prickett e ci sono i bambini intenti a giocare sulla sabbia lungo la riva del fiume Omo in Etiopia, del romano Fausto Podavini tra le immagini vinctrici di questa edizione numero 61 del World Press Photo.
Tra i vincitori, oltre a Podavini, ci sono altri quattro italiani. Alessio Mamo si è distinto per il suo scatto dedicato all’undicenne Manal, con il volto sfregiato dall’esplosione di un missile a Kirkuk e coperto da una maschera, mentre il lavoro di Luca Locatelli, Hunger Solutions, arrivato secondo nella categoria Environment - storie, immortala una casa tra le serre, documentando alcune innovative pratiche agricole olandesi che hanno ridotto la dipendenza dall'acqua riducendo anche la necessità di ricorrere a pesticidi e antibiotici per fertilizzare i campi. La foto di Giulio di Sturco, che si è aggiudicata il secondo premio nella categoria Contemporary Issues - singole ritrae, invece, il dottor Suporn Watanyusakul mentre mostra alla paziente Olivia Thomas i suoi nuovi organi genitali dopo l'intervento di cambio di sesso eseguito nell'ospedale di Chonburi, nei pressi di Bangkok. A Francesco Pistilli è andato, infine, il terzo premio nella sezione General News grazie al suo scatto Lives in Limbo, in cui immortala il viaggio disperato dei migranti verso l’Europa, bloccati dalla chiusura della frontiera sulla rotta balcanica e costretti ad affrontare il gelido inverno di Belgrado.

L’edizione 2018 ha registrato un cambiamento per quanto concerne la modalità di annuncio dei premiati. La Fondazione, lo scorso il 14 febbraio, ha rivelato tutti i nominati in ciascuna categoria del concorso fotografico ed i sei candidati alla foto dell’anno. I nomi dei vincitori di tutte le categorie e quello della foto dell'anno sono stati svelati durante la cerimonia di premiazione svoltasi durante il World Press Photo Festival di Amsterdam il 12 aprile scorso.
Per l’edizione 2018 la giuria, che ha suddiviso i lavori in otto categorie, introducendo la nuova sezione dedicata all’ambiente, ha nominato 42 fotografi provenienti da 22 paesi, per un totale di 307 lavori.

«Il meglio del giornalismo visivo - ha commentato Lars Boering, managing director della World Press Photo Foundation - tratta di qualcosa. Dovrebbe interessare le persone a cui si rivolge. Oggi la World Press Photo Foundation continua a svolgere il ruolo che ricopre dal 1955 perché le giurie nei nostri concorsi nominano i migliori fotografi e produttori video. Il grande lavoro svolto in questa edizione 2018 del nostro concorso ci aiuta a realizzare il nostro scopo: connettere il mondo con le storie che contano».

L’appuntamento romano è promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale, ideato dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography.


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