WiFi e mobile per un museo aperto a tutti

L’evoluzione del Museo Nazionale del Cinema

Gloria Swanson fotografata da Life Magazine tra le rovine del Roxy
 

L.S.

13/12/2013

Torino - “E’ il più ambizioso progetto di rinnovamento dalla sua apertura. Un work in progress che ha preso il via oltre un anno fa e ci vedrà impegnati per altri due almeno, con l’intento di rendere la visita del Museo un’esperienza ancora più ricca, appagante e indimenticabile. I nuovi contenuti e l’utilizzo intelligente delle tecnologie digitali generano inedite possibilità al servizio della conoscenza e di ogni tipo di pubblico”.

Con queste parole,il direttore Alberto Barbera, ha presentato il progetto di restyling digitale che interesserà il Museo Nazionale del Cinema di Torino a sette anni di distanza dagli ultimi interventi realizzati in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006. Tra gli obiettivi di un lavoro a tappe che si svilupperà concentrandosi su un’area alla volta c’è il miglioramento e l’innovazione dell’esperienza di visita per il pubblico di tutte le categorie, con particolare riguardo per le persone con disabilità.

La prima fase del profondo riallestimento tecnologico che investe l'intero piano dedicato all'Archeologia del Cinema (livello +5), e che è stata avviata questo autunno per concludersi nel mese di aprile, provvederà all’installazione di sessanta metri lineari di teche in vetro capaci di esporre 700 opere e alla parziale o totale riorganizzazione delle attuali otto sale tematiche.

Tutti i livelli della Mole Antonelliana avranno accesso ad una rete WiFI aperta e gratuita, verranno introdotte postazioni interattive, e verranno creati 250 Tag che saranno disposti lungo il percorso espositivo e rimanderanno alla visualizzazione di contributi aggiuntivi accessibili attraverso smartphone personali o iPad offerti in dotazione dal Museo. Tra gli approfondimenti che verranno messi a diposizione dei visitatori 2.0 figurano contributi inediti come i provini di Marilyn Monroe o l'inaugurazione del Roxy Theatre con Gloria Swanson, anno 1927.


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