L'inaugurazione il 4 novembre alle 18:00
Madama Cucchi: l'installazione di Enzo Cucchi per Palazzo Madama
Enzo Cucchi, Testa dura, olio su tela
Ludovica Sanfelice
03/11/2015
Torino - Dal 5 novembre Palazzo Madama ospiterà MADAMA CUCCHI, intervento del grande artista contemporaneo Enzo Cucchi composto da tre opere pittoriche e una scultura. Tre volti - il viso implorante di "Per ora...basta"; il Giano Bifronte di "Si...siamo in Italia"; e un profilo-volume di derivazione giottesca intitolato "Testa dura" - a cui si accosta "Drone Dario", opera intagliata nel legno di tiglio e pensata per essere sospesa al centro della sala come l’uovo di Piero della Francesca, a simboleggiare la continuità tra l'uomo e l'arte.
Il gruppo che sarà collocato nella Veranda progettata da Filippo Juvarra, rinnovando un rapporto di risonanza con le architetture del maestro siciliano già sperimentana da Cucchi del 1993 in occasione di una mostra al Castello di Rivoli, offre nuova testimonianza della ricerca del dialogo tra antico e contemporaneo che da sempre distingue il lavoro di Cucchi, e che a Torino, durante le edizioni di Artissima è un modulo ormai consolifato.
L’antica Camera degli Specchi di Madama Reale, affacciata sulla piazza e sul monumentale Scalone, è ambiente ideale per Cucchi, che rivendica il ruolo centrale e civile dell’artista nella società nella convinzione che “sono gli artisti che devono dare le immagini del mondo”.
Consulta anche:
Guida d'arte di Torino
Il gruppo che sarà collocato nella Veranda progettata da Filippo Juvarra, rinnovando un rapporto di risonanza con le architetture del maestro siciliano già sperimentana da Cucchi del 1993 in occasione di una mostra al Castello di Rivoli, offre nuova testimonianza della ricerca del dialogo tra antico e contemporaneo che da sempre distingue il lavoro di Cucchi, e che a Torino, durante le edizioni di Artissima è un modulo ormai consolifato.
L’antica Camera degli Specchi di Madama Reale, affacciata sulla piazza e sul monumentale Scalone, è ambiente ideale per Cucchi, che rivendica il ruolo centrale e civile dell’artista nella società nella convinzione che “sono gli artisti che devono dare le immagini del mondo”.
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