Alois Kuperion
© Ph Oswald Kofle | Alois Kuperion, Merano Arte, Merano
Dal 9 Ottobre 2015 al 10 Gennaio 2016
Merano | Bolzano | Visualizza tutte le mostre a Bolzano
Luogo: Merano Arte
Indirizzo: Portici 163
Orari: da martedì a domenica 10-18
Curatori: Ursula Schnitzer
Costo del biglietto: intero 6, ridotto € 5, studenti fino a 26 anni € 2, bambini fino a 14 anni gratuito
Telefono per informazioni: +39 0473 212643
E-Mail info: info@kunstmeranoarte.org
Sito ufficiale: http://www.kunstmeranoarte.org
In occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa dell'artista, dal 10 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016, Merano Arte dedica un'ampia retrospettiva ad Alois Kuperion (1891 - 1966).
Un pittore del tutto singolare, che senza un particolare retroterra culturale e intellettuale – Kuperion era infatti un semplice contadino –, riuscì negli anni Cinquanta e nella remota Val Venosta a elaborare una pittura astratta di grande qualità, espressione di grande forza interiore e di tanta passione per l'arte.
Per l’occasione, l’Assessorato alla cultura del Comune di Merano ha curato una monografia completa, con inedite note biografiche, 100 illustrazioni a colori e numerosi ritratti fotografici d'epoca.
L’esposizione presenta 90 opere provenienti da collezioni private altotesine. Qui, infatti, si trova la maggior parte della sua intera produzione, che consta di oltre 1.500 lavori di piccole dimensioni, molti dei quali – alcune centinaia – sono andati distrutti e altri sono stati acquistati da turisti.
L'allestimento non segue né un criterio cronologico né una successione di tecniche pittoriche, ma cerca piuttosto di rendere intellegibile la pulsione di Kuperion all'astrazione, le sue intuizioni formali e cromatiche sulla base di diversi gruppi di opere.
Il suo particolare senso del colore, della superficie, della composizione e l'utilizzo di varie tecniche espressive, fanno delle sue "fantasie" esempi di grande virtuosismo e spontaneità.
Alois Kuperion, trascorsa l’infanzia e la giovinezza in Val Venosta e in Austria, ritornò in Alto Adige nel secondo dopoguerra, dove visse a Castelbello, per eleggere infine Merano a sua città d'adozione.
Negli anni Cinquanta, l'artista seppe sviluppare uno stile di pittura astratta del tutto singolare: spensierato, ma allo stesso tempo fatto di geniali intuizioni, oltre che di un senso speciale per la composizione e l'accostamento dei colori. Qualità che non hanno mancato di affascinare e influenzare molti artisti locali di ieri e di oggi.
"Il suo lavoro è una rarità nella storia della pittura" dichiara nel 1954 lo scrittore e artista Antonio Manfredi. Nel 1961 Manfredi scrive una monografia dedicata all'artista che appare nella serie All’insegna del pesce d’oro (1961) delle Edizioni Vanni Scheiwiller di Milano. L'artista invia lettere a galleristi, critici d'arte, esperti e amici descrivendo loro l'opera e la persona del pittore venostano. Non solo tutti gli articoli principali a lui dedicati ("La Chimera", Firenze 1954, "Rivista Pirelli", Milano 1954, "Letteratura", Roma 1961) apparvero con la sua firma, ma anche le esposizioni furono organizzate sotto la sua egida: all'Azienda di soggiorno di Merano (1961), alla Galleria Minima di Toninelli a Milano (1962), alla Galleria Elite di Lugano (1962) nonché a Palazzo Strozzi a Firenze (1962).
Nel 1974 il pittore Karl Plattner pubblica un articolo sul quotidiano locale Dolomiten in occasione dell'inaugurazione della Galleria Kuperion a Merano: «Sono dell'idea che la produzione di Kuperion nel suo migliore periodo creativo non sia assolutamente una cosa modesta, ma possa raggiungere un livello europeo. Probabilmente rimane l'unico pittore sudtirolese che abbia colto l'universo della fantasia di Paul Klee, rivivendolo e dipingendolo in versione venostana».
A Merano Kuperion ha stretto amicizia con vari artisti e si è potuto per la prima volta dedicare esclusivamente alla pittura. Nel 1955 scrive: "L'arte, la pittura, è stata tutta la mia vita".
Il suo sogno, ovvero essere artista e non più bracciante, si è realizzato per un periodo proprio a Merano. Tuttavia, l'alcol e la povertà l'hanno portato anche qui a trascorrere un'esistenza solitaria.
Dal 1962, con il soggiorno presso la casa di riposo di Merano in Via Palade, la libertà del suo spirito artistico giunge rapidamente al tramonto. Kuperion muore a Merano il 17 gennaio 1966.
In contemporanea, l’esposizione Architettura e pianificazione urbanistica nella Merano degli anni Trenta, a cura di Walter Gadner e Magdalene Schmidt, in collaborazione con il Museo della Città di Merano, esplorerà, attraverso planimetrie e fotografie d’epoca, tematiche come ‘La progettazione e realizzazione di complessi residenziali’, ‘Lo sport e il tempo libero’, ‘Gli edifici pubblici, Municipio, Casa del Fascio’, ‘L'industria e sistemi tecnologici, ponti’.
La rassegna fornirà una panoramica storica approfondita della città di Merano e pone in rilievo l'importanza dell’architettura e dell’urbanistica per uno sviluppo urbano sostenibile.
Un pittore del tutto singolare, che senza un particolare retroterra culturale e intellettuale – Kuperion era infatti un semplice contadino –, riuscì negli anni Cinquanta e nella remota Val Venosta a elaborare una pittura astratta di grande qualità, espressione di grande forza interiore e di tanta passione per l'arte.
Per l’occasione, l’Assessorato alla cultura del Comune di Merano ha curato una monografia completa, con inedite note biografiche, 100 illustrazioni a colori e numerosi ritratti fotografici d'epoca.
L’esposizione presenta 90 opere provenienti da collezioni private altotesine. Qui, infatti, si trova la maggior parte della sua intera produzione, che consta di oltre 1.500 lavori di piccole dimensioni, molti dei quali – alcune centinaia – sono andati distrutti e altri sono stati acquistati da turisti.
L'allestimento non segue né un criterio cronologico né una successione di tecniche pittoriche, ma cerca piuttosto di rendere intellegibile la pulsione di Kuperion all'astrazione, le sue intuizioni formali e cromatiche sulla base di diversi gruppi di opere.
Il suo particolare senso del colore, della superficie, della composizione e l'utilizzo di varie tecniche espressive, fanno delle sue "fantasie" esempi di grande virtuosismo e spontaneità.
Alois Kuperion, trascorsa l’infanzia e la giovinezza in Val Venosta e in Austria, ritornò in Alto Adige nel secondo dopoguerra, dove visse a Castelbello, per eleggere infine Merano a sua città d'adozione.
Negli anni Cinquanta, l'artista seppe sviluppare uno stile di pittura astratta del tutto singolare: spensierato, ma allo stesso tempo fatto di geniali intuizioni, oltre che di un senso speciale per la composizione e l'accostamento dei colori. Qualità che non hanno mancato di affascinare e influenzare molti artisti locali di ieri e di oggi.
"Il suo lavoro è una rarità nella storia della pittura" dichiara nel 1954 lo scrittore e artista Antonio Manfredi. Nel 1961 Manfredi scrive una monografia dedicata all'artista che appare nella serie All’insegna del pesce d’oro (1961) delle Edizioni Vanni Scheiwiller di Milano. L'artista invia lettere a galleristi, critici d'arte, esperti e amici descrivendo loro l'opera e la persona del pittore venostano. Non solo tutti gli articoli principali a lui dedicati ("La Chimera", Firenze 1954, "Rivista Pirelli", Milano 1954, "Letteratura", Roma 1961) apparvero con la sua firma, ma anche le esposizioni furono organizzate sotto la sua egida: all'Azienda di soggiorno di Merano (1961), alla Galleria Minima di Toninelli a Milano (1962), alla Galleria Elite di Lugano (1962) nonché a Palazzo Strozzi a Firenze (1962).
Nel 1974 il pittore Karl Plattner pubblica un articolo sul quotidiano locale Dolomiten in occasione dell'inaugurazione della Galleria Kuperion a Merano: «Sono dell'idea che la produzione di Kuperion nel suo migliore periodo creativo non sia assolutamente una cosa modesta, ma possa raggiungere un livello europeo. Probabilmente rimane l'unico pittore sudtirolese che abbia colto l'universo della fantasia di Paul Klee, rivivendolo e dipingendolo in versione venostana».
A Merano Kuperion ha stretto amicizia con vari artisti e si è potuto per la prima volta dedicare esclusivamente alla pittura. Nel 1955 scrive: "L'arte, la pittura, è stata tutta la mia vita".
Il suo sogno, ovvero essere artista e non più bracciante, si è realizzato per un periodo proprio a Merano. Tuttavia, l'alcol e la povertà l'hanno portato anche qui a trascorrere un'esistenza solitaria.
Dal 1962, con il soggiorno presso la casa di riposo di Merano in Via Palade, la libertà del suo spirito artistico giunge rapidamente al tramonto. Kuperion muore a Merano il 17 gennaio 1966.
In contemporanea, l’esposizione Architettura e pianificazione urbanistica nella Merano degli anni Trenta, a cura di Walter Gadner e Magdalene Schmidt, in collaborazione con il Museo della Città di Merano, esplorerà, attraverso planimetrie e fotografie d’epoca, tematiche come ‘La progettazione e realizzazione di complessi residenziali’, ‘Lo sport e il tempo libero’, ‘Gli edifici pubblici, Municipio, Casa del Fascio’, ‘L'industria e sistemi tecnologici, ponti’.
La rassegna fornirà una panoramica storica approfondita della città di Merano e pone in rilievo l'importanza dell’architettura e dell’urbanistica per uno sviluppo urbano sostenibile.
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